L'ultimo combattimento di Chen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'ultimo combattimento di Chen
L'ultimo combattimento di Chen.png
Bruce Lee in una scena con i nunchaku
Titolo originale Game of Death
Paese di produzione Hong Kong, USA
Anno 1978
Durata 85 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere azione
Regia Robert Clouse
Produttore Raymond Chow
Fotografia Godfrey A. Godar
Musiche John Barry
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultimo combattimento di Chen (Game of Death) è il titolo di un film incompiuto, scritto, diretto ed interpretato da Bruce Lee. Alcune scene furono girate nel 1972, poi, data la morte di Lee, il film fu ripreso dal regista Robert Clouse e rilasciato nel 1978.

Il progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 Bruce Lee è all'apice del successo cinematografico in tutta l'Asia. Ha 3 film di successo all'attivo, di cui uno da regista. Forte quindi di questa fama, vuol realizzare un film molto personale del quale intende curare ogni aspetto (come già avvenuto per il suo terzo film), ma la lavorazione viene interrotta quando la Warner Brothers gli propone il film che lo lancerà sul mercato statunitense (I tre dell'Operazione Drago), diretto da Robert Clouse.

Finito quel film, Lee torna a lavorare sul suo progetto. Si chiama Game of Death, e dietro i combattimenti (tutti coreografati dallo stesso Lee) si cela una forte componente filosofica. Il protagonista, infatti, si vede rapiti i propri familiari e per salvarli sarà costretto ad affrontare degli avversari sempre più forti all'interno di una pagoda. Salire i vari piani corrisponderà ad un'ascesa spirituale per la quale il protagonista dovrà lottare più con se stesso che contro i suoi nemici. Lee vuole portare sullo schermo la sua concezione filosofica delle arti marziali, cioè che non ci si deve fossilizzare in schemi fissi ma essere flessibili e mutevoli. Mentre i nemici sono fermi nelle loro conoscenze marziali, il protagonista è flessibile e sarà quindi in grado di affrontarli tutti. La prima inquadratura che Lee ha in mente è quella di una foresta colpita da una tempesta di neve. Alla fine della tormenta gli alberi più rigidi si sono spezzati sotto il peso della neve, mentre quelli più flessibili e pieghevoli sono sopravvissuti e quando la neve si scioglie tornano dritti. A riprova dell'idea di Lee che l'adattabilità favorisce la sopravvivenza, in obbedienza all'antica massima filosofica orientale secondo la quale "La lingua è soffice e si mantiene, i denti sono duri e cadono".

Lee sceglie l'ambientazione (il tempio buddhista di Pope Jusaw, in Corea del Sud, famoso per la sua statua bronzea del Buddha alta 33 metri), sceglie gli attori (il collega James Tien, il karateka Chen Yueh, che morirà poco tempo dopo Bruce nelle stesse ambigue circostanze, e che aveva già interpretato alcuni titoli minori quali Il braccio violento del Kung-Fu/The Good & the Bad, 1972; gli amici Dan Inosanto, esperto di arti marziali filippine, suo allievo ma anche suo insegnante di Nunchaku, Ji Han Jae, cintura d'oro di Hapkido coreano, e Kareem Abdul-Jabbar, campione di basket suo allievo), e scrive in 12 pagine la sceneggiatura. Decide anche l'ordine delle discipline dei vari piani: Wing chun, Escrima, Tae Kwon Do, Hapkido e, per finire, Jeet Kune Do.

Comincia le riprese, lunghe ed estenuanti perché Lee eccede spesso nel perfezionismo. Non vuole fare un altro film alla maniera di Hong Kong: vuole fare un film alla maniera di Bruce Lee.

Ma riesce a girare solo 36 minuti e 40 secondi: il 20 luglio 1973 Bruce Lee muore, ed il progetto sembra destinato ad essere dimenticato. Anche per la strana aria di malasorte che ammanta la figura di Lee in seguito alla sua mai del tutto convincentemente chiarita fine.

L'ultimo combattimento di Chen[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977, a quattro anni dalla morte di Lee, la richiesta per i film di arti marziali è quasi scemata del tutto, ma la fame del pubblico verso Bruce Lee sopravvive alle mode. La casa distributrice Golden Harvest, che detiene i diritti dei film di Bruce Lee, decide così di utilizzare il progetto Game of Death, anche se incompiuto. Si assicura la partnership della Columbia per la distribuzione USA e parte con la resurrezione del progetto.

Chiama il regista statunitense Robert Clouse, che già aveva lavorato con Lee in I tre dell'Operazione Drago, e gli chiede di dirigere un film basato su una sceneggiatura ricostruita appositamente intorno ai pochi minuti di materiale utilizzabile girato da Lee in vita. A scriverla è lo stesso Clouse con lo pseudonimo di Jan Spears. Per i combattimenti viene chiamato un noto maestro d'armi che nello stesso periodo si sta affermando come attore in Asia: Sammo Hung Kam-Bo. Questi porta con sé i suoi stuntman di comprovata qualità (Yuen Biao, Yuen Wah, Mars, ecc.) e coreografa i combattimenti del film (partecipandovi anche in uno di persona, nel ruolo dell'avversario del karateka americano Karl Miller sul ring).

Nasce così il film Game of Death, che usa in modo improprio il titolo che Lee aveva dato al proprio progetto. In Italia viene chiamato L'ultimo combattimento di Chen, riferendosi al nome del protagonista di Dalla Cina con furore e dei successivi, come distribuzione, Il furore della Cina colpisce ancora e L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente (nei quali i personaggi di Lee erano ribattezzati Chen in seguito al successo per l'appunto di Dalla Cina con furore).

A film finito, la scrematura di Clouse riduce e riadatta il girato originale di Lee a soli 11 minuti e 39 secondi, in quelle poche scene girate nella pagoda. In tutto il resto della pellicola si alternano vari "sosia", si usano fotogrammi dei vecchi film e si mettono in atto vari trucchi visivi per far finta che Lee abbia veramente partecipato alle riprese. Il budget dichiarato dal produttore Raymond Chow è di circa due milioni di dollari.

La riscoperta[modifica | modifica sorgente]

Negli anni si era persa memoria del girato originale di Bruce Lee, e si credeva che ormai rimanessero solo quei pochi minuti inseriti nel film di Clouse. Ma si vociferava che esistessero ancora le pellicole originali.

Nel 1994, Linda Lee Cadwell (vedova di Bruce) chiede al giornalista e documentarista John Little di aiutarla a sistemare alcuni materiali originali di Lee nel suo ripostiglio di Boise, nell'Idaho. Qui Little fa una scoperta incredibile: in un cassetto trova la sceneggiatura originale di Game of Death scritta da Lee, con relative note per inquadrature e coreografie. Spinto da questa fortuna inaspettata, Little vola ad Hong Kong ed insieme al giornalista britannico Bey Logan comincia a setacciare i vecchi magazzini della casa distributrice Golden Harvest.

Passano 6 anni, ma la ricerca ha successo: vengono ritrovate le pellicole originali di Game of Death, girate da Lee pochi mesi prima di morire.

Nel 2000 John Little firma il documentario Bruce Lee - La leggenda (Bruce Lee: A Warrior's Journey), dove per la prima volta dal 1972 vengono riproposti in versione integrale i 36 minuti e 40 secondi di girato di Lee, insieme ad interviste dei protagonisti dell'epoca.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film inizia con la scena presa da L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, per la precisione quella del combattimento con Chuck Norris. Poi ci si rende conto di trovarsi in un teatro di posa dove stanno per l'appunto girando un film. Il protagonista esce dalla scena con un asciugamano che gli copre il volto, in modo tale che si pensi soltanto che questi sia Bruce Lee. Alcuni elementi della troùpe sono effettivamente tecnici della troùpe di Clouse (fra i quali il cameraman Gilbert Hubbs).
  • Quando nel camerino il protagonista si volta verso lo specchio, si vede riflesso il volto di Bruce Lee. Ma se si osservano bene quei pochi secondi, si può vedere che, come trucco speciale dell'epoca, si tratta solo di una foto del volto attaccata al vetro.
  • Il duello nello spogliatoio fu girato, nel ruolo di Billy Lo/Bruce Lee, dallo stuntman Yuen Biao, amico d'infanzia di Jackie Chan e Sammo Hung e negli anni '80 famosa star delle commedie d'azione assieme a loro.
  • Durante la sua ascesa nella pagoda, il protagonista incontra una serie di avversari, ognuno con il suo stile di combattimento. Uno di questi, realmente uno studente di Bruce Lee, è Kareem Abdul-Jabbar, una delle star più famose dell NBA degli anni '70-'80.
  • L'attore Mel Novak, che interpreta il killer Stick, diverrà anni dopo un predicatore religioso.
  • L'attore Gig Young, che interpreta il giornalista amico di Billy e che vinse l'oscar come non protagonista per Non si uccidono così anche i cavalli?, morirà suicida poco dopo le riprese, nel 1978, sparandosi in una camera d'albergo a New York dopo aver assassinato la sua quinta e più giovane moglie da poco sposata (l'attrice tedesca Kim Schmidt).
  • L'attore Dean Jagger, che interpreta il boss Dr. Land, aveva vinto un oscar nel 1949 per il film Cielo di fuoco.
  • L'attrice Colleen Camp, la fidanzata di Billy nel film, canta realmente la canzone dei titoli di coda.
  • Il film uscì a Hong Kong con un finale più lungo (Billy e la sua donna vanno via sul traghetto salutati da Gig Young), tagliato nella versione occidentale, e con titoli di testa e di coda diversi.
  • Benché elencato nei credits di alcune versioni, l'attore e marzialista Casanova Wong (Ca Sa Fa) non si vede; la sua scena di lotta con Billy Lo nella serra, qui tagliata al montaggio, verrà riciclata nel sequel apocrifo L'ultima sfida di Bruce Lee.
  • L'attore Kim Tae Chong, una delle tre controfigure di Lee selezionate da Sammo Hung per completare questo film, sarà protagonista un paio di anni dopo del sopra citato sequel apocrifo.
  • In Italia il film fu secondo negli incassi del periodo in cui uscì, nel 1979, e fu visto da oltre 119mila spettatori nelle sole prime-visioni.
  • A Hong Kong fu tra i primi cinque incassi con circa tre milioni e mezzo di dollari, più o meno quanto aveva incassato nel 1973 I tre dell'operazione drago.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le scene mai viste del film "Il gioco della morte", Bruce Lee Kung-Fu Magazine n. 9, anno IX - 2000

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema