L'uccello migratore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'uccello migratore
Titolo originale L'uccello migratore
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Steno
Soggetto Giulio Scarnicci, Raimondo Vianello
Sceneggiatura Giulio Scarnicci, Raimondo Vianello
Casa di produzione Medusa
Distribuzione (Italia) Medusa
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Gianni Polidori
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'uccello migratore è un film del 1972 diretto da Steno.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Andrea Pomeraro è un insegnante di Storia che vive e lavora a CastroPietro, un paese immaginario al centro della Sicilia; durante lo svolgimento di una lezione all'aperto riceve una lettera dal proprio zio, un politico che risiede a Roma e che grazie al suo interessamento è riuscito a fargli ottenere un trasferimento in liceo della capitale. Andrea, ovviamente felice di questa notizia, prepara i bagagli e parte per Roma.

Giunto sul posto, incontra il proprio zio che gli mette a dispozione un appartamento, poco distante dal suo posto d'insegnamento; ma ha una condizione: questo deve fungere anche come "alcova di piacere" per gli incontri fedifraghi dello stesso onorevole, in quanto sposato. Purtroppo la linea telefonica non è ancora attiva e i due per evitare incontri inopportuni o imbarazzanti, si mettono d'accordo con un sistema per indicare dalla strada se l'appartamento è libero: mostrare dal balcone la bandiera italiana. Se la bandiera non c'è, significa che non vi è nessuno all'interno dell'abitazione; anche se Andrea per errore la prima volta lo dimentica e involontariamente spaventa l'amante dell'onorevole.

Purtroppo per Andrea il primo approccio con una sua collega, la professoressa Delia Benetti e gli studenti non è affatto felice, perché lui ha sostituito il professor Verdirame, che era riuscito a conquistarsi l'affetto dei ragazzi compromettendo il posto di lavoro. Nella capitale infatti, il liceo è famoso per l'arroganza e l'anarchia che vi è tra gli studenti, che vorrebbero "rivoluzionare" i metodi di insegnamento dei docenti; ma questo naturalmente non è tollerabile. Nonostante gli avvertimenti della professoressa Delia, Andrea perde la pazienza e causa una sorta di "sommossa", rimproverato tra l'altro dal preside che gli ribadisce di assecondare in qualche modo il problema.

Per placare l'ira, Andrea impreca ad alta voce nel laboratorio di anatomia e viene udito da Delia che decide di andare a discuterne con i suoi studenti, ma questi (facendo pesanti apprezzamenti per la sua avvenenza) la sfottono; inoltre gli stessi tendono un'imboscata al povero Andrea che per poco non viene ferito. La sera stessa al fatto accaduto, Andrea si reca a casa della professoressa Delia e la rimprovera da non riferire nulla dei suoi sfoghi privati a chichessià e che per poco ne avrebbe subito le conseguenze. Delia vive sola con sua mamma e per scusarsi del suo gesto, invita Andrea a fermarsi a casa sua per cena.

Andrea è attratto dalla bellezza di Delia, in un momento favorevole e di smarrimento dei sensi tenta di poterla possedere sessualmente, ma lei naturalmente lo respinge difendendosi. A questo punto Andrea capisce di aver sbagliato e se ne torna a casa sua, anche se c'è da dire che il consiglio di un rapporto sessuale era stato suggerito proprio da suo zio che lo definisce un atto liberatorio dai pensieri che lo affliggono sul lavoro. Dopo un po' però con sua sorpresa viene a bussare a la porta del suo appartamento proprio Delia; la donna gli rivela di essere stata attrata da lui solo dopo che se n'è andato e comunque che ci tiene a rimanere in buoni rapporti con lui, tanto da essere consenziente al momento del coito; ed inoltre lo loda per la virilità con cui ha saputo conquistarla.

Andrea però è attratto anche da una sua allieva e quando Delia se ne rende conto, sfoga la gelosia sulla ragazza (con la scusa di un forte rimprovero, la schiaffeggia); Andrea, accortosi del fatto, istintivamente rende lo schiaffo a Delia, senza capirne il motivo. A questo punto Delia prima guarda (sconvolta) negli occhi Andrea e subito dopo scappa piangendo, e tutta la scena viene vista da decine di studenti che lo elogiano come simbolo dell'anticonformismo, poiché ha preso le parti della ragazza e non quelle della professoressa.

Il liceo viene preso d'assalto dagli studenti e diventa una specie di "quartier generale" a cui fa capo Andrea eletto all'unanimità, naturalmente anche il suo appartamento non viene risparmiato e questo gli crea ennesimi problemi con lo zio onorevole. Inizialmente l'intenzione di Andrea è solo quella di approfittare della sua allieva, ma questa quando gli si concederà sessualmente riuscirà a portarlo dalla sua parte. Delia, però è innamorata di Andrea e non esita a concedersi anche lei ad un suo studente, Aldo, per ottenere da lui un documento compromettente che minaccerebbe il posto d'insegnamento del suo amato e collega; ma quando Aldo tenta di metterle le mani addosso, lei finge di aver sete e beve (senza saperlo) della benzina che le renderà la voce roca per un po', fortunatamente senza conseguenze irreparabili.

Lo zio di Andrea si infortuna e viene ingessato; per riparare al danno causato dal nipote, offre un'opportunità ad Andrea per uscire indenne da questo guaio: firmare una dichiarazione in cui è stato costretto a organizzare i disordini nel liceo sotto la minaccia degli studenti. Andrea rifiuta di mettere in pratica un atto così meschino, viene "esiliato" nuovamente in Sicilia. Il film si conclude in maniera simile a com'era iniziato, anche se alcuni vantaggi da questa esperienza turbolenta è riuscito ad ottenerli: il rispetto degli studenti del liceo di Roma e l'amore di Delia, che lo ha raggiunto nel paese in cui si trova per potergli stare accanto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema