L'organizzazione scientifica del lavoro

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L'organizzazione scientifica del lavoro
Titolo originale The Principles of Scientific Management
Autore Frederick Taylor
1ª ed. originale 1911
Genere saggio
Lingua originale inglese

L'organizzazione scientifica del lavoro (The Principles of Scientific Management) è una monografia scritta da Frederick Taylor nel 1911.

Struttura dell'opera[modifica | modifica sorgente]

La monografia è formata da tre sezioni:

  • I Introduzione
  • II Fondamenti
  • III Principi

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Nell'Introduzione (che si rifà a una frase del presidente Theodore Roosevelt) Taylor spiega che il paese americano soffre a causa dell'inefficienza in quasi tutte le attività quotidiane degli americani. Taylor tenta di convincere che il rimedio a questa inefficienza non sta nella ricerca di talenti straordinari, ma nell'organizzazione sistematica, che lui ritiene si tratti di una vera scienza basata su leggi precise, tanto che sono applicabili in tutte le attività umane (case, fattoria, piccole grandi imprese, chiese, organizzazione filantropiche, università e organi del governo), dall'individuo alle grandi imprese, con risultati sbalorditivi.

L'opera originariamente era stata preparata per essere presentata alla società americana degli ingegneri meccanici, ma le immagini sembravano appellarsi a chiunque lavorasse in fabbriche o industrie. Secondo Frederick Taylor succedeva giocoforza nei periodi di peggior crisi economica che subentri un nuovo e migliore sistema di organizzazione del lavoro, ciò significa che il lessico economico entrava a pieno diritto a far parte della storia di qualsiasi organizzazione. Nella prima fase dell'organizzazione scientifica del lavoro c'era l'aumento della produttività del lavoro o dei servizi di concerto con l'aumento dei salari a cottimo in relazione al lavoro svolto (con la conseguenza dell'abbassamento dei prezzi e il perdurare della domanda). La crisi provocava l'aumento della concorrenza riuscendo a mantenere i prezzi inferiori (in pratica ciò che succede attualmente con il FMI).

Il modello, tuttavia, in Italia comincia a infilarsi nei servizi pubblici solo a partire dagli anni trenta con la riforma degli enti autarchici, tuttavia il Mercato era così commisto allo Stato, che anche a seguito dei movimenti di liberazione culturale e le riforme legislative non furono mai possibile realizzare almeno fino all'abolizione degli Enti parastatali negli anni settanta.

Quegli anni sono ricordati per intense lotte sociali e sindacali al fine di ottenere l'aumento dei salari sfruttando e strumentalizzando lo sciopero, senza l'aiuto della direzione formata prevalentemente da quadri politicizzati. L'ipotesi è che dopo il 1977 non fu realizzato effettivamente alcun modello organizzativo di riferimento, probabilmente già da molti anni si era perso l'orientamento, eccetto forse il modello sistemico.

Secondo Frederick Taylor infatti uno dei problemi organizzativi è il gap che separa i lavoratori dai dirigenti. Così come i dirigenti conoscono i propri lavoratori tanto possono indirizzarli verso il ruolo più adatto in base alle caratteristiche personali per ogni lavoratore. A tal proposito Taylor propone l'istituzione di un'equipe dirigenziale formata dal direttore, il vice e alcuni lavoratori elevati al rango di coordinatori. Fermo restando la necessità di introdurre anche un supervisore appositamente per la direzione.

Fondamenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Taylorismo.

Nei Fondamenti Taylor sostiene che il principale obiettivo dell'organizzazione dovrebbe essere assicurare la massima prosperità ai dirigenti, che si collega alla massima prosperità dei dipendenti, e ciò può avvenire solo come risultato di una produttività massima. Taylor sostiene che il principale obiettivo sia l'addestramento di ogni lavoratore così che possa svolgere al meglio il lavoro a cui le sue abilità naturali danno accesso[1]. Taylor scrive nel periodo in cui le industrie stavano creando grossi problemi di gestione e inefficienza dei lavoratori, a cui lui da tre spiegazioni:

  • la convinzione luddista, presente da tempo immemore, che l'aumento di produttività di ogni uomo o macchina comporti il licenziamento di un gran numero di lavoratori;
  • la convinzione (allora comune) che il lavoratore potesse trascurare il suo lavoro per tutelare da solo i propri interessi;
  • l'inefficienza dei metodi di lavoro empirici (basati sull'esperienza pratica) diffusi nelle ditte che facevano sprecare al lavoratore gran parte dei suoi sforzi.

Taylor sostiene che il calo di prezzo di ogni articolo di uso comune sia la conseguenza quasi immediata di un largo incremento della sua domanda, in contrasto con chi pensa che l’aumento di produzione comporti licenziamenti (secondo Taylor se i prezzi sono bassi il mercato è in grado di assorbire la produzione senza bisogno di licenziamenti). Quanto all'atteggiamento lavativo dei lavoratori Taylor elenca alcune citazioni sperando che diano una spiegazione esauriente. Taylor sostiene che la sostituzione di metodologie tratte dall'esperienza con metodologie scientifiche arrecherebbero benefici a proprietari e dipendenti.

L'organizzazione scientifica del lavoro gode di alcuni principi così enunciati dal suo fondatore:

  1. apprendimento organizzativo: tramite l'archivio di conoscenze scritte ed orali ovvero tutta la pratica acquisita tramite gli anni di esperienza: diari, registri, osservazioni personali, note, etc.
  2. meritocrazia: la selezione e l'assunzione del personale avviene tramite valutazione bio-psichica con periodo di prova teso a valutare il carattere, la natura ed il rendimento per ogni operatore; una volta assunto si continua con progetti di formazione individuali tesi a specializzare le competenze.
  3. controllo sociale: accentramento delle risposte e supervisione degli operatori
  4. socializzazione del lavoro: partecipazione degli operatori alla direzione e distribuzione equa di carichi di lavoro tra operatori e dirigenti.

Principi[modifica | modifica sorgente]

Nei Principi Taylor elenca quattro punti per l'organizzazione:

  • Sostituzione dell'empirico con uno studio scientifico dei compiti;
  • Selezionare e quindi formare e sviluppare il lavoratore, mentre prima il lavoratore sceglieva la propria mansione e la imparava come meglio poteva;
  • Fornire istruzioni dettagliate e una supervisione del rendimento dello specifico compito del lavoratore;
  • Dividere il lavoro quasi equamente tra dirigenti e lavoratori, cosicché i dirigenti applichino i principi dell'organizzazione scientifica nella pianificazione del lavoro e i lavoratori svolgano di fatto il compito.

Secondo Taylor, tale combinazione di iniziativa del lavoratore, in combinazione con il nuovo tipo di lavoro svolto dalla gestione, rende la gestione scientifica molto più efficiente rispetto ai piani. Mentre con il sistema basato sull'iniziativa e gli incentivi dei lavoratori i primi tre punti sono presenti in misura minore, con l'organizzazione scientifica essi diventano la vera essenza dell'intero sistema; mentre con il quarto punto, il problema passa dall'essere tutto sulle spalle dei lavoratori all'essere le Metà sulle spalle dei dirigenti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C’è l'individualità ma manca la scelta, il lavoratore viene selezionato da altri

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frederick W. Taylor, L'organizzazione scientifica del lavoro - Milano - ETAS (ISBN 88-453-1223-2)
  • (EN) Frederick W. Taylor, The Principles of Scientific Management (ISBN 0-486-29988-0)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]