L'opera da tre soldi (film 1931)

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L'opera da tre soldi
Titolo originale Die 3 Groschen-Oper
Lingua originale tedesco
Paese di produzione Germania
Anno 1931
Durata 112 min
Colore B/N
Audio sonoro Mono (Tobis-Klangfilm)
Rapporto 1,20 : 1
Genere commedia, musicale, drammatico
Regia Georg Wilhelm Pabst
Soggetto Bertolt Brecht
Sceneggiatura Béla Balázs, Léo Lania, Ladislaus Vajda
Produttore Seymour Nebenzal
Casa di produzione Tobis Filmkunst, Nero-Film AG, Warner Bros. Pictures
Fotografia Fritz Arno Wagner
Montaggio Jean Oser
Musiche Kurt Weill
Tema musicale Die Dreigroschenoper
Scenografia Andrej Andrejew
Costumi Max Pretzfelder
Trucco Paul Dannenberg
Interpreti e personaggi

L'opera da tre soldi (Die 3 Groschen-Oper) è un film del 1931 diretto da Georg Wilhelm Pabst.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata in un quartiere malfamato di Londra, Soho, nel 1928. Il gangster Macheath, detto Mackie Messer, si scontra con Gionata Geremia Peachum, padrone della ditta “L’Amico del mendicante” e strozzino. Peachum è il padre di Polly, la ragazza che Mackie Messer ha sposato senza il consenso paterno.

Nella lotta con il capitalista, il gangster sembra soccombere, anche perché il padrone si avvale dell’aiuto del poliziotto Brown-la-tigre e della prostituta Jenny delle Spelonche per incastrarlo. Mackie Messer viene arrestato, ma riesce a sedurre Lucy, la figlia dello sceriffo, e può quindi fuggire. Viene però nuovamente imprigionato e sta per essere giustiziato, allorché giunge un messo a cavallo: per ordine della regina, il gangster va scarcerato; gli verrà attribuito addirittura un titolo nobiliare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Tobis Filmkunst e Nero-Film AG in associazione con la Warner Bros. Pictures.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla National-Film, fu presentato in prima a Berlino il 19 febbraio 1931[1].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Versione anti-brechtiana dell’opera di Brecht (che infatti ne fu inorridito), di cui rimane il graffio grottescamente politico: via la teatralità, i cartelli, lo straniamento, e al loro posto una narrazione tradizionale e para-realistica, sia pure costellata da qualche canzone di Weill. Eppure il film ha un grande fascino, sia nelle ambientazioni cupe dei sottofondi londinesi dove si aggirano furfanti e mendicanti, sia nelle notevoli caratterizzazioni dei personaggi (anche, soprattutto, i minori). Lotte Lenya in Jenny è sottilmente diabolica.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IMDb release info

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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