Olandese Volante (leggenda)

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L'Olandese Volante, 1887, di Albert Pinkham Ryder.

Secondo il folclore nordeuropeo, l'Olandese Volante sarebbe un vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa, e a cui un destino avverso impedisce di tornare a casa. Viene spesso avvistata da lontano, avvolta in una nebbia o emanante una luce spettrale. I marinai della nave sono fantasmi, che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma.

Indice

[modifica] Origini

L'origine di questa immagine folcloristica è discussa: secondo alcuni è olandese, mentre altri la ritengono generata dalla pièce melodrammatica The Flying Dutchman (1826) dell'inglese Edward Fitzball e dal romanzo The Phantom Ship (1837) di Frederick Marryat, adattato successivamente ad una storia olandese intitolata Het Vliegend Schip (La nave volante) dal prete olandese A.H.C. Römer. Tuttavia, va detto che il primo resoconto su questa leggenda si trova in un libro del 1795, Voyage to Botany Bay, di George Barrington, il quale parla della credenza folcloristica come di una superstizione molto diffusa tra i marinai del suo tempo.

La storia è stata in seguito reinterpretata e resa celebre in tutta Europa da Richard Wagner, con l'opera L'Olandese Volante (1841), e dallo scrittore Washington Irving con The Flying Dutchman on Tappan Sea (1855).

Secondo alcune fonti, il modello è il capitano olandese Bernard Fokke, che nel XVII secolo faceva spola tra l'Olanda e l'isola di Giava (in Indonesia), ad una velocità così sorprendente, da essere sospettato di aver fatto un patto con il diavolo. Il capitano è nominato Falkenburg nella versione olandese della storia, Vanderdecken nella versione di Marryat e Ramhout van Dam in quella di Irving. Non si sa se l'appellativo "olandese volante" si riferisca alla nave o al suo capitano.

Varie versioni descrivono la causa di questo destino avverso. Secondo una di queste, il capitano avrebbe giurato, nel mezzo di una tempesta, di voler comunque superare il Capo di Buona Speranza, anche navigando in eterno, se necessario. Altre parlano di un crimine orribile commesso a bordo, o di marinai infettati dalla peste e quindi esclusi dall'attracco in qualsiasi porto; in entrambi i casi, il vascello è destinato a navigare in eterno. Un romanzo più recente "La vera storia dell'Olandese Volante" racconta invece della storia di un mozzo sopravvissuto alla maledizione dell'olandese. Mentre l'intero equipaggio viene condannato a vagare senza meta per l'eternità a causa delle bestemmie e della blasfemia del comandante per la rabbia di non riuscire a doppiare capo Horn durante una tempesta, il giovane ragazzo grazie alla sua purezza d'animo è destinato a vivere per l'eternità, rimanendo sempre giovane, aiutando le persone in difficoltà vagando per il mondo.

Secondo un'altra fonte[1], la nave sarebbe partita da Amsterdam nel 1729 (nel 1680 o nella prima metà del 1600 in altri testi) con a bordo un carico diretto a Giava per conto della compagnia delle Indie. Il capitano, tal Vanderdecken, aveva la fama di esser temerario e risoluto al punto tale di non indietreggiare di fronte ad alcuna avversità.
Avvicinandosi al Capo di Buona Speranza una grande tempesta colpì la nave, altissime onde colpivano il vascello, con venti intensi e lampi accecanti. In sogno, Vanderdecken udì una voce che lo implorava d'invertire la rotta, ma l'avido capitano aveva imbarcato anche della merce di sua proprietà che contava di vendere lucrandoci un'ingente somma nelle Indie Olandesi.
Vanderdecken imprecò e invocò il Diavolo facendo con lui la promessa che se fosse riuscito a passare il Capo, avrebbe potuto prendere la sua anima nel giorno del giudizio. La nave si spezzò in due tronconi e fece naufragio.
L'intero equipaggio perì assieme al capitano, ma la morte rifiutò l'anima di Vanderdecken, che solo, si mise al timone del relitto del vascello. Alcuni testimoni giurano di aver visto lo spettro del capitano intento a giocare a dadi col diavolo in persona sul ponte del veliero.
Alternativamente, si narra che l'intero equipaggio venne rifiutato dalla morte: da quel momento in avanti, l’intero equipaggio dell’Olandese Volante fu condannato ad errare per i mari in eterno come nave fantasma.

La versione più comune narra che, in una notte di tempesta, il capitano dell'Olandese Volante commise un atto blasfemo insultando Dio e sfidandolo ad affondare la nave. Per questo sacrilegio, il Signore tramutò lui e tutto il suo equipaggio in fantasmi e lo condannò a navigare in eterno senza mai poter tornare a casa.
Nella versione di Marryat[2], solamente il figlio avrebbe potuto rompere l'incantesimo qualora fosse riuscito a salire a bordo del vascello portando al padre una reliquia da adorare, consistente in un frammento della croce di Cristo.

Alcuni hanno notato delle somiglianze con la storia dell'Ebreo errante, appartenente al folclore cristiano.

Una leggenda simile a quella dell'Olandese Volante fa parte della tradizione dell'isola cilena di Chiloé: ne è protagonista il Caleuche, di una nave fantasma che naviga la notte nei dintorni dell'isola.

Da non confondersi con un'altra storia della mitologia nel poema "Rime of the Ancient Mariner" di Coleridge.

[modifica] Spiegazione scientifica

La nascita della leggenda di una nave fantasma che solca i mari potrebbe essere dovuta ad un fenomeno di illusione ottica. È possibile infatti che essa si riferisca alla riflessione dei raggi solari dovuta alla diversa temperatura dell'aria che, in prossimità del pelo d'acqua, è più fredda rispetto a quella sovrastante (la stessa cosa accade, ma all'inverso, nelle giornate estive su strade asfaltate o luoghi caldi e assolati): si tratta di un miraggio spesso citato anche con il nome di fata morgana. In queste condizioni un oggetto posto al di là dell'orizzonte può comunque essere visibile, in quanto la riflessione dovuta all'inversione del gradiente termico fa incurvare verso il basso la traiettoria dei raggi luminosi provenienti da oltre l'orizzonte: in questo modo si vedrebbe infatti la nave fantasma, ossia il riflesso di una nave reale, posta al di là dell'orizzonte di osservazione.

[modifica] Riferimenti all'Olandese Volante

Numerosi sono i riferimenti alla storia nella cultura moderna. Tra questi troviamo:

  • Nello sport:
    • L'Olandese volante è uno dei soprannomi di Marco van Basten
    • Dall'Olandese Volante prende nome la squadra veneta di calcio a 5 "Gli Olandesi Volanti/The Flying Dutchmen"
  • Videogiochi:
    • Nel gioco La Maledizione di Monkey Island viene citata insieme ad un Gallese Volante.
    • Nel gioco Alone in the Dark 2 il protagonista si trova ad esplorare la nave per cercare di salvare una bambina rapita.
    • Nel gioco Age of Empires, attraverso un trucco si può avere nella propria flotta, l'olandese volante, capace di navigare anche sulle terre oltre che nelle acque dello scenario.
  • Nel videogioco "Pirati dei Caraibi" per PSP può essere utilizzato come vascello per un limitato periodo.

[modifica] Note

  1. ^ Olandese Volante-Il Mistero Della Nave Fantasma Di Hendrik Vanderdecker
  2. ^ Rif. Bibl.: Marryat, Il Vascello Fantasma, Milano, E.Savallo editrice, 1871

[modifica] Voci correlate

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