L'isola (film 2006)

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L'isola
Isola-film2006.png
Una scena del film
Titolo originale Остров
Paese di produzione Russia
Anno 2006
Durata 112 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Pavel Lunguin
Sceneggiatura Dmitri Sobolev
Fotografia Andrei Zhegalov
Montaggio Albina Antipenko
Musiche Vladimir Martynov
Scenografia Igor Kotsarev, Aleksandr Tolkachyov
Costumi Yekaterina Dyminskaya
Interpreti e personaggi
Premi

L'isola («Остров», «Ostrov») è un film del 2006 diretto da Pavel Lunguine.

Trama[modifica | modifica sorgente]

1942, Seconda guerra mondiale, nord della Russia, sul Mar Bianco. Una nave nazista blocca un rimorchiatore sovietico e costringe il giovane fuochista Anatoli ad uccidere il capitano Tikhon, per avere salva la propria vita; poi il fuochista viene abbandonato sull'imbarcazione, fatta esplodere dai nazisti.

1976. Anatoli, sopravvissuto all'esplosione e tratto in salvo da monaci ortodossi, vive presso il piccolo monastero costruito su un'isola, conducendo una vita ascetica completamente dedita all'espiazione dell'antica colpa, ancora tormentato dal rimorso e dal profondo timore che quel grave peccato gli impedisca l'ingresso in paradiso. Anatoli vive nel deposito del carbone, prendendosi cura della caldaia che permette la sopravvivenza del monastero.

I monaci ne tollerano più o meno pazientemente il comportamento bizzarro e guardano con perplessità alla sua crescente fama di guaritore e maestro spirituale, che si diffonde presso la popolazione locale. Anatoli si comporta da folle e spesso finge di essere soltanto il servo del famoso "padre Anatoli" cercato dalla gente, ma dimostra una fede profonda e radicale, che colpisce lo stesso priore padre Filaret. Anatoli non comprende perché Dio abbia scelto proprio lui per manifestarsi: legge nel cuore di una giovane decisa ad abortire; guarisce un bambino storpio; svela ad una donna, convinta di essere vedova dai tempi della guerra, che suo marito è vivo; mostra di possedere una capacità di preveggenza, annunciando in modo simbolico a padre Filaret che la sua abitazione sarebbe finita in fiamme.

Quando ormai Anatoli sente arrivare la propria morte, giunge al monastero l'ammiraglio Tikhon, chiedendo la guarigione della figlia, ritenuta malata di mente. Anatoli riconosce in lei la presenza demoniaca ed esorcizza la giovane donna. Poi Anatoli, riconoscendo in Tikhon il capitano a cui aveva sparato trent'anni prima, gli rivela la propria identità e supplica il suo perdono. Tikhon gli racconta che venne solo ferito alla mano dallo sparo, poi cadde in acqua e si salvò; a sua volta Tikhon aveva creduto che Anatoli fosse morto nell'esplosione e fin da allora lo aveva perdonato.

Questo incontro permette ad Anatoli di affrontare con assoluta serenità la propria morte, convinto di aver raggiunto la propria redenzione e di potersi presentare fiducioso davanti a Dio. Il suo atteggiamento conquista anche Iov, il monaco più visibilmente ostile nei suoi confronti, che si era occupato di malagrazia di procurargli la cassa in cui seppellirlo e che accompagna il funerale portando la croce.

Valore dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Il film ha una colonna sonora di alto valore artistico, con un lirismo che infonde un profondo senso mistico e religioso. Tutto lo svolgimento del film, le immagini e i dialoghi rappresentano una continua preghiera, un ininterrotto dialogo con Dio. L'ambiente, desolante nei primi minuti, contribuisce subito dopo a trasferire la percezione dello spettatore in una dimensione assolutamente diversa. La recitazione è semplice, ispirata, naturale.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

L'isola è stato il film di chiusura della Mostra del Cinema di Venezia 2006.

Ha vinto i premi Nika 2006 come miglior film, regista, attore protagonista, attore non protagonista, fotografia, suono.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]