L'invenzione di Morel (film)

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L'invenzione di Morel
L'invenzione di Morel film.png
Anna Karina e Giulio Brogi in una scena del film
Titolo originale L'invenzione di Morel
Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Emidio Greco
Soggetto Adolfo Bioy Casares (romanzo)
Sceneggiatura Andrea Barbato, Emidio Greco
Produttore Italnoleggio Cinematografico
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Mario Chiari
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Amedeo Fago
Costumi Gitt Magrini
Interpreti e personaggi

L'invenzione di Morel è un film di fantascienza del 1974 diretto da Emidio Greco, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore argentino Adolfo Bioy Casares.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1974.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un evaso fuggito da un penitenziario collocato su un'isola, approda senza saperlo su un'altra isola, da tempo abbandonata. Un giorno vede delle figure stagliarsi sull'alta scogliera, degli uomini e delle donne, vestiti in maniera antiquata, stile anni '20, che sembrano trascorrere una piacevole villeggiatura. Li spia, sperando di non essere visto, e un giorno vede intenta a leggere solitariamente una giovane donna, che scoprirà chiamarsi Faustine.

Faustine lo vede, o almeno è questo quello che il naufrago pensa, ma non dà alcun allarme. Egli è convinto che abbia voluto aiutarlo, per questo cerca di ritrovarsi da solo con lei per poterle parlare. Ma Faustine sembra non curarsi della sua presenza, così una notte il naufrago penetra nella villa e scopre che Faustine non è l'unica a ignorarlo.

Deciso a capire, s'intrufola nuovamente nella villa e assiste a una riunione degli ospiti. Morel, il padrone di casa, sta illustrando l'esperimento in cui ha coinvolto, a loro insaputa, tutti gli ospiti: sono stati ripresi, per tutto il tempo della loro permanenza sull'isola, da una macchina di sua invenzione, capace di riprodurre all'infinito quei sette giorni di "spensierata gaiezza".

Alcuni degli ospiti sono increduli, altri furibondi: chi perché si vede vittima di un raggiro, chi perché preoccupato della propria salute (gli operai su cui Morel aveva fatto un simile esperimento sono tutti morti). Morel, offeso, esce dalla stanza: un ospite (Roberto Herlitzka) lo raggiunge scusandosi per la reazione di alcuni di loro e gli chiede di rientrare per finire di leggere la spiegazione scritta su una lettera. Ma Morel è inamovibile e indignato e non rientra nella villa: un ospite leggerà la lettera con gli altri presenti e si capisce così che il soggiorno sull'isola risale al 1929. Il naufrago capisce dunque che la Faustine che vede è una Faustine vissuta almeno cinquant'anni prima, immortalata e ciclicamente ripropostagli da una macchina.

A questo punto la scelta per lui è difficile: lasciare l'isola e cercare la sua Faustine oppure trovare il modo di entrare anch'egli nella proiezione, così da poter, forse, penetrare nel piano della memoria di Faustine e vivere con lei per sempre. Sceglie questa strada e così, dopo aver attivato la macchina, cerca di modellare i suoi gesti e le sue movenze a quelle di Faustine, ricreando l'illusione che siano avvenuti contemporaneamente.

La macchina, però, ha un effetto nefasto su di lui, come se la sua essenza, una volta immortalata, non potesse più esistere nella realtà: lentamente, infatti, il suo corpo si sta disfacendo. In un ultimo momento di lucidità e di forza, distrugge la macchina.

Critica[modifica | modifica sorgente]

« Girando sulle spiagge di Malta, Emidio Greco trasferisce sullo schermo il romanzo di Bioy Casares con la mente volta alle lezioni stilistiche del Resnais di L'anno scorso a Marienbad. Opera insolita nel panorama della produzione italiana, il film fa uso sapiente di atmosfere surreali per invitare a riflettere sul significato della realtà, sulla consistenza dell'immagine e sulla finitezza esistenziale dell'individuo. »
(Fantafilm[2])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Quinzaine 1974, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato il 18 giugno 2011.
  2. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis, L'invenzione di Morel in Fantafilm.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]