L'invasione degli Ultracorpi (film)

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L'invasione degli Ultracorpi
1956bodysnatcherscast.jpg
I protagonisti in una scena tratta dal trailer del film
Titolo originale Invasion of the Body Snatchers
Paese di produzione USA
Anno 1956
Durata 80 min
Colore B/N
Audio Sonoro
Genere horror, fantascienza, thriller
Regia Don Siegel
Soggetto Jack Finney
Sceneggiatura Daniel Mainwaring, Richard Collins, Sam Peckinpah (non accreditato)
Produttore Walter Wanger per Walter Wanger Production
Fotografia Ellsworth Fredericks
Montaggio Robert S. Eisen
Effetti speciali Milt Rice, Don Post
Musiche Carmen Dragon
Scenografia Ted Haworth
Trucco Emile LaVigne, Mary Westmoreland
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'invasione degli Ultracorpi (Invasion of the Body Snatchers) è un film del 1956 diretto da Don Siegel, il cui soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di fantascienza di Jack Finney del 1955.

Nel 1994 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Indice

Trama [modifica]

Il dott. Bennel, interpretato da Kevin McCarthy.
Becky Driscoll, interpretata da Dana Wynter.

Il dottor Miles Bennel racconta al collega dottor Hill una storia allucinante. La cittadina di Santa Mira è stata invasa da extraterrestri che copiano perfettamente gli abitanti ai quali si sostituiscono durante il sonno. Queste creature si replicano all'interno di enormi baccelli che crescono finché creano copie senza sentimenti ed eliminano gli originali. Bennel prova a dare l'allarme, ma nessuno gli crede. la cittadina è diventata centro di smistamento dei baccelli e tutti gli abitanti sono ormai doppiati. Tenta la fuga insieme alla fidanzata ma durante il viaggio la donna non riesce a rimane sveglia e si addormenta, diventando a sua volta replicante. Sconvolto, raggiunge un'autostrada dove prova a mettere in guardia gli uomini del pericolo, ma viene arrestato e portato all'ospedale presso il dottor Hill, che ascoltata la storia lo giudica pazzo; ma proprio al termine del racconto di Bennel, giunge in ospedale un ferito coinvolto in un incidente stradale, era alla guida di un autocarro pieno di strani baccelli proveniente da Santa Mira. Il dottor Hill si rende conto che Bennel ha detto la verità e telefona per dare l'allarme generale.

Produzione [modifica]

Prodotto in un periodo in cui Hollywood lanciava film kolossal come I dieci comandamenti o Guerra e pace, L'invasione degli ultracorpi fu girato in bianco e nero con costi ridottissimi. La sceneggiatura porta la firma di Daniel Mainwaring, ma il testo fu revisionato da Sam Peckinpah e dallo stesso produttore Walter Wanger (non citati nei crediti tecnici)[2].

All'uscita nelle sale, il film dovette accontentarsi di modesti incassi, ma nel tempo si è guadagnato la qualifica di film culto ed è oggi considerato uno dei più celebri film di fantascienza degli anni cinquanta nonché una novità per la pressoché totale mancanza di effetti speciali (eccetto i baccelloni), dovuta al budget irrisorio di cui disponeva la piccola casa di produzione, la Allied Artists. Il climax ascendente di tensione e di suspense è creato solo attraverso le atmosfere sinistre e angosciose.

L'epilogo pensato da Siegel originariamente non prevedeva alcuna prospettiva fiduciosa per il genere umano: egli avrebbe voluto infatti terminare il film con i replicanti che prendono il posto di tutti i cittadini di Santa Mira e il protagonista Kevin McCarthy che, puntando il dito verso il pubblico, esclama: «You're next!», ma la produzione impose al regista una conclusione più ottimistica e un "cappello" introduttivo (McCarthy che racconta in ospedale la storia)[2].

Critica [modifica]

Al film furono date, senza riscontro con l'opinione dell'autore, diverse letture politiche: fu interpretato sia come una parabola anticomunista sia antimaccartista.[3]. Siegel, molti anni dopo, affermò: «Né lo sceneggiatore, né io pensavamo a un qualunque simbolismo politico. Nostra intenzione era attaccare un'abulica concezione della vita»[2].

Opere derivate e influenze [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ (EN) National Film Registry. National Film Preservation Board. URL consultato in data 5 gennaio 2012.
  2. ^ a b c Andrea Bosco in Ciak, anno VI, n° 5, maggio 1990
  3. ^ Il Morandini 2007, Zanichelli. L'autore aggiunge inoltre: «La prima parte sembra dar ragione ai primi, il finale ai secondi»

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]