L'invasione degli Ultracorpi (film)

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L'invasione degli Ultracorpi
1956bodysnatcherscast.jpg
I protagonisti in una scena tratta dal trailer del film
Titolo originale Invasion of the Body Snatchers
Paese di produzione USA
Anno 1956
Durata 80 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza, thriller
Regia Don Siegel
Soggetto Jack Finney (romanzo)
Sceneggiatura Daniel Mainwaring, Richard Collins, Sam Peckinpah (non accreditato)
Produttore Walter Wanger per Walter Wanger Production
Casa di produzione Allied Artists
Fotografia Ellsworth Fredericks
Montaggio Robert S. Eisen
Effetti speciali Milt Rice, Don Post
Musiche Carmen Dragon
Scenografia Ted Haworth
Trucco Emile LaVigne, Mary Westmoreland
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'invasione degli Ultracorpi (Invasion of the Body Snatchers) è un film del 1956 diretto da Don Siegel, il cui soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di fantascienza di Jack Finney del 1955.

Film girato a basso costo e in bianco e nero, è in seguito divenuto un film culto ed è ricordato come uno dei più celebri film di fantascienza degli anni cinquanta. Ha avuto tre remake, Terrore dallo spazio profondo (1978), Ultracorpi - L'invasione continua (1993) e Invasion (2007).

Nel 1994 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il dott. Bennel, interpretato da Kevin McCarthy.
Becky Driscoll, interpretata da Dana Wynter.

Il dottor Miles Bennel racconta al collega dottor Hill una storia allucinante. La cittadina di Santa Mira è stata invasa da extraterrestri che copiano perfettamente gli abitanti ai quali si sostituiscono durante il sonno. Queste creature si replicano all'interno di enormi baccelli che crescono finché creano copie senza sentimenti ed eliminano gli originali.

Bennel prova a dare l'allarme, ma nessuno gli crede. la cittadina è diventata centro di smistamento dei baccelli e tutti gli abitanti sono ormai doppiati. Tenta la fuga insieme alla fidanzata ma durante il viaggio la donna non riesce a rimanere sveglia e si addormenta, diventando a sua volta replicante.

Sconvolto, raggiunge un'autostrada dove prova a mettere in guardia gli uomini del pericolo, ma viene arrestato e portato all'ospedale presso il dottor Hill, che ascoltata la storia lo giudica pazzo; ma proprio al termine del racconto di Bennel, giunge in ospedale un ferito coinvolto in un incidente stradale, era alla guida di un autocarro pieno di strani baccelli proveniente da Santa Mira. Il dottor Hill si rende conto che Bennel ha detto la verità e telefona per dare l'allarme generale.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Prodotto in un periodo in cui Hollywood lanciava film kolossal come I dieci comandamenti o Guerra e pace, L'invasione degli Ultracorpi fu girato in bianco e nero con costi ridottissimi. La sceneggiatura porta la firma di Daniel Mainwaring, ma il testo fu revisionato da Sam Peckinpah e dallo stesso produttore Walter Wanger (non citati nei crediti tecnici)[2].

All'uscita nelle sale, il film dovette accontentarsi di modesti incassi, ma nel tempo si è guadagnato la qualifica di film culto ed è ricordato come uno dei più celebri film di fantascienza degli anni cinquanta, nonché una "novità" per la pressoché totale mancanza di effetti speciali (eccetto i baccelloni), dovuta al budget irrisorio di cui disponeva la piccola casa di produzione, la Allied Artists. Il climax ascendente di tensione e di suspense è creato solo attraverso le atmosfere sinistre e angosciose.

L'epilogo pensato da Siegel originariamente non prevedeva alcuna prospettiva fiduciosa per il genere umano: egli avrebbe voluto infatti terminare il film con i replicanti che prendono il posto di tutti i cittadini di Santa Mira e il protagonista Kevin McCarthy che, puntando il dito verso il pubblico, esclama: «You're next!», ma la produzione impose al regista una conclusione più ottimistica e un "cappello" introduttivo (McCarthy che racconta in ospedale la storia)[2].

Critica[modifica | modifica sorgente]

Al film furono date, senza riscontro con l'opinione dell'autore, diverse letture politiche: fu interpretato sia come una parabola anticomunista sia antimaccartista.[3]. Siegel, molti anni dopo, affermò: «Né lo sceneggiatore, né io pensavamo a un qualunque simbolismo politico. Nostra intenzione era attaccare un'abulica concezione della vita»[2]. Al massimo alla pellicola può riconoscersi un blando spunto di riflessione critica sulla modernità (o di ironica critica ai critici della modernità, atteso che, tra le ipotesi iniziali per spiegare il fenomeno dell'invasione, viene evocata anche l'evoluzione tecnologica e la radioattività). Un altro spunto di interesse è la riflessione morale, in un dialogo tra Miles e Becky, dove si osserva che l'uomo non si ribella quando perde pian piano la sua umanità perché vittima del cinismo, e si ribella solo a fronte di una invasione aliena.

La storia di una cittadina riposseduta dagli alieni era già presente in due racconti di Philip K. Dick: La Cosa-Padre (1954) e L'impiccato (1953).

Remake[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 Philip Kaufman ha realizzato un remake del film a colori, questa volta carico di effetti speciali, dal titolo Terrore dallo spazio profondo, con Donald Sutherland come protagonista e Don Siegel e Kevin McCarthy come guest star.

Nel 1993 Abel Ferrara ha realizzato un secondo remake, Ultracorpi - L'invasione continua (Body Snatchers).

Nel 2007 Oliver Hirschbiegel ha diretto un'ulteriore versione cinematografica del romanzo, Invasion.

Influenza nei media[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958 il regista italiano Steno si è certamente ispirato ai "baccelloni" che compaiono nel film per i suoi "cosoni", cioè i "fagioloni germinatori" della parodia Totò nella Luna, con Totò e Ugo Tognazzi.

Nel 1965 Jean-Luc Godard cita L'invasione degli ultracorpi in una scena di Agente Lemmy Caution, missione Alphaville, quando Anna Karina ed Eddie Constantine restano impassibili, senza provare alcun sentimento davanti a un uomo ucciso.

Nel 1982 Tommy Lee Wallace ha realizzato Halloween III - Il signore della notte con Tom Atkins come protagonista e Dan O'Herlihy, la città immaginaria di Santa Mira era l'ambientazione originale de L'invasione degli Ultracorpi e la località dove ha sede la Silver Shamrock; venne chiamata così proprio in omaggio al film di Siegel. Alcune parti della trama si avvicinano molto alla pellicola d'ispirazione, come ad esempio i corpi prelevati e rimpiazzati con androidi.

Nel 1995 i Broncoviz realizzano una parodia-omaggio crossover con Attack of the Killer Tomatoes, nella puntata dello show Hollywood Party dedicata alla fantascienza.

Nel 2006 il regista tedesco Oliver Hirschbiegel ha realizzato Invasion (The Invasion). La protagonista, Nicole Kidman, interpreta il ruolo di una psichiatra di Washington che viene a conoscenza di un'epidemia causata da una razza aliena.

Nel 2007 è realizzato il mockbuster Invasion of the Pod People, diretto da Justin Jones e prodotto da The Asylum, la cui trama è ispirata a quella del libro di Jack Finney.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  2. ^ a b c Andrea Bosco in Ciak, anno VI, n° 5, maggio 1990.
  3. ^ Il Morandini 2007, Zanichelli. L'autore aggiunge inoltre: «La prima parte sembra dar ragione ai primi, il finale ai secondi»

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]