L'inferno di cristallo

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L'inferno di cristallo
Inferno di cristallo.jpg
Paul Newman, Steve McQueen e Don Gordon
Titolo originale The Towering Inferno
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1974
Durata 165 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere catastrofico, drammatico
Regia John Guillermin, Irwin Allen
Soggetto Frank M. Robinson, Thomas N. Scortia, Richard Martin Stern
Sceneggiatura Stirling Silliphant
Produttore Irwin Allen
Produttore esecutivo Sidney Marshall
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Jim Freeman, Fred J. Koenekamp
Montaggio Carl Kress, Harold F. Kress
Effetti speciali Douglas Trumbull
Musiche John Williams
Scenografia William J. Creber
Costumi Paul Zastupnevich
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2003)

L'inferno di cristallo (The Towering Inferno) è un film catastrofico del 1974 diretto da John Guillermin e Irwin Allen.

Tipica produzione colossal ad alto budget, il cast annoverava, oltre ai protagonisti, anche grandi attori del passato come Fred Astaire, Jennifer Jones e William Holden in ruoli di supporto.

Trama[modifica | modifica sorgente]

A San Francisco è in programma l'inaugurazione dell'edificio più alto del mondo (per l'epoca: 138 piani e 550 metri d'altezza): il grattacielo è stato realizzato dall'imprenditore James Duncan su progetto dell'architetto Doug Roberts.

Alla cerimonia di inaugurazione presenziano circa 300 VIP tra cui il sindaco Ramsy; poco prima dell'inizio Roberts si accorge che l'impianto elettrico non risponde ad adeguati standard di sicurezza e ne accusa di ciò il genero di Duncan, Roger Simmons, il quale, da responsabile dei lavori elettrici, ha utilizzato materiali scadenti per risparmiare sui costi.

I timori di Roberts diventano realtà quando il surriscaldamento di alcuni cavi provoca un cortocircuito all'81º piano dell'edificio, in un magazzino nel quale è custodito materiale infiammabile. La festa ha inizio ma l'incendio procede indisturbato, in quanto neppure i sensori automatici ne rilevano la presenza e, quindi, l'impianto di spegnimento non viene messo in funzione. Solo qualche ora più tardi, osservando del fumo uscire da sotto la porta del magazzino tramite una telecamera di sicurezza a circuito chiuso, il personale della centrale di controllo si accorge del problema, e Roberts viene subito avvertito: questi si reca quindi sul posto insieme a un suo collaboratore, Will Giddings, per un sopralluogo. Lì si trova anche un addetto alla sicurezza, che apre la porta; i due non fanno in tempo ad avvertirlo di non aprirla, perché l'afflusso di ossigeno potrebbe rinvigorire un eventuale focolaio: così infatti succede, e una vampata improvvisa di fuoco colpisce Giddings ustionandolo gravemente. Giddings morirà più tardi in ospedale, e sarà solo la prima vittima della serata.

Roberts riferisce a Duncan dell'incendio, insieme alla necessità di evacuare il salone delle feste, ma Duncan si rifiuta di farlo; nel frattempo giungono i vigili del fuoco al comando del capitano Mike O'Halloran; resosi conto della gravità della situazione, O'Halloran ordina a Duncan l'immediata evacuazione: gli ospiti vengono trasferiti sulla terrazza panoramica al 135º piano e viene organizzato un piano di salvataggio attraverso l'ascensore rapido; il piano ha successo finché le fiamme non ne rendono più consigliabile l'uso: un ulteriore gruppo, ignorando le raccomandazioni e tentando di mettersi in salvo, lo usa ugualmente, ma il fuoco ha ormai raggiunto le trombe spargendosi tramite finiture e suppellettili infiammabili, e i fuggitivi, tra cui Bigelow e la sua amante-segretaria Lorrie trovano la morte; inoltre le esplosioni dovute alle perdite di gas hanno reso impraticabili le scale, rendendo quindi impossibile la fuga passando all'interno del palazzo.

Nel frattempo l'incendio ha messo completamente fuori uso l'impianto elettrico e il palazzo è al buio, con i superstiti intrappolati di fatto sulla terrazza panoramica. Un tentativo di salvataggio tramite un elicottero fallisce, perché una raffica di vento causa la collisione del velivolo con il tetto del palazzo, uccidendo l'equipaggio e danneggiando ulteriormente la terrazza; giunge in aiuto anche il soccorso navale, che allestisce sul tetto di un edificio limitrofo la base di una teleferica il cui capo opposto viene portato da un altro elicottero sul tetto del grattacielo in fiamme; tramite questa via si riesce a portare in salvo le donne; Duncan stabilisce che gli uomini saranno sorteggiati, ma che lui e Simmons saranno gli ultimi a lasciare l'edificio. Quando il senatore Parker sale a bordo della teleferica, Simmons tenta di prenderne il posto: ne nasce una colluttazione, Parker viene spinto nel vuoto e Simmons fugge, ma un'esplosione causa il distacco del cavo e anche Simmons precipita, trovando anch'egli la morte.

O'Halloran e Roberts tentano quindi un'ultima disperata carta: l'esplosione dei serbatoi idrici alla sommità del palazzo, che contengono due milioni di metri cubi d'acqua, per spegnere l'incendio. I due minano il fondo esterno dei serbatoi con esplosivo C-4 e tornano nella terrazza sottostante raccomandando a tutti gli ospiti di ancorarsi saldamente: l'esplosione provoca una vera e propria inondazione ma l'incendio è domato.

Una volta in salvo sulla strada, qualcuno chiede a Roberts cosa ne sarà della sua opera architettonica, e lui risponde che per quanto gli riguarda potrebbe rimanere in quello stato come emblema dell'idiozia umana; il conteggio finale vede circa 200 morti, e O'Halloran dice a Roberts che il bilancio poteva essere peggiore e che tutti avevano avuto fortuna in quella circostanza, visto che i sistemi antincendio non avevano funzionato. Roberts dice quindi a O'Halloran che la prossima volta che progetterà un palazzo del genere chiederà il suo parere. O'Halloran si allontana esausto.

Il cast[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i personaggi principali siano essenzialmente quelli interpretati da Paul Newman e Steve McQueen, il film presenta il tipico aspetto colossal nel budget e nel cast, che anche per personaggi di contorno prevede interpreti di grosso nome: prodotto da Irwin Allen e distribuito negli Stati Uniti dalla 20th Century Fox e, nel resto del mondo, dalla Warner Bros., il film costò più di 14 milioni di dollari dell'epoca[1][2] (ma ne guadagnò quasi 140[2], 116 dei quali solo negli Stati Uniti[2]) e vantò la presenza di numerosi artisti che avevano conosciuto grande fama nei decenni passati: William Holden, Fred Astaire, Jennifer Jones; tra gli attori emergenti già tuttavia famosi, figurano Susan Blakely, Faye Dunaway e Richard Chamberlain; O.J. Simpson era quasi esordiente, essendo al suo secondo film e ancora attivo come giocatore di football americano.

Da notare che l'allora settantacinquenne Fred Astaire, mai candidato precedentemente per il premio Oscar durante la sua ultraquarantennale carriera cinematografica, ricevette la sua unica nomination nel 1975 proprio in occasione della sua performance nell'Inferno di cristallo, anche se il premio andò a Robert De Niro per la sua interpretazione nel Padrino parte II. Astaire fu tuttavia premiato con il Golden Globe 1975[3] e il BAFTA 1976[4]. Due ulteriori Golden Globe furono assegnati ad altrettante attrici, Susan Flannery (premio alla miglior debuttante)[3], al suo esordio cinematografico e Jennifer Jones (miglior attrice non protagonista), altresì, al suo ultimo film[3].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Solomon, op. cit., pag. 257
  2. ^ a b c (EN) The Towering Inferno, The Numbers. URL consultato il 2 aprile 2013.
  3. ^ a b c (EN) The Towering Inferno, The Annual Golden Globe Awards. URL consultato il 2 aprile 2013.
  4. ^ (EN) Film - Supporting Actor in 1976, British Academy of Film and Television Awards. URL consultato il 2 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aubrey Solomon, Twentieth Century Fox: A Corporate and Financial History (The Scarecrow Filmmakers Series), Lanham (Maryland), Scarecrow Press, 1989. ISBN 978-0-8108-4244-1.

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