L'incoronazione di Poppea

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L'incoronazione di Poppea
Titolo originale L'incoronazione di Poppea
Lingua originale italiano
Genere dramma per musica
Musica Claudio Monteverdi
Libretto Gian Francesco Busenello
Atti un prologo e tre atti
Prima rappr. Carnevale 1642
Teatro Teatro Santi Giovanni e Paolo
Personaggi

L'incoronazione di Poppea è un'opera lirica di Claudio Monteverdi andata in scena nel 1642 con Anna Renzi e Baldassarre Ferri al Teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia, anche se, probabilmente, fu aiutato da alcuni collaboratori più giovani a comporre la musica dell'opera. Il libretto è di Gian Francesco Busenello.

Nel 1905 avviene la prima in concerto nel Conservatoire de Paris diretta da Vincent d'Indy.

Nel 1913 avviene la prima nel Théâtre des Arts di Parigi diretta da Jacques Rouché.

Nel 1917 avviene la prima in concerto nel Liceo Musicale di Torino diretta da d'Indy.

Nel 1926 avviene la prima nello Smith College di Northampton (Massachusetts).

Nel Regno Unito la première è stata nel 1927 nella Town Hall a cura dell'Università di Oxford.

Nel 1937 avviene la prima nel Giardino di Boboli di Firenze diretta da Gino Marinuzzi (1882-1945) con Gina Cigna, Magda Olivero, Elvira Casazza, Elena Nicolai, Giovanni Voyer, Gino Del Signore, Saturno Meletti e Tancredi Pasero per la regia di Corrado Pavolini e Giorgio Venturini ed all'Opéra-Comique di Parigi come Le couronnement de Poppée con Lotte Lehmann.

Nel 1943 avviene la prima al Teatro dell'Opera di Roma diretta da Tullio Serafin con Gabriella Gatti, la Nicolai, Voyer, Pasero e Titta Ruffo per la regia di Venturini.

Nel 1949 avviene la prima al Teatro La Fenice di Venezia diretta da Alberto Erede con Hilde Güden, Voyer, Gino Penno e Boris Christoff per la regia di Orazio Costa.

Nel 1953 avviene la prima al Teatro alla Scala di Milano diretta da Carlo Maria Giulini con Clara Petrella, Del Signore, Rolando Panerai, Mario Petri ed Enrico Campi.

Nel 1962 avviene la prima nel Glyndebourne Festival Opera con John Pritchard (direttore d'orchestra), Magda László, Oralia Dominguez, Carlo Cava e la Royal Philharmonic Orchestra.

Nel 1963 avviene la prima nel Wiener Staatsoper diretta da Herbert von Karajan con Sena Jurinac, Gerhard Stolze, Cava e Gundula Janowitz.

Nel 1966 avviene la prima nel Teatro Comunale di Firenze diretta da Carlo Franci con Daniela Mazzuccato, la Dominguez, Mirella Parutto, Mirto Picchi, Florindo Andreolli, Nicola Monti e Christoff ed all'Opera di Chicago diretta da Bruno Bartoletti con Teresa Berganza e la Domínguez.

In Scozia la première, in inglese, è stata nel 1973 al MacRobert Arts Centre di Stirling e poi al Royal Court Theatre di Liverpool, al King's Theatre di Glasgow, al Theatre Royal di Newcastle, al King's Theatre di Edimburgo ed al His Majesty's Theatre di Aberdeen diretta da Raymond Leppard per la Scottish Opera.

Nel 1977 avviene la prima nel Teatro Regio di Torino con Margherita Rinaldi, Alida Ferrarini, Oslavio Di Credico ed Alessandro Corbelli per la regia di Sylvano Bussotti.

All'Opéra national de Paris la prima è stata nel 1978 diretta da Julius Rudel con Gwyneth Jones, Jon Vickers, Christa Ludwig e Nicolai Ghiaurov.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1986 con Sylvia McNair.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Nel Prologo, Amore afferma la sua autorità su Virtù e Fortuna, affermando che egli stesso muove il mondo e i suoi sconvolgimenti politici. L'opera stessa ne è un esempio.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Ottone, sotto la finestra di Poppea, spera di rivedere l'amata (E pur io torno qui), ma, scorgendo due guardie di Nerone addormentate, scopre che Poppea è amante dell'imperatore, e fugge disperato. Le due guardie si svegliano e maledicono l'amore tra Poppea e Nerone. Anche i due amanti si svegliano, e Nerone promette a Poppea che troverà un pretesto per divorziare da Ottavia.
Ottavia è afflitta dal tradimento di Nerone (Disprezzata regina), marito fedifrago e uccisore di metà della sua famiglia, e invano viene consolata da Seneca e dalla sua nutrice. Pallade Atena appare al filosofo, e gli predice la prossima fine. Nerone confida a Seneca di voler ripudiare Ottavia per sposare Poppea, e Seneca lo rimprovera per la sua relazione extraconiugale. Uscito il filosofo, Poppea chiede all'amato la morte di Seneca. Ottone rimprovera l'ormai ex amante di infedeltà, e cerca consolazione con Drusilla, una donna innamorata di lui.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Pallade, anche Mercurio appare a Seneca predicendogli la prossima fine: e, infatti,sopraggiunge un liberto che gli ordina di suicidarsi, su comando dell'imperatore Nerone. Seneca si congeda dalla sua famiglia (Amici, è giunta l'ora), che si dispera per la sua morte, e si taglia le vene.
Dopo l'uccisione di Seneca, nella reggia Nerone festeggia con il poeta Lucano (Or che Seneca è morto), ma Ottavia dapprima chiede ad Ottone di uccidere Poppea, e di fronte ai suoi rifiuti arriva a minacciarlo. Ottone obbedisce, e chiede a Drusilla i suoi vestiti per introdursi più facilmente negli appartamenti di Poppea.
Negli appartamenti di Poppea, la donna esulta per la morte del vecchio filosofo e per la sua prossima ascesa al trono, e si addormenta, vegliata dalla fida nutrice Arnalta (Oblivion soave). Entra Ottone, pronto a uccidere la traditrice, ma interviene Amore in persona, che risveglia Poppea e Arnalta: la nutrice ordina ai servi di inseguire quella che sembra Drusilla, mentre Amore esulta per aver salvato la sua protetta.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

Drusilla attende il ritorno di Ottone, prefigurando la morte della rivale (O felice Drusilla), ma viene raggiunta dai littori, guidati da Arnalta, che la conducono al cospetto dell'imperatore, con l'accusa di aver attentato alla vita di Poppea. Drusilla si assume tutte le responsabilità, per difendere l'amato, ma anche Ottone, di fronte a Nerone, afferma di aver agito senza l'aiuto di Drusilla, per ordine di Ottavia. Nerone, che finalmente ha trovato un pretesto per ripudiare la moglie, manda in esilio i due amanti e rassicura Poppea sulle sorti dell'ormai ex moglie.
Ottavia viene imbarcata su una nave durante un naufragio, e dà il suo addio a Roma (Addio, Roma), mentre la nutrice Arnalta esulta per l'incoronazione della pupilla. Il popolo acclama alla nuova imperatrice, e l'opera si chiude con un duetto tra i due novelli sposi (Pur ti miro - Pur ti godo).

CD[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

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