L'incidente (film 1967)

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L'incidente
L'incidеnte.png
Titolo originale Accident
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1967
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Joseph Losey
Soggetto Nicholas Mosley
Sceneggiatura Harold Pinter
Fotografia Gerry Fisher
Montaggio Reginald Beck
Musiche John Dankworth
Scenografia Carmen Dillon
Interpreti e personaggi
Premi

L'incidente è un film del 1967 diretto da Joseph Losey, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 20º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Richiamato da uno schianto, Stephen, professore di filosofia ad Oxford, esce dalla sua casa di campagna. All'interno di un'auto rovesciata intravvede una coppia. Dall'abitacolo, saturo di vapori di alcool rovesciato, riesce ad estrarre dal posto di guida la donna ancora viva, mentre per il giovane non c'è più nulla da fare. Si tratta di un suo studente, William, con cui doveva incontrarsi quella notte. Alla polizia, giunta sul posto, tiene però nascosta la presenza della donna, che giace in stato di shock al piano superiore. Sa che Anna, così si chiama, non ha la patente. Quando la raggiunge, contemplando il corpo abbandonato sul letto, lascia libero corso al ricordo dei recenti avvenimenti.

L'aveva conosciuta attraverso William, rampollo di nobile famiglia agraria, che sollecitava un suo parere sulla giovane, austriaca, anch'essa di origini aristocratiche, anch'essa iscritta al corso di filosofia. Li aveva così invitati in quella casa. Nella compagnia, inatteso, si era venuto a trovare anche Charley, suo amico e collega, scrittore e curatore di una rubrica televisiva. Stephen si era anche isolato con lei, per una passeggiata campestre. Al termine di quel weekend, trascorso tra gioco e conversazioni, non prive di salaci allusioni, gli ospiti, complice il considerevole consumo di libagioni, avevano pernottato da lui. Il giorno dopo, sua moglie, prossima ad una terza maternità, e i figli, si erano recati dai suoceri, per un soggiorno di qualche settimana, mentre lui doveva incontrare un capo-redattore della BBC, peraltro suo compagno di studi ad Oxford. La conversazione con lui aveva riacceso in lui il ricordo di un'antica fiamma, Francesca, figlia del suo attuale rettore.

Le aveva telefonato; avevano cenato e fatto l'amore, mentre si affollavano nel suo pensiero le memorie di quel lontano periodo. Una sorpresa lo attendeva al ritorno: sul ballatoio delle scale gli si erano presentati, in inequivocabile abbigliamento, Charlie ed Anna. Sul tavolo c'era anche una lettera, appena giunta, della ex-moglie dell'esuberante collega che lo informava di quella relazione. La presenza di Charley, nel weekend, non era dunque casuale: era compagno di Anna da qualche tempo e la notte in cui avevano pernottato da Stephen, l'aveva anche raggiunta nella sua stanza.

Nei giorni successivi, Stephen era andato a trovare la famiglia. Con le opportune omissioni, aveva informato la moglie dei recenti avvenimenti. Era stato invitato da William nell'aristocratico palazzo di famiglia e successivamente, nel corso di una partita di cricket nel campus universitario, informato del suo prossimo matrimonio con Anna. Avevano convenuto parlarne quella sera a casa del professore, al termine di una festa cui William doveva partecipare. Stephen aveva insistito perché portasse anche la ragazza.

Ora è finalmente solo con lei, dopo averla sottratta alle indagini della polizia. Lei, ancora sotto shock, gli si arrende. Il mattino dopo la porta in gran segreto al convitto femminile. Incrocia Charley che sta andando ad informarla della morte di William e si stupisce che Stephen ne sia già al corrente. La giovane sta preparando i bagagli: non può resistere in quei luoghi, con i ricordi che susciteranno in lei. Patetici ed inutili sono i tentativi dell'egocentrico Charley di trattenerla.

Nella casa di Stephen, dopo il parto, sono tornati moglie e figli e tutto è ineccepibilmente normale. Il cane esce dal cancello, si sottrae alla vista, poi c'è il chiasso di un altro schianto...

Produzione[modifica | modifica sorgente]

È il secondo dei tre film usciti dal sodalizio di Losey con lo scrittore Harold Pinter, premio Nobel per la letteratura, dopo Il servo e prima di Messaggero d'amore. Fu girato in gran parte nei dintorni di Oxford ed, in particolare, al St John College; dal St Magdalene College partiva, invece, la gita in barca sul fiume Cherwell, in cui Stephen incontra Anna per la prima volta[2]. L'aristocratica dimora di Syon House, a Brentford, otto miglia ad ovest di Londra, e ambientazione di altri film, quali La pazzia di re Giorgio, Gosford Park e Le ali dell'amore, fu scelta come casa di famiglia di William[2]. Qui, nella Great Hall, dell'architetto neoclassico Robert Adam, ha luogo quella selvaggia partita, in un gioco imparentato col rugby, in cui trova esplosione ritualizzata la violenza continuamente "repressa e contenuta" della classe dirigente inglese[3]. Più distante, nel Surrey, si trova invece la casa di Stephen, nei pressi della quale avviene l'incidente.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il regista ci offre un quadro impietoso della borghesia[4], in cui orrore e morte si annidano nella rispettabilità della norma[5].

Ma vi sono, in L'incidente, altri due elementi di continuità col resto dell'opera di Losey, un autore per cui l'estrema varietà della sua produzione rende arduo scorgere un principio unificatore che non sia quello stilistico (l'uso del piano sequenza o i movimenti della macchina da presa)[6]

  • Vi è il tema, presente sin dai suoi primi noir americani, dell'improvvisa apparizione di un personaggio o di un evento che "all'improvviso entra nella vita di un altro individuo e a quel punto tutto cambia"[6]. Qui è Anna a scompigliare i gelidi rituali dell'ambiente accademico di Oxford e di un universo "indirizzato a riprodurre meccanicamente la propria pigra e sterile sopravvivenza"[7]. Un'eco del permanere di tale influenza sulle loro vite si avverte nello schianto finale, dopo che Stephen pare essere tornato alla sua quotidiana normalità borghese[7].
  • Vi è poi il tema del tempo, sia come soggetto del film (il riproporsi, in particolare nelle conversazioni tra Stephen e William, del tema della morte[7]), sia come principio organizzativo della rappresentazione (la struttura circolare del racconto[8], il ricorso al flashback). Lo stesso regista ebbe a dire che ciò che nel romanzo di Nicholas Mosley aveva attirato l'interesse suo e di Pinter era l'estrema frammentazione della "struttura e scrittura...ogni singolo frammento, sia per me, sia per Harold, evocava immediatamente qualcosa"[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1967, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 giugno 2011.
  2. ^ a b Film locations for Accident (1967)
  3. ^ "Il Mereghetti. Dizionario dei film 2008", Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2007
  4. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.53
  5. ^ Adelio Ferrero, "Losey: il gioco dei rimandi", "Cinema e cinema", n.12, 1977
  6. ^ a b Michel Ciment, Pierre Rissient, "Dialogo su Losey", in, a cura di Luciano De Giusti, "Joseph Losey. Senza re, senza patria", Editrice Il Castoro, Milano, 2010
  7. ^ a b c "Con questi frammenti", Rosamaria Salvatore, in "Joseph Losey. Senza re, senza patria", cit.;
  8. ^ Giuliana Muscio, "Dizionario dei registi del cinema mondiale", vol.II, Giulio Einaudi editore, Torino, 2005;
  9. ^ Michel Ciment, "Le livre de Losey. Entretiens avec le cinéaste", Stock, Parigi, 1979

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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