L'impero dei draghi

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L'impero dei draghi
Autore Valerio Massimo Manfredi
1ª ed. originale 2005
Genere Romanzo
Sottogenere storico
Lingua originale italiano

L'impero dei draghi è un romanzo dello scrittore italiano Valerio Massimo Manfredi, uscito nel 2005. Come la maggior parte dei romanzi di Manfredi, è ambientato durante l'Impero romano, nel momento della successione alla carica di imperatore tra Valeriano e Gallieno.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia (ispirata ad un soggetto e a una sceneggiatura cinematografica del 2002 di Lorenzo De Luca, esperto di Arti Marziali) ha inizio in Medio Oriente nell'anno 260. I Persiani stanno stringendo d'assedio la città di Edessa, e l'Imperatore Valeriano accetta di prendere parte ad un incontro nell'accampamento nemico per stabilire una tregua. Marco Metello Aquila, comandante della Seconda Legione, assieme ai suoi uomini più fidati scorta l'imperatore al cospetto del re Shapur, ma l'incontro è solo una trappola; Valeriano viene catturato, e i pochi soldati che non muoiono combattendo vengono fatti anch'essi prigionieri. Metello è inoltre costretto ad assistere impotente alla morte della moglie, che intuendo il piano dei persiani era uscita dalla città per cercare di salvarlo; il loro figlio, appena dodicenne, su ordine del nuovo imperatore Gallieno, che teme la fama del padre del ragazzo ma che allo stesso tempo ha paura di ucciderlo, sarà portato a Milano sotto falso nome.

Metello, i suoi uomini e l'imperatore vengono portati nel campo di lavoro forzato di Aus Daiwa Persia, e qui condannati alla schiavitù in miniera. Incontrano anche un anziano schiavo, Uxal, che offre loro il proprio aiuto spiegandogli le regole del campo e usando per loro conto i buoni rapporti che ha instaurato con alcune delle guardie in anni di schiavitù. La vita ad Aus Daiwa è dura, e nei mesi che seguono un giovane legionario muore di stenti; la stessa sorte toccherà dopo poco tempo a Valeriano, e il tentativo dei legionari di tributargli un funerale decoroso nonostante le proibizioni e le direttive imposte dalle guardie costerà loro il trasferimento nella parte più profonda e angusta della miniera, dove la speranza di vita nel lungo periodo è quasi nulla. Nonostante ciò Metello e i suoi uomini riescono, tramite un passaggio segreto, ad evadere dal campo, e dopo essere rimasti per giorni nascosti nel letto di un fiume in secca per sfuggire alla caccia all'uomo organizzata dai Persiani trovano rifugio in un accampamento di mercanti.

Al campo i legionari conoscono Daruma, un mercante indiano che si offre di riportarli indietro a condizione che loro, in cambio, svolgano un servizio per lui, aiutandolo a compiere una missione segreta che sta per intraprendere; la missione consiste nel recuperare un misterioso viaggiatore d'oriente e riportarlo a casa. Metello e i suoi uomini, seppur desiderosi di tornare subito a casa, per onore e riconoscenza accettano.

L'incontro con il misterioso viaggiatore avviene sulle rive del Golfo Persico; il suo nome è Dan-Qing, ed è il principe del regno di Wei, uno dei tre regni in cui è attualmente suddivisa la Cina. Fin dall'inizio Dan-Qing appare come un uomo introverso e misterioso, appartenente ad una cultura molto diversa da quella romana, e dotato di abilità ascetiche e di combattente inusuali che incuriosiscono ed affascinano Metello, che durante il viaggio riesce, a fatica, a rompere il muro di riservatezza e di silenzio eretto dal principe fino a diventargli quasi amico.

Durante il viaggio via mare, la nave di Daruma incappa in una violenta tempesta, e Uxal, che aveva seguito i legionari nella loro fuga dal campo, viene trascinato via dalle onde. La navigazione si ferma nel sud dell'India; da qui in poi il gruppo dovrà proseguire a piedi, sia perché le condizioni della nave non consentono di andare oltre sia perché vi è la possibilità che i porti del nord della Cina siano in mano a nemici di Dan-Quing.

Il gruppo attraversa quindi le fitte foreste indiane per poi giungere al confine cinese, ma poco dopo averlo attraversato la carovana viene assalita da un gruppo di Volpi Volanti, gli spietati sicari agli ordini dei potenti della Cina, dando a Dan-Quing la conferma che non solo i suoi nemici hanno preso il potere, ma anche che sanno del suo arrivo. L'attacco, nonostante qualche difficoltà, viene respinto, grazie anche e soprattutto alla tecnica di combattimento dei legionari, a cui le Volpi Volanti, non conoscendola, non sanno rispondere.

Poco tempo dopo Metello e il resto della carovana giungono in un piccolo villaggio sulle pendici dell'Himalaya dove si trova però un sontuoso palazzo, eretto per commemorare il luogo in cui nacque il principe, e dove si sono radunati i pochi fedelissimi di Dan-Quing. Il loro capo è il generale Baj Renjie, che prende subito in antipatia i soldati romani, soprattutto per l'ascendente che Metello dimostra di aver ottenuto nei confronti del principe durante il viaggio. Durante la sosta il legionario Rufo, che era stato ferito nell'attacco delle Volpi Volanti, viene medicato senza difficoltà grazie alle avanzatissime tecniche della medicina cinese, e Dan-Quing incontra un santone indiano che lo avverte di come il suo trono sia minacciato e di come la leggenda dei Trecento Diavoli Mercenari potrà aiutarlo a riottenerlo.

Rimessisi in viaggio, il principe e la sua scorta, dopo essersi congedati da Daruma, raggiungono il Monastero delle Acque Sussurranti dove vive e insegna il maestro Wangzi, mentore di Dan-Quing, ma poco dopo esservi entrati i soldati e il principe si accorgono, troppo tardi, che il monastero è stato già attaccato e occupato dagli uomini di Wei. Anni addietro, prima che Dan-Quing partisse per l'ambasceria in Persia che in seguito si sarebbe trasformata in permanenza forzata come ostaggio, Wei venne fatto castrare dal principe quando questi scoprì che il giovane frequentava la principessa Yun Shan, e ora che ha il potere Wei vuole vendicarsi infliggendo all'ex-principe ogni sorta di castigo.

Dan-Quing, Metello e i suoi uomini vengono portati prigionieri a Luoyang, la capitale del regno, e vano è il tentativo di liberarli da parte di Yun Shan, che Metello aveva intravisto di sfuggita nel tempio, e di un gruppo di monaci dell'ordine segreto del Loto Rosso. Yun Shan, sfuggita alle guardie di Wei, incontra Daruma, arrivato in città per proprio conto, e i due si accordano per trovare un modo per liberare il principe e i romani.

Poco tempo dopo Wei, interrogandosi sull'identità della scorta del principe, viene a sapere dal suo anziano consigliere dei Trecento Diavoli Mercenari, in realtà esistiti veramente, e che Metello e gli altri potrebbero avere la stessa origine di quei soldati leggendari; inoltre, per ingraziarsi i favori del popolo, decide, sempre su suggerimento del consigliere, di organizzare uno spettacolo gladiatorio simile a quelli che si svolgono nella terra natale dei barbari che veda battersi tra di loro i Romani e le Volpi Volanti.

Metello e i suoi uomini, pur consapevoli di non avere molte speranze, accettano la sfida in cambio della libertà in caso di vittoria, e armatisi di tutto punto scendono nell'arena. La battaglia, a differenza di quanto si era inizialmente pensato, è tutta a vantaggio dei Romani, ma Wei, che teme che una eventuale sconfitta delle sue Volpi Volanti finirebbe per sminuire la sua autorità, decide di giocare sporco, inviando continuamente nuovi guerrieri a sostituire quelli caduti.

La resistenza dei romani è valorosa ma inutile, e uno dopo l'altro cadono uccisi; Metello, gravemente ferito, si rifiuta di morire, e Wei scende personalmente in campo per giocare un po' con lui prima di dargli il colpo di grazia. Non sa però che Yun Shan, nascosta tra il pubblico, ha usato l'arte segreta per prendere su di sé il colpo che avrebbe dovuto ricevere il Romano, salvandogli di fatto la vita. Apparentemente morto, Metello viene recuperato da Yun Shan al cimitero, e con l'aiuto di Daruma imbarcato su una barchetta che conduce i due a Li-Cheng, il villaggio segreto dell'ordine del Loto Rosso.

Nei mesi successivi Metello, dopo essersi ristabilito, viene inviato al mondo delle Arti Marziali e della filosofia taoista in generale per poter apprendere le conoscenze necessarie che gli serviranno per vendicare i suoi compagni caduti nell'arena contro le Volpi volanti. Nel mentre, il suo legame con Yun Shan diventa sempre più forte, e con il tempo il romano comincia a perdersi sempre più in quel mondo così mistico e diverso dal suo, finendo quasi per dimenticare il suo desiderio iniziale di tornare a casa da suo figlio. I suoi ricordi si ridestano nel momento in cui la ragazza gli racconta la storia dei Trecento Diavoli Mercenari, arrivati da occidente all'epoca della Dinastia Han e diventati la guardia del corpo dell'Imperatore, e che Metello riconosce come la leggendaria Legione Perduta scomparsa nel nulla all'epoca dell'invasione della Partia ad opera di Crasso. Il villaggio di Li-Cheng, che sorge sopra la tomba dell'imperatore e in cui si trovano i resti delle armi e delle armature dei Trecento Diavoli Mercenari indossate da statue di argilla, è la dimora dei discendenti di quei guerrieri.

Poco tempo dopo si diffonde la notizia che, in qualche modo, Wei ha scoperto la posizione del villaggio di Li-Cheng, e che ora vi si sta dirigendo con tutto il suo esercito per schiacciare la più pericolosa minaccia al suo dominio.

La battaglia sembra senza speranza, ma grazie all'abilità strategica di Metello e agli appunti di un progettista militare romano rinvenuti nella tomba il villaggio viene fortificato, e macchine da guerra mai viste in Cina riescono a seminare distruzione tra le file di Wei. Come ultimo affondo, Metello, grazie ad un acuto stratagemma, convince l'esercito nemico che i Trecento Diavoli Mercenari, secondo la leggenda, siano risorti dalla tomba per combattere al fianco di Dan-Quing, facendo fuggire buona parte di loro e determinando così la vittoria degli assediati.

Wei però si rifiuta di arrendersi, e inoltratosi nella tomba ingaggia un duro confronto con Metello nel quale, alla fine, esce sconfitto, venendo ucciso dal romano.

Quando si tratta di capire chi abbia rivelato la posizione di Li-Cheng al nemico i sospetti iniziali si concentrano su Daruma, ma la scoperta in una tenda dell'accampamento dismesso di Wei del cadavere impiccato di Baj Renjie dimostra l'innocenza del mercante indiano.

Con la morte di Wei la dinastia di Dan-Quing può essere restaurata, ma Metello, nonostante le fastose promesse del suo nuovo amico circa un posto d'onore nella sua corte e le notizie portate dai messaggeri secondo cui l'Impero Romano negli ultimi anni sarebbe caduto, decide comunque di tornare a casa. Yun Shan parte assieme a lui, e dopo alcuni mesi Metello ritorna ad Edessa, scoprendo che in realtà l'Impero esiste ancora, e anzi è più forte di prima.

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