L'età secolare

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L'età secolare
Titolo originale A Secular Age
Autore Charles Taylor
1ª ed. originale 2007
1ª ed. italiana 2009
Genere saggio
Sottogenere filosofia
Lingua originale inglese
L'autore, il filosofo canadese Charles Taylor (n. 1931), nel 2007.

L'età secolare (A Secular Age) è un saggio scritto dal filosofo canadese Charles Taylor, pubblicato nel 2007 dall'Harvard University Press in inglese. L'edizione italiana, edita da Feltrinelli, è del 2009.

La tematica[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi decenni, la tematica della secolarizzazione è stata oggetto di importanti dibattiti nell'ambito delle scienze umane e sociali. Molti studiosi che ne parlano formulano la premessa che "secolarizzazione" non è semplicemente "assenza di religione", ma piuttosto una categoria intellettuale e socio-politica, che deve essere innanzitutto compresa nel suo sviluppo storico.

Nell'Introduzione dell'opera, Taylor chiarisce i termini del discorso distinguendo tre significati di "secolarizzazione" nel contesto della civiltà occidentale, e dunque tre modi di intendere un'"epoca secolarizzata", come definisce quella attuale:

  1. il primo si riferisce agli «spazi pubblici», e afferma che, in un contesto secolare, «essi siano stati svuotati di Dio o di qualsiasi riferimento alla realtà ultima»[1], e dunque «le norme e i principi che seguiamo, le deliberazioni in cui ci impegniamo allorché operiamo all'interno delle diverse sfere di attività – economica, politica, culturale, educativa, professionale, ricreativa – in genere non [facciano] riferimento a Dio o alle credenze religiose, [mentre] le considerazioni su cui basiamo le nostri azioni [restino] basate all'interno della "razionalità" di ciascuna sfera»[1];
  2. nel secondo significato, di uso comune (specialmente in contrasto con le epoche precedenti, «dominate invece dalla fede o dalla devozione»[1], «la secolarizzazione consiste nella diminuzione della credenza e della pratica religiosa, nell'allontanamento delle persone da Dio e dalla Chiesa»[1];
  3. il terzo significato, meno evidente a suo giudizio, ma decisivo per un'interpretazione fondata della questione, si riferisce in particolare alle «condizioni della credenza»: in questo senso, la secolarizzazione consiste «nella transizione da una società in cui la fede in Dio era incontestata e, anzi, non problematica, a una in cui viene considerata come un'opzione tra le altre e spesso non come la più facile da abbracciare»[1].

Proprio sulla base di quest'ultima accezione del termine, il filosofo approfondisce l'aspetto a suo giudizio più significativo del fenomeno "secolarizzazione": non già, e non solo, un fatto di "credenze", ma, primariamente, di "esperienze" – più precisamente, di «condizioni di esperienza e ricerca dello spirituale». Proprio su questa base imposta la sua analisi, che fa uso di una disamina storica molto ampia per cogliere l'evoluzione socio-culturale delle condizioni in cui si instaurano credenza o incredulità.

Recensioni[modifica | modifica sorgente]

Il sociologo Robert Bellah ha parlato de L'età secolare come di «uno dei libri più importanti scritti negli ultimi decenni»[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e C. Taylor, L'età secolare, ed. it. Feltrinelli 2009, «Introduzione», pag. 12ss.
  2. ^ The Immanent Frame · Secularism of a new kind

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]