L'esca (film)

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L'esca
L'esca (film 1995).jpg
Marie Gillain in una scena del film
Titolo originale L'appât
Paese di produzione Francia
Anno 1995
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Bertrand Tavernier
Soggetto Morgan Sportes
Sceneggiatura Bertrand Tavernier, Colo Tavernier
Fotografia Alain Choquart
Montaggio Luce Grunenwaldt
Musiche Philippe Haïm
Scenografia Emile Ghigo
Interpreti e personaggi
Premi

L'esca è un film del 1995, diretto dal regista Bertrand Tavernier.

Il film trae spunto dal libro L'appât del 1990, scritto da Morgan Sportès e che si basa - pur utilizzando nomi di fantasia - sulla ricostruzione di due omicidi perpretati a Parigi nel 1984 dal trio composto da Valérie Subra, Laurent Hattab, Jean-Rémi Sarraud.

Vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino del 1995, il film venne vietato ai minori di 18 anni.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La giovane commessa Nathalie, il suo fidanzato Eric e l'amico Bruno, stanchi di vivere in ristrettezze economiche, progettano di andare negli Usa per aprire una catena di negozi di abbigliamento. Per reperire i fondi necessari, i tre cominciano a rapinare ricchi imprenditori, medici e avvocati, adescandoli con la ragazza stessa. I colpi si susseguono numerosi con alterne fortune, ricorrendo in due occasioni, senza alcun pentimento o sussulto, anche all'omicidio; ma il loro superficiale e irresponsabile modo di agire li porta a lasciarsi dietro una significativa serie di prove a loro carico che li condurrà inevitabilmente all'arresto.

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • Il film espone, con lucida concisione, l'irresponsabilità incolta in cui vive una parte della gioventù europea degli anni '90, cresciuta nella società dei consumi. Commento del dizionario Morandini che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio.[1]
  • Tavernier tenta l'analisi psicologica di una generazione priva di valori, ma non tutto è a fuoco. Commento del dizionario Farinotti che assegna al film due stelle su cinque di giudizio [2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2011[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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