L'eredità Ferramonti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'eredità Ferramonti
Eredità Ferramonti.png
Anthony Quinn e Dominique Sanda in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico
Regia Mauro Bolognini
Soggetto Gaetano Carlo Chelli (romanzo)
Sceneggiatura Sergio Bazzini, Roberto Bigazzi e Ugo Pirro
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Luigi Scaccianoce, Bruno Cesari
Costumi Gabriella Pescucci
Trucco Giuseppe Capogrosso, Massimo De Rossi
Interpreti e personaggi

L'eredità Ferramonti è un film del 1976 diretto da Mauro Bolognini, interpretato da Gigi Proietti, tratto dal romanzo omonimo di Gaetano Carlo Chelli.

Fu presentato in concorso al 29º Festival di Cannes, dove Dominique Sanda vinse il premio per la miglior interpretazione femminile.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La giovane e bella Irene sposa Pippo Ferramonti, figlio di Gregorio, un ex proprietario di forno in possesso di una ricca eredità che tuttavia non intende lasciare a nessuno dei suoi figli; egli infatti cova un odio contraccambiato per tutti i suoi figli: l'onesto ma fragile Pippo, l'indolente e donnaiolo Mario, e la fredda Teta, sposata con Paolo, un rigido impiegato statale, i quali si disistimano anche tra loro.

Irene si presenta come sincera, ingenua e timida, disposta a porsi come pacificatrice all'interno della famiglia divisa ma lentamente emergerà la sua vera natura di donna arrivista e disposta a tutto pur di ottenere una ricchezza che le consenta di vivere in modo agiato ed al di sopra del "popolo" che disprezza. Il suo piano si disnoda tra inganni e promesse lascive, convinta di potere ottenere quanto desidera solo in forza della sua bellezza, divenendo dapprima l'amante di Mario, a fronte di una dimessa e disperata rassegnazione da parte di Pippo, che lentamente si ridurrà in miseria e scivolerà verso la pazzia, e successivamente mettendo decisamente Gregorio contro la figlia Teta che sembra intuirne le intenzioni.

Il suo progressivo avvicinarsi a Gregorio arriverà al punto di ottenere la modifica del suo testamento, convincendolo che lei è l'unica della famiglia a volergli bene, ed, una volta morto, il suo sogno sembra realizzarsi ma Mario, innamoratosi di Irene e convinto che ella lo ami e che intenda spartire con lui la fortuna appena acquisita, rimane sconvolto dalla vera natura della donna e decide di suicidarsi, facendo tuttavia in modo che lei venga accusata della sua morte.

Paolo e Teta infatti, immediatamente sopraggiunti dopo avere udito il colpo di pistola con il quale Mario si è tolto la vita, testimonieranno contro Irene e, grazie alle loro conoscenze, riusciranno a farla condannare ad una pena detentiva ed a farsi nominare dal Tribunale eredi universali del patrimonio del padre deceduto.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1976, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema