L'avventuroso Simplicissimus

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L'avventuroso Simplicissimus
Titolo originale Der abenteuerliche Simplicissimus Teutsch
Simplicissimus Cover page.jpeg
Copertina del Simplicius Simplicissimus
Autore Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen
1ª ed. originale 1668
Genere romanzo
Lingua originale tedesco

L'avventuroso Simplicissimus (Der abenteuerliche Simplicissimus Teutsch) è un romanzo picaresco in stile barocco, scritto nel 1668 da Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen, e pubblicato l'anno seguente.

Il sottotitolo dell'opera recita: "Vita dello strano avventuriero chiamato Melchior Sternfels von Fuchshaim: precisamente dove ed in che maniera venne a questo mondo, cosa vide, apprese, sperimentò e sopportò in esso; anche, come mai di nuovo lo abbandonò di sua spontanea volontà".

Ispirato agli eventi tragici della Guerra dei trent'anni, che avevano devastato la Germania dal 1618 al 1648, è considerato il primo romanzo di avventura in lingua tedesca. Lo storico Robert Ergang, sulla scorta dell'opera Quellen und Forschungen zur Lebensgeschichte Grimmelshausens di Gustav Könnecke, asserisce che "gli eventi narrati nel Simplicissimus possono assai a fatica essere definiti autobiografici, dal momento che Grimmelshausen condusse una vita pacifica in cittadine e villaggi quieti ai margini della Foresta Nera... il vissuto del libro non viene dalla sua esperienza diretta, quanto piuttosto è un miscuglio di elementi del passato, frammenti di storie udite, e la sua stessa fervida immaginazione".[1] . Questo romanzo esercitò una profonda influenza sulla letteratura tedesca ed inaugurò la fortuna degli Schelmenromane ("romanzi di birbanti") fondati, come i romanzi picareschi spagnoli, su vicende di bizzarri personaggi un po' sciocchi ed un po' bricconi, tra satira ed ironia. A differenza del romanzo picaresco spagnolo l'opera non presenta però interesse per la lotta delle classi e dei ceti sociali: è una grande metafora dell'ansiosa ricerca di nuovi valori, tipica dell'età barocca.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il libro narra delle gesta di Simplicius Simplicissimus, un giovane contadino tedesco, durante la Guerra dei trent'anni. Alcuni episodi sono piuttosto cruenti, come la violenta distruzione del casale del padre. Il fanciullo, figlio di boscaioli, fugge dalla capanna bruciata dai soldati e viene raccolto nel bosco da un eremita che lo alleva ed istruisce. Rapito poi dalla soldataglia e portato ad Hanau, viene liberato da un pastore protestante e diventa poi buffone del governatore. Affronta molte peripezie anche fantastiche: viene rapito dai croati, conduce vita da soldato e da brigante, scende al centro della Terra dove riceve un tesoro dal re dei Silfi. Con il tesoro si compra un campicello, ma poi va incontro ad altre avventure finché naufraga su un'isola deserta dove si converte al cattolicesimo e si prepara ad una buona morte.[3]

Adattamento dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni trenta del Novecento Karl Amadeus Hartmann (1905-1963) scrisse l'opera contro la guerra Simplicius Simplicissimus per orchestra da camera, con il contributo del suo insegnante Hermann Scherchen per il libretto. Si apriva così:

« Nell'anno del Signore 1618, 12 milioni di persone vivevano in Germania. Poi venne la Grande Guerra. Nell'anno del Signore 1648 solo 4 milioni sopravvivevano. »

Fu rappresentata per la prima volta nel 1948; Hartmann ne scrisse la partitura per l'intera orchestra nel 1956. Fu poi ripresa dall'orchestra Stuttgart State Opera nel 2004.[4]

Settimanale satirico[modifica | modifica wikitesto]

Simplicissimus, ispirato al romanzo, fu un settimanale satirico tedesco fondato da Albert Langen nell'aprile del 1896 che ha continuato ad essere pubblicato fino al 1944.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Ergang, The Myth of the All-Destructive Fury of the Thirty Years’ War (Pocono Pines: The Craftsmen, 1956), 7.
  2. ^ Le Garzantine, Letteratura, ed. 2005, pag. 445
  3. ^ Le Garzantine, Letteratura, ed. 2005, pag. 1378
  4. ^ George Loomis, "The vision of 'Simplicius'", International Herald Tribune, May 19, 2004

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