L'avaro (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'avaro
L'avaro Sordi.png
Alberto Sordi nei panni di don Arpagone
Titolo originale L'avaro
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1990
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Tonino Cervi
Soggetto Molière
Sceneggiatura Alberto Sordi, Rodolfo Sonego, Tonino Cervi, Cesare Frugoni
Fotografia Armando Nannuzzi, Enrico Appetito
Montaggio Nino Baragli, Angela Bordi, Pierfrancesco Achilli
Effetti speciali Giovani Corridori
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Mario Garbuglia, Juan de Satrustegui Perez Caballero
Costumi Alberto Verso, Sartoria Tirelli, Simonetta Innocenti, Marina Roberti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'avaro è un film del 1990, diretto da Tonino Cervi, con protagonista Alberto Sordi. È ispirato all'omonima opera di Molière del 1668.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel '600 a Roma vive lo strozzino Don Arpagone. Questo, per evitare un matrimonio con la sorella del cardinal Spinosi la quale aveva già avuto tre mariti sposati tutti per interessi e tutti morti in circostanze misteriose, si inventa la bugia di essere già vicino alle nozze con una immaginaria donna già incinta e chiede alla gestrice del suo bordello Frosina di trovarle una donna adatta.

Don Arpagone ha due figli, che saranno a loro volta fonte di disavventure: Cleante ed Elisa. Suo figlio Cleante vuole sposare la giovane Mariana ma, essendo questa completamente povera, cerca di ottenere un prestito "a babbo morto", mentre Elisa ha una relazione segreta con il giovane servo del padre Valerio. Il padre, però, ha altri progetti sia per Cleante che per Elisa: per entrambi ha programmato due matrimoni con due persone anziane molto ricche.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Questo film è stato accolto piuttosto male dalla critica cinematografica. Il Morandini riporta:

« Operazione analoga a Il malato immaginario (1979), anch'esso diretto da T. Cervi, ma ancor meno riuscita. Cinema leccato in costume, ma non di costume, al servizio del qualunquismo e dell'istrionismo dilaganti di un Sordi tutto cachinni e mossettine. Si salvano poche invenzioni (l'orologio di Arpagone), i costumi di Alberto Verso realizzati da Tirelli, Christopher Lee e la sua bertuccia. La ricca e sprecata compagnia d'attori comprende anche Marie Laforêt, Lucia Bosé, Carlo Croccolo, Franco Interlenghi. Molière ha sempre avuto poca fortuna al di qua delle Alpi. »
(recensione tratta dal dizionario di critica cinematografica Il Morandini di Morando Morandini)

[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ estrapolazione della recensione dal dizionario dei film Il Morandini 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema