L'assedio di Corinto

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L'assedio di Corinto
Titolo originale Le Siège de Corinthe
Lingua originale francese
Genere Tragédie lyrique
Musica Gioachino Rossini
Libretto Luigi Balocchi e Alexandre Soumet
Atti tre
Prima rappr. Parigi, 9 ottobre 1826
Teatro Opéra
Versioni successive

traduzione italiana che fu rappresentata con il titolo L'assedio di Corinto.

Personaggi
  • Adraste, Basso
  • Cléomène, Tenore
  • Hiéros, Basso
  • Ismène, Mezzosoprano
  • Mahomet, II Basso
  • Néocles, Tenore
  • Omar, Basso
  • Pamyra, Soprano

L'assedio di Corinto (Le Siège de Corinthe nell'originale in lingua francese) è un'opera in tre atti di Gioachino Rossini, su libretto di Luigi Balocchi e Alexandre Soumet. Fu rappresentata la prima volta a Parigi il 9 ottobre 1826 con grande successo. Fra gli interpreti si segnalarono il soprano Laure Cinti-Damoreau e il tenore Adolphe Nourrit. L'orchestra fu diretta dal maestro François-Antoine Habeneck.

Si tratta di una nuova versione del Maometto secondo (1820).

Dopo aver conosciuto un grande successo fino alla metà circa dell'Ottocento, l'opera, nella seconda metà del secolo, venne sempre meno rappresentata, fino a scomparire quasi del tutto dai grandi circuiti, almeno in Italia, nei primi decenni del Novecento.

Nel secondo dopoguerra venne ripresa da alcuni teatri italiani, fra cui il Comunale di Firenze. Qui ebbe luogo, il 4 giugno 1949 la prima ripresa, in italiano, sotto la direzione del maestro Gabriele Santini, con il soprano Renata Tebaldi e il tenore Mirto Picchi. Ma a consacrare il titolo fu la celebre rappresentazione del 1969 alla Scala di Milano diretta da Thomas Schippers, che si avvalse del trionfo italiano di Beverly Sills nella parte di Pamira (va detto, tuttavia, che l'edizione presentata alla Scala, e successivamente incisa per la EMI anni dopo, si tratta di un pastiche tra L'assedio di Corinto e alcuni pezzi del Maometto secondo: in molti criticarono questa "commistione" assai poco filologica).

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda ricalca, con qualche differenza, quella del Maometto secondo. L'azione è ambientata a Corinto, assediata dall'esercito ottomano pochi anni dopo la caduta di Costantinopoli. Le vicende belliche si alternano a momenti più intimi perché il sultano Maometto II, che riesce ad espugnare la città, ama, riamato, la figlia del governatore di Corinto, Pamira, che ha conosciuto tempo addietro ad Atene. Pamira però è più attaccata al padre Cleomene, ed è promessa sposa al guerriero Neocle, e viene maledetta da questi quando Maometto la riconosce davanti a tutti. Pamira, allora, cerca di riscattarsi salvano Neocle facendolo passare per suo fratello. Intanto Cleomene riorganizza la resistenza nella città, destinata però a morire nel sangue. Di fronte però alla strage, un soldato, Iero, preannuncia la liberazione della Grecia dalla schiavitù turca. L'opera si conclude con la distruzione di Corinto e il rogo che devasta la città, opera dei vinti, che non vogliono lasciare la città al nemico.

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