L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca

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L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca è l'ottavo capitolo della Saga di Paperon de' Paperoni, maxiserie a fumetti realizzata dallo statunitense Don Rosa che narra la storia del papero più ricco del mondo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca

Titolo originale:

  • The Argonaut Of White Agony Creek

D.U.C.K.: formato dalle pietre poco sopra il canale di scolo per l'acqua nella foto della concessione mineraria di Paperone


Capitolo precedente:

Capitolo successivo:

Come per tutti i grandi eroi, anche per Paperon de' Paperoni arriva la resa dei conti. Le esperienze fatte in gioventù hanno spesso uno scopo: per Bruce Wayne gli studi, i viaggi, gli insegnamenti erano tutti finalizzati alla creazione di Batman, il suo strumento per vendicare la morte dei genitori e dare sfogo al suo dolore. Per Paperone le sfide, le persone incontrate, i sacrifici fatti, le ricchezze che ha dovuto lasciarsi dietro per vari, validissimi motivi, erano tutte finalizzate per portare il giovane scozzese nel Klondike, verso le terre della sua ricchezza, lì dove avrebbe fatto fruttare l'esperienza di anni ed anni in giro per il mondo.

È il 1896 e, a bordo della Croce del Sud, partita da Perth, Paperone giunge in Alaska. Sceso a terra il suo primo incontro è con il famoso Wyatt Earp, che, riconosciutolo dalla "moneta legata allo spago" (la Numero Uno), lo invita al saloon per offrirgli qualcosa. Dopo una breve baruffa tra Earp ed un losco figuro, che mette a soqquadro il locale Paperone è costretto dallo sceriffo a pagare i danni. Senza più un soldo, certo che questa volta otterrà il successo agognato, Paperone si rivolge a Soapy Slick, faccendiere disonesto, contraendo con lui il primo ed unico debito della sua vita. Paperone ha firmato un contratto-truffa, che lo costringe a pagare il 100% di interessi ogni mese.

Con i 100 dollari prestatigli da Slick, comunque, Paperone acquista gli attrezzi di scavo necessari e si dirige verso Dawson, attraversando l'ultimo tratto di montagna in sella a un alce, avvicinata grazie all'arte flautistica appresa in Australia. A quel tempo, comunque, Dawson era composta solo da una segheria e dal Bolla d'Oro, la sala da ballo gestita da Doretta Doremì, che si aspetta un aumento degli affari proprio grazie alla scoperta dell'oro.

Nel frattempo Paperone viene a sapere da Casey Coot che nei pressi esiste un luogo inesplorato, la Valle dell'Agonia Bianca, dove nessuno si arrischia ad entrare a causa di un terribile mostro all'ingresso. Paperone, però, non si lascia intimorire ed entra nella grotta che porta alla valle: a metà strada si trova di fronte al "mostro", in realtà un enorme mammut, ghiacciato da millenni, sotto al quale prosegue il passaggio, alla cui fine c'è un'enorme ed inesplorata vallata. Inizia, così, un'attenta esplorazione, cui non si possono sottrarre nemmeno gli animali selvatici del luogo: d'altra parte, dopo aver domato le belve del Transvaal, orsi, lupi ed aquile sono animali abbastanza mansueti.

Scelto il posto più adatto, Paperone inizia gli scavi e torna periodicamente in città per saldare il suo debito con Slick, che nel frattempo da un piccolo banchetto in un angolo del Bolla d'Oro, si è allargato ad una sala da gioco e prestiti. Anche il locale di Doretta, ora vestita elegantemente, si è allargato, ma tutto questo non colpisce Paperone, che continua a lavorare con lena e vigore, giorno e notte.

Nonostante tutto, il giovane scozzese si concede pochissimi momenti di pausa, contemplando il meraviglioso paesaggio che lo circonda: il tutto, però, dura poche vignette, il tempo di riprendersi e raccogliere altro oro e decidersi ad andare a Dawson a registrare la sua concessione mineraria.

Dawson, la terribile Dawson, una città cresciuta esponenzialmente, descritta come burrascosa e rissosa in una splendida quadrupla jacovittiana (diciassettesima tavola) è l'unico posto dove effettuare una registrazione che fa gola a molti fannulloni, primo fra tutti quel Soapy Slick che ormai è così ricco da potersi permettere un Saloon Galleggiante (una chiatta per il gioco d'azzardo) dove concedere svago a chi ha soldi da spendere e rapinare legalmente gli ingenui.

Paperone registra così la sua concessione e inizia il solito giro tortuoso per depistare quelli che cercano di derubarlo, ma Soapy, che non si dà per vinto, colpisce alle spalle il giovane mettendolo k.o., e lo porta sulla sua chiatta, legandolo, novello Sansone, alla base dei fumaioli con delle possenti catene. Non contento di avergli preso la miniera, inizia a deriderlo, leggendo le lettere giunte da casa. Prima una della mamma Piumina, quindi quella del padre Fergus, in cui gli comunica di essere diventato orfano di madre. L'apprendere questa notizia, e soprattutto il tono di sufficienza con cui la tratta Soapy, fa infuriare in maniera incontrollata il giovane Paperone: alla sua vista, cala un terribile silenzio tra i presenti e Slick fa appena in tempo a dire "Oh!" prima che inizi una delle pagine più terribili ed oscure nella storia di Dawson. Prima crollano le due ciminiere della chiatta di Slick, quindi volano verso l'esterno, sfondando le vetrate, prima gli uomini di Slick, quindi un pianoforte (pianista incluso) e infine una stufa di ghisa che provoca un incendio in città. Alla fine di tutto questo, Paperone, trascinandosi Slick dietro, attraversa la città fino al posto di polizia, dove consegna l'imbroglione e ritorna alla sua concessione, dove ora deve difendersi dagli attacchi dei ladri e degli abusivi.

Proprio in uno di questi momenti, gli capita tra le mani, casualmente, la famosa Pepita Uovo d'Anatra, che gli apre, finalmente, le porte verso la ricchezza.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La Dawson descritta da Don Rosa non è quella reale. In realtà questa era una cittadina tranquilla, mentre era Skagway la città a più alto tasso di criminalità del Nord America. In parte Don Rosa ripara in Cuori nello Yukon, dove fa entrare in città le giubbe rosse canadesi al comando di Steele, effettivamente presenti in città. Infine, la Valle dell'Agonia Bianca non è un luogo reale, ma la fusione di Dyea e del Passo Bianco.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]