L'arcobaleno

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L'arcobaleno
Artista Adriano Celentano
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1999
Dischi 1
Genere Pop
Adriano Celentano - cronologia
Singolo precedente
(1999)
Singolo successivo
(2000)
L'arcobaleno
Artista Adriano Celentano
Autore/i Gianni Bella e Mogol
Genere Pop
Pubblicazione
Incisione Io non so parlar d'amore
Data 1999
Etichetta Clan Celentano
Durata 3 min 32 sec
Io non so parlar d'amore – tracce

L'arcobaleno è una canzone di Adriano Celentano, scritta per la parte letteraria da Mogol su musica di Gianni Bella, inclusa nell'album Io non so parlar d'amore, pubblicato nel 1999.

Il brano è dedicato al musicista Lucio Battisti, amico sia di Celentano sia di Mogol, scomparso prematuramente il 9 settembre 1998; invero, sebbene Mogol non l'abbia apertamente ammesso, il testo della canzone appare riferirsi apertamente, fin dall'inizio ("io son partito poi così d'improvviso che non ho avuto il tempo di salutare"), ad una persona scomparsa prematuramente.

Il brano, struggente e malinconico, contribuì grandemente al successo dell'album di Adriano Celentano Io non so parlar d'amore, che vendette oltre due milioni di copie.

Il caso[modifica | modifica sorgente]

Il testo e l'idea nascono da due "messaggi" arrivati al poeta Mogol. Il primo arriva, via fax, grazie ad un'amica di Mogol che ha letto sul giornale del Diners un articolo scritto dal direttore, all'indomani del concerto di Piazza del Campidoglio a Roma cui aveva partecipato con la famiglia. Il pezzo nasce grazie ad un sogno nitido e particolare, vissuto durante la notte, nel quale Battisti indicava come l'arcobaleno sia il ponte tra noi e l'aldilà .

La segretaria di Mogol riceve una telefonata dalla Spagna: una medium di origine italiana, molto apprezzata e che collabora di sovente anche con le forze dell'ordine, è stata contattata anch'ella dal cantautore. Le ha indicato di entrare in una libreria della città e di acquistare un libro collocato nella posizione indicata da Lucio. Solo a tempo debito la donna avrebbe potuto aprirlo e leggerne il contenuto. Poche ore più tardi la voce di Battisti domandò di leggere un capitolo in particolare e di informare Mogol di certe frasi che dovevano servire per scrivere una canzone che avrebbe dovuto intitolarsi "L'arcobaleno".

Mogol si reca a casa di Celentano dove partecipa ad una serata con Gianni Bella che aveva scritto una musica adatta al contenuto che piano piano si delineava e così è nata la canzone entrata a pieno diritto nell'album del Molleggiato.

Una settimana dopo, Mogol ha avuto un altro segno legato alla canzone ma anche durante l'unica intervista rilasciata sull'argomento al TG2, non ha voluto rivelare il fatto.

Fra i vari media, la televisione si occupò del caso subito dopo l'uscita dell'album in cui era presente la canzone e contribuì ad amplificarne la notorietà. La RAI se ne occupò nella trasmissione Speciale POP[1], nella quale pubblicò le interviste a Mogol e alla medium, che non venne mostrata in viso ed ebbe la voce camuffata. Detta medium parlò a lungo di come lo spirito di Battisti l'avesse contattata e del fatto che l'avesse spinta a cercare un libro in un negozio, dentro al quale c'era una poesia che parlava di arcobaleno. «Ora contatta Giulio (il vero nome di Mogol, NDR) e digli di scrivere una canzone che io dedico a lui, che parli dell'arcobaleno». La medium disse di aver contattato Mogol il quale non ne volle assolutamente sapere, e solo successivamente ad un fatto inspiegabile e misterioso capitatogli, accettò di incontrarla. Della medium non fu mai fatto il nome. Anche la trasmissione radiofonica del secondo canale Parole parole - Storie di canzoni si occupò della vicenda nella puntata del 24 gennaio 2008.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I Misteri de L'arcobaleno, YouTube, 28 dicembre 2007. URL consultato il 30 ottobre 2008.
  2. ^ Mogol parla di lucio battisti, YouTube, 26 gennaio 2008. URL consultato il 30 ottobre 2008.
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