L'arcangelo (film)

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L'arcangelo
Pamela Tiffin - L'Arcangelo.jpg
Pamela Tiffin in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1969
Durata 106 min
Colore colore
Audio mono
Genere commedia, crimine
Regia Giorgio Capitani
Soggetto Adriano Baracco, Giorgio Capitani, Renato Castellani, Steno
Sceneggiatura Adriano Baracco, Giorgio Capitani, Renato Castellani, Steno
Produttore Mario Cecchi Gori
Casa di produzione Fair Film
Fotografia Stelvio Massi
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Piero Umiliani
Scenografia Dario Micheli
Interpreti e personaggi
Incipit del film

L'arcangelo è un film commedia italiano del 1969 diretto da Giorgio Capitani e interpretato da Vittorio Gassman, Pamela Tiffin, Adolfo Celi e Irina Demick.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Furio Bertuccia, avvocato corruttibile che difende cause perse, viene assunto dall'affascinante modella Gloria Bianchi per difenderla dal presunto omicidio dell'amante. Ma ogni rivelazione di presunte verità su un delitto mai commesso, si rivela un piano per condurre l'avvocato alla villa del vero amante della modella, l'industriale Marco Tarocchi Roda dal quale viene assunto.

Intrappolato in una rete di inganni costruita da Gloria e dalla moglie dell'industriale, l'avvocato Bertuccia finisce per venire accusato del vero omicidio del Tarocchi Roda.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film doveva essere girato inizialmente da Luigi Comencini e raccontare la storia di un arcangelo sceso sulla Terra per fare giustizia in diverse faccende. In seguito questo progetto saltò. Il film però era già stato venduto alla 20th Century Fox con il titolo L'arcangelo, e doveva essere recitato in inglese, intervennero così Adriano Baracco, Giorgio Capitani, Renato Castellani e Steno che scrissero una nuova storia completamente diversa, mantenendo inalterato il titolo, giustificandolo nella persona dell'avvocato Bertuccia che, come un arcangelo difende i suoi clienti.[1]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film viene distribuito in Germania Ovest il 12 ottobre 1969 con il titolo Erzengel; in Brasile come O Arcanjo; in Spagna come El candoroso picapleitos; in Grecia come O arhangelos; titolo internazionale invece è The Archangel.

Il film è uscito in formato DVD, nel 2013, per la Cecchi Gori Home Video, nella collana "CineKult" curata da Nocturno.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato inizialmente stroncato dalla critica, per venire rivalutato in seguito.[1]

« [...] Tendendo al puro divertimento, L'arcangelo riesce nel proprio intento in quantità moderata. È fatto su misura per il mattatore Vittorio Gassman che, a certi punti, si diverte a fare il verso ad Alberto Sordi. Dopo la patetica confessione di Alibi, Gassman è tornato alle commediole di facile smercio. [...] »
(Pietro Bianchi, Il Giorno, Milano, 25 aprile 1969[2])
« [...] una vicenda che, fra un'assurdità e l'altra, procede scombinata senza trovare mai un carattere preciso, appagandosi di una comicità tutta episodica e marginale. [...] »
(Comenico Meccoli, Epoca, Milano, 4 maggio 1969[2])
« [...] Nel mediocrissimo pasticcio sono coinvolti in parecchi. Il regista Giorgio Capitani, Vittorio Gassman protagonista immemore della sua classe d'attore [...] »
(Paolo Valmarana, Il Popolo, Roma, 26 aprile 1969[2])

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora, composta da Piero Umiliani è stata distribuita in CD nel 1997 dalla Avanz Records giapponese con numero di catalogo SP/CR-20016. Questa versione contiene 22 tracce. Una successiva edizione, sempre giapponese, della Verita Note, con numero di catalogo VQCD-10071 e distribuita nel 2009, contiene 31 tracce.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giorgio Capitani nell'intervista inserita negli speciali dell'edizione in DVD del film per Cecchi Gori Home Video/CineKult
  2. ^ a b c Giacomo Gambetti Vittorio Gassmann, Gremese Editore, 1999.
  3. ^ (EN) Scheda su L'arcangelo in Soundtrack Collector

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Gambetti Vittorio Gassmann, Gremese Editore, 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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