L'anatomia della malinconia

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L'anatomia della malinconia
Titolo originale The Anatomy of Melancholy
The Anatomy of Melancholy by Robert Burton frontispiece 1638 edition.jpg
Frontespizio dell'edizione del 1638
Autore Robert Burton
1ª ed. originale 1621
Genere saggio
Lingua originale inglese

L'anatomia della malinconia (titolo originale completo: The Anatomy of Melancholy, What it is: With all the Kinds, Causes, Symptomes, Prognostickes, and Several Cures of it. In Three Maine Partitions with their several Sections, Members, and Subsections. Philosophically, Historically, Opened and Cut up.) è un'opera di Democritus junior, pseudonimo di Robert Burton, pubblicata nel 1621.

Argomento[modifica | modifica sorgente]

Nel linguaggio comune la malinconia (o melanconia) era sinonimo di tristezza, alterazione del senso dell'umore. Burton considera invece la malinconia una patologia, una malattia della mente, e ne descrive le cause e i sintomi, la prognosi e le possibili terapie proposte nel corso dei secoli. Sebbene da questa descrizione il testo di Burton possa apparire come un testo rinascimentale di medicina, in realtà è un'opera letteraria di pertinenza filosofica, più che scientifica. La malinconia, per Burton, è infatti una manifestazione alla quale è possibile ricondurre qualsiasi altro sentimento, qualsiasi pensiero umano.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'opera è suddivisa in un prologo e tre parti:

  • nel lunghissimo prologo, in prosa e in versi, Burton spiega la scelta dell'argomento e giustifica il suo sistema di esposizione;
  • nella prima e nella seconda parte viene trattata la melanconia in generale;
  • nella terza ed ultima parte la melanconia amorosa e quella religiosa.

Stile[modifica | modifica sorgente]

L'esposizione di Burton non è lineare: sono molto frequenti le digressioni, con osservazioni curiose, aneddoti, citazioni, espresse in uno stile talora umoristico. L'opera può essere considerata una satura lanx varroniana o menippea. Burton, che in vita curò ben sei edizioni della sua opera, affermò di scrivere sulla malinconia per essere occupato ed evitare egli stesso di cadere nella malinconia.

Fortuna[modifica | modifica sorgente]

Il testo ebbe molto successo e ha ispirato numerose opere letterarie. Ammiratori dell'opera di Burton si sono professati John Ford[1], Samuel Johnson, Laurence Sterne, Charles Lamb, John Keats[2], Philip Pullman, Jorge Luis Borges[3], e Jacques Barzun[4]. L'Anatomia è giudicata tuttora, da molti critici letterari moderni, un duraturo, sebbene eccentrico, classico della letteratura[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il drammaturgo elisabettiano si ispirò all'Anatomia della malinconia per il dramma The Lover's Melancholy, Malinconia d'amanti, del 1628.
  2. ^ Keats dichiarò che L'anatomia della malinconia era il suo libro preferito, e fonte di ispirazione per il poemetto Lamia e l'Ode on Melancholy (Ode alla Melanconia).
  3. ^ Borges ha utilizzato una brano dell'Anatomia come epigrafe alla "Biblioteca di Babele"
  4. ^ Il critico letterario Jacques Barzun ha identificato nell'opera di Burton molte anticipazioni della psichiatria del XXI secolo.
  5. ^ Nick Lezard, "Classics of the Future," The Guardian, September 16, 2000.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean Starobinski (curatore), Anatomia della malinconia: introduzione, Traduzione di Giovanna Franci, Venezia: Marsilio, 1983.
  • Mauro Simonazzi, Robert Burton e l'anatomia della melanconia", in Id., La malattia inglese. La melanconia nella tradizione filosofica e medica dell'Inghilterra moderna, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 35-124.

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