L'altra sporca ultima meta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'altra sporca ultima meta
L'altra sporca ultima meta.jpg
Adam Sandler in una scena del film.
Titolo originale The Longest Yard
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2005
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, sportivo
Regia Peter Segal
Soggetto Albert S. Ruddy, Tracy Keenan Wynn (1974 sceneggiatore)
Sceneggiatura Sheldon Turner
Produttore Jack Giarraputo
Produttore esecutivo Adam Sandler, Van Toffler, David Gale, Barry Bernardi, Allen Covert, Tim Herlinhy, Albert S. Ruddy, Michael Ewing
Casa di produzione Happy Madison Productions, MTV Films, Callahan Filmworks
Distribuzione (Italia) Paramount Pictures, Columbia Pictures
Fotografia Dean Semler
Montaggio Jeff Gourson
Musiche Teddy Castellucci
Scenografia Gary Fettis
Costumi Ellen Lutter
Trucco Scott Julion, Ann Pala
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'altra sporca ultima meta (The Longest Yard) è un film del 2005 diretto da Peter Segal.

Si tratta del remake del film del 1974 diretto da Robert Aldrich, distribuito in Italia come Quella sporca ultima meta. Nella versione originale i due film hanno lo stesso titolo, The Longest Yard.

Il grande cast di supporto include James Cromwell, Nelly, William Fichtner, Terry Crews e giocatori di football americano in attività o ritirati come Michael Irvin, Bill Romanowski e Brian Bosworth. Nella pellicola compaiono anche diversi lottatori di wrestling, tra i quali Stone Cold Steve Austin, Goldberg, Kevin Nash, Bob Sapp e The Great Khali. Il film è stato inizialmente distribuito dalla Paramount Pictures e poi dalla Columbia Pictures a livello internazionale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'ex-campione di football americano Paul Crewe è in piena crisi auto-lesionista per aver truccato una partita della propria squadra in cambio di denaro. In una brusca litigata con la sua ragazza, Lena, Paul la rinchiude in un armadio e, dopo essersi ubriacato, ruba la sua macchina, una Bentley Continental GT, e si lancia in una folle corsa. Solo dopo aver distrutto completamente l'auto e non essersi fermato a diversi posti di blocco, viene arrestato per furto d'auto e guida in stato di ebbrezza, e condannato a tre anni nel penitenziario federale di Allenville in Texas.

Il direttore del carcere, Warden Hazen, gli chiede di formare e capitanare una squadra di detenuti per un match contro la squadra semi-professionistica delle guardie di sorveglianza. Inizialmente rifiuta, ma sotto la minaccia di un aumento di pena di cinque anni grazie a una falsa accusa per aver attaccato il capitano Knauer, decide di accettare, sebbene lo stesso capitano gli avesse intimato di rifiutare. A causa delle molteplici realtà presenti all'interno del carcere, Paul si trova in difficoltà nel creare un gruppo che possa competere con le guardie; inoltre la preparazione atletica dei secondini è assolutamente migliore, in quanto si allenano da tempo con regolarità, mantenendo un'ottima forma (utilizzando anche steroidi), mentre i detenuti sono ribelli ed individualisti.

Grazie all'aiuto del vicino di cella Che-Ti-Serve, il "fornitore" di tutta la prigione, Paul comincia a formare la propria squadra di detenuti. Il gruppo, mal organizzato, viene notato da un altro prigioniero, l'ex stella di football Nate Scarborough, che decide di aiutare Paul a comporre e allenare la squadra.

Crewe, Nate e Che-Ti-Serve cercano i componenti più idonei consultando clandestinamente il database del carcere: a ogni prigioniero vengono attribuite delle stelle, per un massimo di cinque, a seconda di quanto sono inclini alla violenza. Per cui cercano proprio i detenuti che abbiano il maggior punteggio: il linebacker Battle, il fullback Turley, e alla difesa Torres. Ma dopo aver realizzato la squadra, Crewe si rende conto di aver bisogno di più giocatori. Che-Ti-Serve suggerisce che alla squadra manca "del colore" in attacco per poter contare su una linea rapida con cui poter andare in touchdown. Paul e gli altri si avvicinano all'area dei detenuti di colore per chiedere chi volesse unirsi alla squadra, ma Deacon Moss, la voce del gruppo, dice che nessuno di loro avrebbe giocato nella sua squadra a causa della sua reputazione di truccatore di partite. Così Crewe, per acquistare la loro fiducia, sfida Deacon ad una partita di basket uno contro uno, a patto che se avesse vinto gli uomini si sarebbero uniti al team. Dopo aver giocato la partita, in cui ognuno chiamava i falli propri, Crewe viene battuto slealmente, ma, nonostante la sconfitta, Earl Megget è colpito dalla capacità di incasso di Crewe e si unisce alla squadra. Megget diventa il running back della squadra, impressionando Crewe per la sua velocità.

Uno dei detenuti, Unger, tiene aggiornati il capitano Knauer e la squadra delle guardie sui progressi dei detenuti: Crewe e Megget sono le uniche vere minacce, per cui Knauer dà l'ordine alle guardie di fermare Megget, cercando un pretesto per rinchiuderlo in isolamento. Tre guardie, Denham, Garner, e Engleheart cercano, invano, di provocare Megget utilizzando insulti razzisti e facendogli raccogliere libri che fanno cadere a terra più volte. Testimone di questo, Moss, cambiando idea riguardo alla proposta di Paul, insieme a Cheeseburger Eddy e il resto dei detenuti neri, accetta di unirsi alla squadra di football. Hazen e le guardie cercano di ostacolare la squadra di Crewe. Che-Ti-Serve suggerisce di giocare sporco anche loro, come avevano fatto le guardie, e ad agire più da criminali: scambiano gli steroidi anabolizzanti di Engleheart con pillole di estrogeni, esaminano i raggi X delle guardie che hanno subito delle fratture e ottengono i nastri delle partite della squadra delle guardie della stagione passata, grazie all'anziana segretaria di Hazen, Lynette, che si lascia corrompere da Crewe in cambio di giochetti sessuali con lei. Vengono però spiati dal detenuto Unger mentre guardavano i filmati, il quale lo riferisce alle guardie Garner, Engleheart, Olanda e Lambert, i quali lo costringono a trovare una soluzione per abbassare il morale dei detenuti: Unger mette una bomba nella cella di Crewe, ma uccide Che-Ti-Serve, che si trovava lì per caso.

Il giorno della partita, i detenuti ricevono l'ultimo regalo che aveva preparato Che-Ti-Serve prima dell'incidente: una divisa nera e rossa con scritto il nome di Mean Machine. All'inizio del primo tempo i detenuti subiscono due mete, a causa della rabbia che provano nei confronti delle guardie: nei placcaggi, alcune volte scorretti, i Mean Machine trovano una sorta di vendetta per i soprusi subiti in carcere. Ma, superate le difficoltà iniziali, Crewe riesce a far ritrovare lo spirito giusto, capendo che se avessero vinto avrebbero avuto una grande soddisfazione che nessuno avrebbe dimenticato. Durante la partita l'arbitro è anche corrotto, e Crewe, dopo aver colpito più volte l'arbitro in mezzo alle gambe, lo costringe ad arbitrare giustamente. Il primo tempo si chiude con punteggio pari. Hazen, arrabbiato per l'andamento dell'incontro, minaccia Crewe: se non avesse perso la partita, sarebbe stato incastrato per l'omicidio di Che-Ti-Serve, aumentando così la pena di almeno altri 25 anni di carcere. Impaurito, Crewe acconsente alla minaccia di Hazen, a patto che la squadra dei secondini sia leale nel gioco. Dopo che le guardie vanno in vantaggio di due touchdown, cominciano a infliggere punizioni sui detenuti, mentre Crewe finge un infortunio per lasciare il campo. Solo dopo che viene segnata la terza meta, Crewe torna in campo, ma gli altri detenuti, intuendo che la perdita di punti fosse causa sua, lo abbandonano, lasciandolo scoperto nella fase di attacco per ben due riprese.

Alla terza, deciso a dimostrare di voler vincere, dà il via ad un'azione con cui da solo, dopo aver perso il casco, ottiene il primo down guadagnando terreno: Crewe ammette il sabotaggio nella NFL e confida la minaccia di Hazen, chiedendo così il loro perdono. Uniti ancora una volta come una squadra, segnano due touchdowns portandosi sul 35-28 per i secondini, ma Megget, durante la corsa in meta, subisce un infortunio al ginocchio. Scarborough lo sostituisce e segna una meta usando una strategia di gioco chiamato Fumblerooski. Decidono di andare per la vittoria giocando alla mano, usando uno schema mai provato: la linea di attacco finge di essere confusa, mentre Crewe e il Coach iniziano a discutere per ingannare le guardie. Moss fa uno snap e la passa a Crewe, che, spostandosi lungo la fascia laterale destra, segna la meta vincente. Knauer, con un ritrovato rispetto per Crewe, gli fa sapere che avrebbe testimoniato a suo favore sul fatto che non aveva niente a che fare con la morte di Che-Ti-Serve.

Hazen redarguisce Knauer per aver perso una partita truccata e, mentre lo rimprovera, vede Crewe dirigersi verso l'uscita insieme con i tifosi. Recuperato un fucile da un cecchino, lo consegna a Knauer ordinando di sparare a Crewe per aver tentato di fuggire. Knauer esita a causa delle numerose persone vicino a Crewe e cerca invano di chiamarlo per evitare una tragedia, quando si accorge che l'obbiettivo di Crewe era semplicemente recuperare la palla della vittoria. Knauer con rabbia consegna il fucile a Hazen, mentre Crewe dà la palla ad Hazen, dicendogli di metterlo nello scaffale dei trofei.

Knauer prima di tornare negli spogliatoi rassicura Crewe, dicendogli che testimonierà a suo favore nel processo per l'omicidio di Che ti serve, per la quale il direttore Hazen avrebbe voluto incastrarlo.

Nella scena finale Moss e Battle versano il contenitore del Gatorade su Hazen, simulando un tipico comportamento delle partite di football; Hazen grida con rabbia che riceveranno una settimana di isolamento e la risposta che riceve è un sentito "Chi se ne frega!".

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto, durante l'edizione dei Razzie Awards 2005, una nomination per il Peggior attore non protagonista per Burt Reynolds.

Slogan promozionali[modifica | modifica wikitesto]

  • «Una rivincita attesa 30 anni.»

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Errtime
  2. Shorty Bounce
  3. Bounce Like This
  4. Let 'Em Fight
  5. Stomp
  6. So Fly
  7. U Should Know
  8. Whip Yo Ass
  9. Talking That Talk
  10. Datz on My Mama
  11. Infiltrate
  12. My Ballz
  13. Fly Away
  14. Give it Up
  15. Here comes the boom
  16. Thunderstruck
  17. If you want blood (you've got it)
  18. Have you ever seen the rain
  19. Spirit in the Sky

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film del 1974 il ruolo del protagonista Paul Crewe è stato impersonato da Burt Reynolds, che qui ricopre invece il ruolo del coach Nate Scarborough.
  • Alcuni brani della colonna sonora sono stati composti da Nelly, che nel film interpreta Megget, protagonista della squadra dei detenuti.
  • Per riuscire a realizzare le riprese dell'intera partita di football tra le guardie ed i detenuti ci sono volute quattro settimane, date le scarse doti atletiche di alcuni degli attori.
  • Durante la scena in cui Paul Crewe sfida Moss a basket appaiono in un cameo i membri dei D12, la famosissima crew di Eminem. Possiamo infatti notare Bizzarre (vero nome Rufus Johnson), Kuniva (vero nome Von Carlisle), Swift (vero nome Ondre Moore), Big Proof (vero nome DeShaun Dupree Holton) e Kon Artis (vero nome Denaun Porter): in questa scena Swift dice a Paul "Ehi guardate! C'è la controfigura di Eminem!".
  • Il team e le maglie dei detenuti sono ispirate al film britannico Mean Machine del 2001; anche in questo film ha luogo una partita (ma di calcio) tra galeotti e secondini.
  • Quando Paul Crewe va a parlare col direttore al campo da golf, uno dei suoi amici gli chiede di fargli una foto assieme a Crewe, e mentre gli dà la macchina fotografica dice che il flash è già pronto perché vuole una bella foto; allo scatto, però, la macchina non fa il flash.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) L'altra sporca ultima meta in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema