L'allegro fantasma

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L'allegro fantasma
Allegrofantasma 3.jpg
Totò e il Trio Primavera
Titolo originale Totò allegro fantasma
Paese di produzione Italia
Anno 1941
Durata 65 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Amleto Palermi
Soggetto Carlo Ludovico Bragaglia, Ettore Maria Margadonna, Amleto Palermi
Sceneggiatura Carlo Ludovico Bragaglia
Produttore Capitani-Fono Roma
Fotografia Vincenzo Seratrice
Montaggio Giacinto Solito
Musiche Dan Caslar diretta da Alberto Paoletti
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi

L'allegro fantasma è un film del 1941, diretto da Amleto Palermi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il nobile Pantaleo di Santa Paola è defunto da poco ma nel preambolo al suo testamento si legge una sua confessione nella quale dichiara di avere avuto in gioventù una relazione con una cavallerizza di circo dalla quale nacquero due figli gemelli. La rivelazione sconvolge non poco i numerosi parenti: le sorelle nubili di mezza età Giovanna e Lia, lo scorbutico cugino vedovo Temistocle, le figlie adolescenti di quest'ultimo, Rosa, Lilli e Titti, e l'irascibile cugino Asdrubale, con fama di spericolato cacciatore di leoni. Rosa, Lilli e Titti riescono per caso fortuito a trovare Nicolino, uno dei gemelli, e lo scambiano per il loro musicista preferito, Alberto di Torrefiorita, che è in effetti il secondo figlio di Pantaleo e della circense. La ricerca proseguirà con altre esilaranti avventure che vedranno avvicendarsi la figura di Totò in diversi fantasmagorici personaggi (si scoprirà che c'è anche un terzo gemello, che sbarca il lunario travestendosi da leone per un circo), attorniati da una famiglia che vuole minare la loro incolumità per riscuotere il denaro lasciato da Pantaleo. Alla fine l'entità dell'asse ereditario sarà sufficiente per accontentare i tre gemelli e tutti gli altri parenti. Il "fantasma" a cui si fa riferimento nel titolo sarebbe Pantaleo stesso, che si manifesterebbe alle sorelle spostando mobili e oggetti vari, soprattutto il suo enorme ritratto; in realtà però si tratta di un trucco escogitato dal maggiordomo per spaventare le attempate signorine.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film è il quarto di Totò e rappresenta una vera e propria chicca per gli amanti del genere. I limiti, abbastanza evidenti, del soggetto e della sceneggiatura sono compensati dalla presenza della figura-marionetta del comico napoletano, scatenato nella commedia degli equivoci che lo porta a interpretare ben tre parti diverse, nei dialoghi serrati di straordinaria comicità (soprattutto i battibecchi con il terribile "cugino Asdrubale"), e notevole anche come cantante nell'interpretazione delle canzoni da lui scritte, "Margherita, Margherita" e "Girotondo". L'azione è inoltre scandita dai leziosi (e molto datati per il gusto di oggi) intermezzi canori del Trio Primavera, un terzetto di giovanissime che godeva di una certa notorietà all'epoca.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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