L'Omino Bufo

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L'Omino Bufo è una striscia a fumetti ideata e disegnata da Alfredo Castelli a partire dal 1972; originariamente pubblicata per caso sul Corriere dei Ragazzi (in un'intervista Castelli racconta che era necessario "colmare uno spazio rimasto vuoto per un errore tecnico"[1]), guadagna assai presto il favore dei lettori e continua così a comparire in modo volutamente discontinuo e su testate diverse, anche dopo la chiusura del settimanale (avvenuta nel 1976).

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Per sua stessa ammissione Castelli non è un buon disegnatore, per cui il fumetto si presenta sin dal tratto come una parodia del mezzo d'espressione utilizzato: disegno infantile e sgangherato, lettering scomposto, vignette accatastate e imprecise. L'andamento metanarrativo è poi accentuato dalla struttura ricorrente della striscia: nelle prime vignette viene introdotto figurativamente un gioco di parole decisamente discutibile, nell'ultima c'è lo svelamento nonsense e una sdrammatizzante esplosione di commenti in stile "che bufo! che bufo!" (tormentone); spesso personaggi al di fuori della storia o complementari ad essa passeggiano liberamente per le vignette commentandole o anticipandone gli esiti. L'uso della lingua è tra il paradossale e lo sgrammaticato, tuttavia regolato da una stabile sintassi dell'errore (cfr. Eta Beta); l'aggettivo "bufo" viene applicato a pressoché qualunque cosa, fino a configurare una sorta di totalizzante universo "bufo" dove tutto risponde a delle logiche incongruenti e parossistiche.

Secondo la definizione classica, L'Omino Bufo rientrerebbe nella categoria del fumetto d'autore - essendone Alfredo Castelli sia sceneggiatore che disegnatore. Tuttavia, da un lato il "titolare" della serie è un immaginario "pittore di santini", più volte menzionato all'interno del fumetto (ulteriore sottolivello di finzione parodistica); dall'altra gli stessi lettori, sulla scorta dell'entusiasmo e del feedback partecipativo, sono diventati nel corso degli anni la fonte primaria dei testi delle strisce (che risultano dunque co-firmate con il loro nome e cognome).

Dagli anni Novanta strisce de "L'omino Bufo" si trovano anche prima della rubrica della posta dei lettori nei fumetti di Cattivik; in queste pubblicazioni spesso le strisce "d'autore" sono affiancate da altre prodotte dagli stessi lettori.

L'Omino Bufo oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 la casa editrice Coniglio Editore ha pubblicato una monografia sui 33 anni de L'Omino Bufo; nello stesso anno gli è stata dedicata una mostra all'interno della rassegna del fumetto Lucca Comics.

Note e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Castelli e presentazione della monografia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]