L'Europeo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'Europeo
Stato Italia Italia
Lingua Italiano
Periodicità mensile
Genere attualità
Fondazione 4 novembre 1945
Sede Milano
Editore Rcs MediaGroup
Direttore Daniele Protti
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea allegato al Corriere della Sera il 1° del mese con supplemento di prezzo
Edizione digitale sommario, presentazione del direttore e articolo prestabilito del numero attuale
Sito web http://www.corriere.it/iniziative/europeo
 

L'Europeo è stato un settimanale italiano d'attualità, pubblicato dal 1945 al 1995.

È tornato in stampa dal 2001, sotto la direzione di Daniele Protti, prima in forma trimestrale (fino al 2002), poi come bimestrale (20032007) e infine come mensile (dal 2008); attualmente ripropone gli articoli del proprio archivio, contestualizzandoli e legandoli ai fatti recenti.

Indice

Storia [modifica]

Fondato da Gianni Mazzocchi e Arrigo Benedetti, il primo numero del settimanale esce il 4 novembre 1945 con un editoriale di Bertrand Russell e una presentazione del direttore-fondatore Arrigo Benedetti[1].

Il primo direttore fu Arrigo Benedetti; caporedattore Emilio Radius. La foliazione fu inizialmente di otto pagine. Il formato lenzuolo consentì innovative soluzioni grafiche e un'impaginazione creativa e mobile. Dopo il successo riscontrato dalle vendite, entro il primo anno la foliazione raggiunse le sedici pagine.

Nel luglio 1950 L'Europeo pubblicò un'inchiesta sulla morte di Salvatore Giuliano firmata da Tommaso Besozzi. Il pezzo, con il famoso titolo "Di sicuro c'è solo che è morto", lanciò definitivamente il settimanale nel panorama della stampa italiana. Arrigo Benedetti portò nella redazione giornalisti e scrittori come Manlio Cancogni, Camilla Cederna, Oriana Fallaci e Ugo Stille (corrispondente da New York). Nel 1951 il periodico adottò il formato a rotocalco, tipico dell'epoca.

Nel 1953 la testata fu acquistata da Angelo Rizzoli e da Giorgio De Fonseca. Dopo un anno Arrigo Benedetti si dimise da direttore. Il suo successore fu Michele Serra; il successore di Serra fu Giorgio Fattori. Fu quest'ultimo a chiamare al giornale alcune firme destinate a diventare famose, come Tommaso Giglio, Gianni Roghi, Lietta Tornabuoni, Giorgio Bocca e Gianluigi Melega.

Un altro periodo d'oro del periodico coincise con la direzione di Tommaso Giglio (1966-76), durante la quale "L'Europeo" toccò anche le 230.000 copie alla settimana. Scrissero per l'Europeo i più importanti giornalisti italiani.

Nella seconda metà degli anni ottanta cominciò a perdere lettori. La rivista cessò le pubblicazioni nel marzo 1995. Il marchio è rimasto di proprietà di Rcs MediaGroup che lo ristampa dal 2001 con diversa periodicità.

Direttori [modifica]

La fine di una direzione non coincide con l'inizio della successiva perché da un numero all'altro passano sette giorni.

Firme [modifica]

Tra le celebri firme del settimanale si ricordano[2]:

Fotografi [modifica]

Tra i fotografi:

Note [modifica]

  1. ^ Info. leuropeo.com. URL consultato in data 02-05-2010.
  2. ^ Le firme. leuropeo.com. URL consultato in data 02-05-2010.
  3. ^ Svelò le vere cause della morte del bandito Salvatore Giuliano.

Bibliografia [modifica]

  • Giornalismo italiano. Volume Terzo. Mondadori, 2009. Collana «I Meridiani».

Collegamenti esterni [modifica]