L'Europa riconosciuta

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L'Europa riconosciuta
Lingua originale italiano
Musica Antonio Salieri
Libretto Mattia Verazi
Atti due
Epoca di composizione 1778
Prima rappr. 3 agosto 1778
Teatro Milano, Teatro alla Scala
Personaggi
  • Semele, principessa, innamorata di Isseo (soprano)
  • Isseo, giovane guerriero (castrato soprano)
  • Europa, regina di Tiro (soprano)
  • Egisto, innamorato di Semele (tenore)
  • Asterio, re di Creta, marito di Europa (castrato soprano)
  • Un piccolo fanciullo, figlio d'Asterio e di Europa
  • Cori di donzelle cretensi al seguito d'Europa, Grandi del regno di Fenicia, Maggiori duci dell'esercito fenicio, Soldati fenici, Sacerdoti di Nemesi, Guerrieri Cretensi
  • Cavalleria fenicia, Guardie reali fenicie, Soldati fenici, Soldati cretensi, Paggi fenici, Palafrenieri fenici, Schiavi dell'isola di Cipro

L'Europa riconosciuta è un'opera lirica in due atti musicata dal compositore italiano Antonio Salieri su libretto di Mattia Verazi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne rappresentata per la prima volta in occasione dell'inaugurazione del Teatro alla Scala di Milano il 3 agosto 1778.

Quando la compose, Salieri aveva ventotto anni. Il suo debutto quale compositore alla corte viennese dell'impero asburgico risaliva a otto anni prima. Nonostante la presunta (ma molto dubbia) rivalità con Mozart, avrebbe lasciato un repertorio operistico di tutto riguardo.

L'Europa riconosciuta è sicuramente la prima prova matura di Salieri anche se in certi passaggi risente dell'appesantimento dovuto al fatto di essere un'«opera di circostanza» (la circostanza, appunto, dell'inaugurazione della Scala). Recuperata - dopo un lungo oblio - il 7 dicembre 2004 per l'apertura della stagione lirica scaligera nel rinnovato teatro milanese, va annoverata nel genere serio, sebbene non nel senso metastasiano del termine, naturalmente sotto l'aspetto della poetica puramente intesa e secondo i canoni ancora in auge nel XVIII secolo. Lo stesso tema dell'agnizione (cioè del riconoscimento, in questo caso di Europa, che protagonista nell'economia dell'opera in realtà non è) è trattato in modo inconsueto, se non improprio, poiché avviene attraverso una autodelazione.

Intanto, è da notare subito come la distribuzione dei ruoli si accentri nettamente su voci bianche con registro da soprano (quattro su cinque personaggi). Le coppie sul palco in realtà sono due - Semele ed Isseo (ruolo quest'ultimo creato da un soprano castrato) ed Europa e Asterio (anch'esso destinato a un soprano castrato); l'unica figura in scena non attribuita ad una voce bianca è quella di Egisto, che impersona il cattivo della situazione o, se si preferisce, il terzo incomodo nella vicenda (ma in questo caso, come si vedrà più avanti, si dovrebbe parlare del quinto incomodo).

La presenza contemporanea e massiccia di soprani lascia presagire fin dalle prime battute susseguenti l'ariosa sinfonia di apertura ed il recitativo iniziale l'abbondanza (e l'inevitabile occasione anche) per la serie senza soluzione di continuità di vocalizzi e gorgheggi che seguirà, e che la mano ispirata di Salieri - drammaturgicamente carica di tensione ma leggera al tempo stesso - non poteva evidentemente lasciarsi scappare.

È stata ritrovata la partitura del Ballo originale, parte integrante dell'opera Europa riconosciuta considerato perso e non eseguito nella rappresentazione per la riapertura del Teatro alla Scala, al posto del quale sono stati danzati alcuni balli di Salieri provenienti da un'opera di genere buffo, Don Chisciotte alle nozze di Gamace. Il Ballo primo di Europa riconosciuta, diversamente da quanto accadeva di norma in Italia, fu composto dallo stesso autore dell'opera Antonio Salieri. È stato pubblicato un articolo in lingua inglese nella Rivista di studi musicologici «Recercare» (Elena Biggi Parodi, Preliminary observations on the Ballo Primo of Europa Riconosciuta by Antonio Salieri: Milan, The Scala Theatre, 1778) in cui sono fornite le prove di questa identificazione: tra esse alcune indicazioni di pugno di Salieri che dimostrano come Salieri lo intendesse riutilizzare molti anni più tardi a Parigi.

La trama del Ballo racconta un combattimento con le fiere. Questo si rende necessario per adempiere al voto contratto negli antefatti dell'opera, di sacrificare il primo straniero approdato sull'isola, tematica che precede quella più celebre di Idomeneo di Mozart.

Per sciogliere questo voto il prode Pafio si offre di combattere da solo nell'arena per salvare i propri compagni. Mentre questi si reca ad affrontare da solo un feroce leone si slancia in suo aiuto Mirra, sua fedele compagna. Alla vista di questo eroico comportamento il popolo si solleva e li salva. Per questo motivo all'inizio del secondo atto si rende ancora necessario il sacrificio di Asterio (altro straniero approdato sull'isola), particolare incomprensibile dell'opera se non viene rappresentato il ballo.

Il ballo, costituito da sette splendide danze per orchestra, rende evidente la capacità di Salieri di "creare" con la musica il dramma e costituisce un fenomeno artistico di particolare importanza collocandosi dopo il Ballo di Gluck Don Juan e immediatamente dopo il soggiorno milanese di Noverre tra il luglio 1774 e la fine del febbraio del 1776, attestando un momento significativo di trasformazione di questo genere, da puro divertimento coreutico a ballo pantomimico, secondo le più moderne tendenze, interessate ad esprimere la verità dei sentimenti.

La riscoperta del Ballo primo di Europa Riconosciuta è di rilevante interesse anche perché il suo coreografo (protagonista nei panni di Pafio) fu Claudio Legrand, che tre anni più tardi, a Monaco di Baviera, realizzò le danze per Idomeneo di Mozart, nelle quali poté avvalersi della precedente esperienza milanese.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

(in ordine di importanza, secondo il libretto originale)

  • Semele (nipote di Agenore - soprano)
  • Isseo (principe del regio sangue fenicio; prima destinato sposo d'Europa; indi scelto per consorte da Semele - soprano)
  • Europa (figlia d'Agenore monarca di Tiro - soprano)
  • Egisto (nobile d'una delle suddite province del regno di Fenicia - tenore)
  • Asterio (re di Creta, consorte d'Europa - soprano)

Altri personaggi:

  • Un piccolo fanciullo - che non parla - figlio d'Asterio, e d'Europa
  • Cori di donzelle cretensi al seguito d'Europa, Grandi del regno di Fenicia, Maggiori duci dell'esercito fenicio, Soldati fenici, Sacerdoti di Nemesi, Guerrieri Cretensi.
  • Comparse: Cavalleria fenicia, Guardie reali fenicie, Soldati fenici, Soldati cretensi, Paggi fenici, Palafrenieri fenici, Schiavi dell'isola di Cipro.

Personaggi e interpreti della prima rappresentazione (Teatro alla Scala di Milano, 3 agosto 1778):

  • Europa: Maria Balducci (soprano)
  • Asterio: Gaspare Pacchiarotti (soprano castrato)
  • Semele: Francesca Danzi (soprano)
  • Isseo: Giovanni Rubinelli (soprano castrato)
  • Egisto: Antonio Prati (tenore)

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si finge nella città di Tiro, capitale della Fenicia, e nelle sue vicinanze. L'opera si apre con una vivace sinfonia che rappresenta una scena di temporale ed intende illustrare musicalmente l'antefatto che ha dato origine alla vicenda.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Europa, principessa di Tiro, promessa sposa al principe Isseo, è rapita e fatta sua sposa dal re di Creta Asterio. Il re di Tiro e padre di Europa, Agenore, dispone invano una ricerca della giovane da parte degli altri figli e, quando si convince che questi sono dispersi, decide di cedere il trono alla nipote Semele stabilendo però che vada sposa a colui il quale, per vendicare il rapimento di Europa, uccida il primo straniero che approdi a Tiro. Quando Asterio apprende della morte dell'anziano sovrano decide di recarsi da Creta a Tiro per insediare la sua sposa Europa sul trono che fu di Agenore.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

La scena si apre su una spiaggia deserta. Asterio, Europa e il loro figlioletto sono appena scampati ad un rovinoso naufragio quando vengono assaliti, fatti prigionieri e condotti alla reggia di Tiro da Egisto (nobile del regno di Fenicia, anch'egli aspirante al trono di Agenore).

In un magnifico padiglione Semele intende far conoscere il nome dello sposo prescelto, che sarà il nuovo re. È innamorata di Isseo, che è appena tornato vittorioso da una spedizione contro i ribelli ciprioti, ed Egisto - vedendo sfumare il suo progetto - progetta di sfidare in campo aperto il rivale. Isseo, però, confessa dal canto suo a Semele di essere ancora innamorato di Europa e di non sentirsi preparato a legare nuovamente il suo cuore.

Nel frattempo, nella stanza del Supremo Consiglio, i grandi del regno invocano gli dèi. Egisto ricorda a Semele il decreto di Agenore e chiede che venga versato il sangue dello straniero fatto prigioniero dopo essere naufragato sulle spiagge di Tiro.

Asterio viene quindi condotto in catene alla presenza di Semele ma tuttavia si rifiuta di rispondere ad ogni domanda. Differentemente da lui, Europa si fa riconoscere come l'antica principessa di Tiro e la legittima pretendente al trono. Ancora una volta, Egisto vede svanire le sue speranze mentre Isseo è profondamente turbato dalla ricomparsa della donna di cui è ancora innamorato. Semele, sconcertata, è preda della gelosia e dell'ira.

L'atto si conclude su una serie di musiche cosiddette ballabili.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

L'atto II - maggiormente articolato rispetto al primo - è ambientato in quattro differenti scenari e si apre nell'antro di un oscuro carcere: mentre si attende la pronuncia del Supremo Consiglio, Europa reprime al cospetto di Isseo i suoi antichi sentimenti dichiarando di essere intenzionata a restare fedele ai doveri di moglie e madre lasciando il trono a Semele in cambio della vita del marito Asterio e del loro figlioletto.

In una elegante sala della reggia intanto Semele, ancora in preda alla massima gelosia, comunica ad Isseo la decisione del Supremo Consiglio di giustiziare Asterio e imprigionare Europa. Quando Isseo dice a Semele che quest'ultima ha deciso di rinunciare al trono, la giovane lo prega di correre a far sospendere l’esecuzione. Rinchiuso nel tempio della vendetta, di fronte al sepolcro del vecchio sovrano Agenore, Asterio è pronto al sacrificio. Sopraggiunge Egisto con Europa: con fare torbido le offre la libertà in cambio della fuga con lui; sdegnata, Europa rifiuta, rifugiandosi fra le braccia del consorte.

La situazione sembra precipitare quando si ode in lontananza l'arrivo dei soldati cretesi scampati al naufragio ed accorsi assieme ad Isseo a difendere il loro sovrano. Nel vasto cortile antistante la sala viene ingaggiata una lotta furibonda: i soldati al comando di Egisto vengono messi in fuga e il perfido rivale viene affrontato dallo stesso Isseo che, dopo un aspro combattimento, lo uccide. Mentre il popolo di Tiro acclama Europa erede legittima del trono sopraggiunge Semele che viene prontamente messa al corrente delle decisioni di Europa e tranquillizzata dallo stesso Isseo.

La sontuosa scena finale - ambientata, e non poteva essere diversamente, nella sala del trono - è salutata dal suono di strumenti militari e dalle acclamazioni della popolazione: Europa unisce le mani di Semele ed Isseo, benedicendo la loro unione e la loro salita al trono di Tiro.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recording of Europa riconosciuta by Antonio Salieri, operadis-opera-discography.org.uk. URL consultato il 21 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Mellace, Europa riconosciuta in Piero Gelli (a cura di), Dizionario dell'opera, Milano, Baldini&Castoldi, 1996, ISBN 88-8089-177-4. URL consultato il 21 marzo 2014.
  • (EN) John A. Rice, Europa riconosciuta in Stanley Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, Volume Two, Oxford University Press, 2004, ISBN 978-0-19-522186-2.

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