L'Eternauta

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L'Eternauta
fumetto
Titolo orig. El Eternauta
Lingua orig. spagnolo
Paese Argentina
Autore Héctor Oesterheld
Disegni Francisco Solano López
Editore Editorial Frontera
1ª edizione 4 settembre 1957 – 9 settembre 1959
Collanaed. Hora Cero Semanal
Editori it.
1ª edizione it. 1977
Collanaed. it. Lanciostory
Genere fantascienza
L'autore della sceneggiatura, Héctor Oesterheld
Il disegnatore, Francisco Solano López, nel 2007

L'Eternauta (El Eternauta) è un fumetto di fantascienza sceneggiato da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López. È stato pubblicato per la prima volta in Argentina tra il 1957 ed il 1959 sul periodico Hora Cero Semanal. In Italia è stato pubblicato nel 1977 sul settimanale Lanciostory e successivamente in una rivista omonima. Negli anni novanta viene ristampato a Roma dalla casa editrice Eura in 3 volumi cartonati della collana Eurocomix (numeri 55-56-57) e nei primi tre volumi in brossura Fantacomix Day. In seguito, per lungo tempo non è stato possibile ristampare questo capolavoro per problemi sui diritti: solo nel 2011 la casa editrice 001 edizioni ha ristampato il capolavoro argentino nella versione originale integrale in volume unico, con nuova traduzione e adattamento editoriale originale.

La trama è spesso considerata una sorta di anticipazione della tragica realtà che l'Argentina avrebbe in seguito conosciuto: il dramma dei desaparecidos, della dittatura militare argentina (il cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale) e persino lo stadio. Gli autori avevano certo intuito il clima politico che permeava il loro paese. Lo stesso Oesterheld scomparve nel 1977, vittima della dittatura assieme alle sue quattro figlie.

Trama della prima serie[modifica | modifica sorgente]

Khruner

La storia inizia con la materializzazione di un uomo sulla sedia di fronte alla scrivania di uno scrittore di fumetti di Buenos Aires: è una notte di un giorno imprecisato della seconda metà del XX secolo (alcuni poster nella stanza dello scrittore, sembrano indicare l'epoca degli anni delle prime missioni spaziali). L'ospite si presenta come Khruner, ossia "il vagabondo dell'infinito" (nella versione originale Juan Salvo, nell'edizione italiana Juan Galvez) che spiega di essere "l'eternauta", un pellegrino dei secoli che vaga alla ricerca della sua epoca e del suo mondo perduti (sempre Buenos Aires e sempre un periodo imprecisato della seconda metà del XX secolo ma questo secondo dato verrà comunicato allo scrittore dall'"eternauta" solo dopo avergli raccontato la propria storia per tutta la notte).

La nevicata

Tutto inizia con una misteriosa "nevicata". Con il passare delle ore si scopre (dopo aver visto degli aerei militari venir distrutti in cielo da uno strano fascio di luce e aver assistito alla discesa dal cielo di numerosi globi luminosi) che questa "neve", che ha decimato gli abitanti di Buenos Aires, non è altro che un'arma aliena. I sopravvissuti al primo attacco (la "nevicata") si organizzano con tute e respiratori fabbricati artigianalmente per poter uscire dalle abitazioni. Infatti la "neve" uccide istantaneamente solo per contatto diretto nel suo stato "solido", e dunque non è necessaria nessuna stanza di decontaminazione e le tute sono semplici impermeabili che coprono tutto il corpo e i respiratori semplici filtri dell'aria.

Lo stadio

All'esterno ci sono anche altri sopravvissuti. I militari li stanno organizzando alla difesa contro gli invasori in quanto è oramai chiaro che l'umanità deve combattere contro un'invasione aliena. Per prima cosa si decide di raggruppare tutti i sopravvissuti nello stadio di calcio monumentale del River Plate. Dopo vari attacchi (sia durante il tragitto per arrivare allo stadio, sia dentro lo stadio) di insetti-robot (che siano telecomandati lo si intuisce dalla presenza sulle loro nuche di un particolare apparecchio) in qualche caso armati di micidiali "fasci di luce" e che i nostri riescono a respingere (compreso un attacco di un'astronave aliena anch'essa dotata del "fascio di luce" e che si schianta contro la facciata esterna dello stadio), si ha la consapevolezza che questi, come dice Ferri (in originale Favalli), uno dei protagonisti, non sono gli alieni invasori, ma solo l'avanguardia. Infatti la nevicata radioattiva cessa, ma prende avvio quasi una guerra di logoramento psicologico: gli assediati dello stadio incominciano ad avere allucinazioni che Khruner scopre essere provocate da una nuvola bianca artificiale posizionata dagli alieni sopra lo stadio e nascosta da molte altre nuvole artificiali nere sottostanti essa. Nuvola che Khruner stesso distrugge centrandola con un colpo di bazooka e fermando così le allucinazioni collettive.

La sortita

Khruner (l'eternauta) ed Alberto tentano una "sortita" per capire cosa preparano gli invasori. Fuori dello stadio si imbattono in "traditori" (come loro inizialmente li chiamano). Gli alieni hanno applicato sulla nuca di alcuni umani degli apparecchi (gli stessi presenti sulla nuca degli insetti-robot) per ridurli alla loro volontà e ora questi "uomini-robot" combattono a fianco degli alieni.

L'invasore

Khruner ed il suo compagno vengono sopraffatti da un "raggio paralizzante" e si ritrovano faccia a faccia con uno degli invasori: un alieno dalle sembianze umanoidi, con mani composte da tredici dita ciascuna. Vengono anche loro applicati gli apparecchi elimina-volontà, ma si scopre che il kol (così si presenta l'alieno) non li ha ridotti ad uomini-robot perché li vuole utilizzare quali cavie in un esperimento. I nostri però riescono a liberarsi e a sopraffare il kol che prendono come prigioniero.

I kol, i gurbos e loro

Il kol, morente, rivela che loro, i veri invasori, hanno innestato ai kol una ghiandola che li fa morire al manifestarsi della paura, per poterli così sottomettere ai loro voleri. Inoltre hanno sottomesso anche i gurbos, delle mostruose creature che fanno parte anch'esse dell'avanguardia dell'invasione. Khruner torna allo stadio per riferire quanto ha scoperto.

Il contrattacco

Il "maggiore", che comanda militarmente il gruppo, decide di uscire dallo stadio per attaccare gli invasori. Sembra infatti che gli invasori si siano ritirati, ma si tratta di un'imboscata. In città i militari vengono accerchiati da una muraglia di fiamme che provoca il panico nella colonna. Le fiamme erano delle allucinazioni ma così dispersi vengono decimati dagli uomini-robot prima e dai gurbos poi. Khruner, Ferri ed Alberto si ritrovano soli a fronteggiare un altro kol ed i suoi subdoli metodi.

Nel cuore dell'invasione

I tre arrivano nel quartier generale dell'invasione aliena. Il kol di turno manovra degli apparecchi che comandano i gurbos, gli uomini-robot e micidiali "fasci di luce" che distruggono gli aerei inviati in soccorso da altri difensori umani. L'unica loro possibilità è neutralizzare il congegno (una sorta di "sfera luminosa") che comanda a distanza tutto ciò. È Alberto che riesce nell'impresa, con l'ausilio di un bazooka e la battaglia cessa improvvisamente.

L'esplosione nucleare

I difensori, non più ostacolati dagli alieni, riescono a lanciare una testata nucleare che colpisce il centro di Buenos Aires. Gli alieni sembrano sconfitti e Khruner ritrova la sua famiglia, perduta all'inizio dell'avventura.

Non è finita

Ma non è finita: essi vedono che si avvicina loro un kol, apparentemente con intenzioni pacifiche. Sembra proprio così, ma improvvisamente riprende a nevicare. La nevicata radioattiva: e quindi l'invasione aliena è ricominciata.

La zona di raccolta

La radio comunica che ci sono sopravvissuti in altre parti del mondo e si stanno organizzando centri di raccolta. I nostri, indossate le tute, si dirigono verso il luogo fuori città loro indicato. Ma si tratta di un nuovo inganno. Ad accoglierli trovano dei militari che altro non sono invece che uomini-robot. Khruner e la sua famiglia vengono salvati da Ferri e gli altri amici fin qui sopravvissuti che distraendo gli uomini robot permettono al futuro eternauta di salvarsi, a scapito della loro salvezza (verranno catturati e a loro volta "robotizzati").

L'astronave

Per sfuggire alla cattura Khruner riesce a rifugiarsi nell'astronave degli alieni e, tentando di manovrarla, aziona casualmente una sorta di macchina del tempo e si ritrova al di fuori dello spazio e del tempo conosciuti. L'eternauta inizia così a girovagare per mondi paralleli (continuum) gridando nell'infinito i nomi della moglie e della figlia, senza speranza di ritrovarle. Qui finisce la sua storia allo scrittore di fumetti e si spiega l'improvvisa materializzazione di Khruner davanti al primo poche ore prima. Khruner intuirà di essere riuscito a tornare nel suo universo, correndo verso la sua casa, con Marta ed Elena ad attenderlo fuori. E lo scrittore, invece, che quello che gli ha raccontato corrisponde a ciò che poco dopo accadrà, anche dal primo fiocco della strana neve che sta per cadere: la storia si conclude quindi dal momento dove l'aveva iniziata Khruner, dalla partita a Ramino con i suoi amici che aveva iniziata in casa sua.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

L'Eternauta è stato inizialmente pubblicato sul periodico Hora Cero Suplemento Semanal a partire dal 4 settembre 1957,[1] e nel 1961 è stato ristampato in una rivista omonima. In Italia, pubblicata sul settimanale Lanciostory, la storia è stata rimontata editorialmente da Stelio Rizzo e graficamente da Ruggero Giovannini, dietro approvazione di Solano López, per essere adattata dal particolare formato orizzontale originale a quello più tipico della rivista. Infatti, in questa nuova versione, una pagina dell'edizione originale, composta da una decina di vignette, non riusciva a entrare interamente (Quelle delle prime quattro tavole orizzontali sono state ad esempio distribuite nelle prime cinque pagine della nuova edizione) e le vignette di forma tonda, con un riquadro irregolare o senza, sono opera di Giovannini. Si è anche intervenuto nel dare a qualche oggetto un aspetto più moderno (per esempio la radio così com'era stata disegnata da Solano López è diventata una a transistor) e a dare un'ambientazione più attuale alla vicenda (all'inizio della storia, ad esempio, il disegnatore dice a Khruner, quando gli chiede in che epoca si trova, di trovarsi verso la fine del XX secolo, anziché a metà di esso, mentre, riguardo ad una rivista sulla scrivania, dice che in copertina vi è la foto del lancio di un missile, invece di una di Kruschev). Nel 1979 è stata pubblicata, in maniera integrale, dall'editore Comic Art.[2] Nel 2011 l'editore italiano 001 edizioni ha riedito la versione integrale dell'opera così come pubblicata originariamente su "Hora Cero", in formato orizzontale, effettuando nuove scansioni dalle tavole originali recuperate.

Nel 1969 Oesterheld decise di riscrivere la sceneggiatura, aumentando i riferimenti politici ed enfatizzando la violenza, facendone un'aperta critica al regime dittatoriale e all'imperialismo degli Stati Uniti. Questa versione, disegnata da Alberto Breccia in un particolare stile sperimentale,[3] è stata inizialmente pubblicata nel settimanale argentino Gente y la Actualidad; in seguito è stata riproposta su varie pubblicazioni come Linus, El Globo, alteralter, Il Mago, Charlie Mensuel e Metal Hurlant.[4]

Eternauta II, pubblicato a partire dal dicembre 1975, è sempre parto di Oesterheld e Solano López; la trama è sempre più orientata alla critica politica, e Oesterheld stesso diventa un personaggio narrante nella storia. Lo sceneggiatore, che nel frattempo si era unito al movimento dei Montoneros, ha continuato a scrivere di nascosto i capitoli del fumetto fino alla sua scomparsa, avvenuta nell'aprile del 1977.[5] Nel 2012 la 001 ristampa anche questo capitolo, con il titolo L'Eternauta - il ritorno.

La saga è continuata dopo la morte di Oesterheld, con altri capitoli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dan Dare, Francisco Solano López.
  2. ^ I Classici del fumetto di Repubblica, l'Eternauta. Panini Comics, 2003. Pag. 8
  3. ^ I Classici del fumetto di Repubblica, l'Eternauta. Panini Comics, 2003. Pag. 12
  4. ^ Dan Dare, Alberto Breccia.
  5. ^ Dan Dare, Héctor Germán Oesterheld.

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