L'Eco di Bergamo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'Eco di Bergamo
Logo di L'Eco di Bergamo
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Formato berliner[1]
Fondazione 1880
Sede Viale Papa Giovanni XXIII, 118 - 24121 Bergamo
Editore Sesaab
Diffusione cartacea 54.606 (2006)
Direttore Giorgio Gandola
Vicedirettore Franco Cattaneo
ISSN 1125-4254
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia
abbonamento
multimediale
Edizione digitale Eco di Bergamo per Ipad
Sito web ecodibergamo.it
Canale TV Bergamo TV
Tablet PC su abbonamento
Ultima versione: 3.4.6. Peso: 0.8 MB
Smartphone versione mobile CSS
 

L'Eco di Bergamo è il principale quotidiano della provincia di Bergamo, fondato nel 1880. La sua proprietà è controllata in maggioranza dalla Curia di Bergamo e il giornale ha sempre tenuto una linea centrista e cattolica, vicina all'Osservatore Romano.

La sede de L'Eco di Bergamo

Cenni Storici[modifica | modifica sorgente]

Il primo numero de "L'Eco di Bergamo" venne pubblicato sabato 1 maggio 1880, furono vendute cinquemila copie; tutta la composizione del giornale venne fatta a mano, grazie ad una macchina azionata da un fattorino.
Nel 1885 il quotidiano raggiunse la media di 1.750 copie giornaliere e dieci anni più tardi arrivò a 2.800 copie Tra il 1900 e il 1901 il formato del giornale era 55,5 cm x 38,5 cm con le pagine a sei colonne.
Nel 1903 Giovanni Battista Caironi, primo direttore del giornale, scomparve e quindi gli succedette don Clienze Bortolotti, già direttore de "Il Campanone", sotto la sua direzione il quotidiano toccò le 4 mila copie.
Nel 1913 venne introdotta un'innovazione nel reparto tipografico grazie all’acquisto della macchina da stampa Eureka, in funzione fino al 25 febbraio 1949.
Nel 1916 L’Eco di Bergamo si presentò in edicola in formato tabloid 46 cm x 30 cm.
Il 19 ottobre 1925 il dottor Giovanni Pandini assunse il ruolo di direttore fino al 28 gennaio 1927, gli succedette poi Camillo Fumagalli.
Don Giuseppe Valvassori venne nominato direttore il 21 marzo 1930 e ricoprì l'incarico fino al 31 dicembre 1932. Successivamente il posto di direttore spettò a don Piermauro Valoti, quando, il 30 novembre 1938 passò a monsignor Andrea Spada.
Il 16 settembre 1939 ripresero le pubblicazioni in un formato più grande: 59,5 cm x 43,5 cm e il testo venne diviso su sette colonne che diventarono poi otto il 18 ottobre 1944 con una nuova modifica delle dimensioni del giornale: 59,5 cm x 41,5 cm.
Nel periodo compreso fra il 1943 e il 1945 il giornale riuscì a compiere un notevole passo avanti: la tiratura passò da una media di 4.500 copie a 7 mila copie.
Un’altra trasformazione si ebbe il 9 ottobre 1947: il testo venne diviso in nove colonne e iniziò ad essere acquistabile sin dal mattino; in questo periodo la tiratura media era di circa 9.200 copie giornaliere, che aumentò poi gradualmente con il tempo.
A partire da lunedì 8 dicembre 1948 il giornale smise di essere pubblicato nel pomeriggio; il 3 dicembre 1950 iniziò a essere pubblicato anche la domenica.
Il 25 settembre 1967 venne aggiunto un inserto dedicato allo sport, che trattava anche, con particolare attenzione, della squadra di calcio locale, l’Atalanta.
Nel 2004 Ettore Ongis diventò direttore direttore del quotidiano bergamasco, carica che ricopre tutt'oggi.
Il formato attuale de "L’Eco di Bergamo" è 53 cm x 39 cm, il giornale si presenta su nove colonne; non viene stampato in città ma nella stamperia C.S.Q.Spa.

Nel 2011 Giorgio Gandola assunse il ruolo di direttore.


Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Anno

Copie vendute
2013 43.134
2012 45.969
2011 49.531
2010 51.707
2009 58.836
2008 53.038
2007 54.185
2006 54.625
2005 55.342
2004 55.500
2003 56.055
2002 55.674
2001 57.112
2000 57.188
1999 55.452
1998 55.109
1997 55.759
1996 56.650

Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il nuovo «Eco» è già in edicola. URL consultato l'11 ottobre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]