Esercito del Lussemburgo

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Esercito del Lussemburgo
Lëtzebuerger Arméi
Stemma dell'esercito lussemburghese
Stemma dell'esercito lussemburghese
Descrizione generale
Attiva 1881 - oggi
Nazione Lussemburgo Lussemburgo
Alleanza NATO NATO
Servizio Force Publique
Tipo esercito
Dimensione circa 4.000 uomini
Quartier Generale Centre Militaire, Diekirch
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
Guerra di Corea
Guerra in Afghanistan
Missioni di peacekeeping UNPROFOR
IFOR
SFOR
KFOR
Anniversari 4 luglio (Journée de la Police et de l'Armée)
Sito internet www.armee.lu
Comandanti
Comandante in capo granduca Enrico di Lussemburgo
Capo di stato maggiore generale Gaston Reinig

fonti citate nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'esercito del Lussemburgo (in lussemburghese Lëtzebuerger Arméi) è l'attuale forza armata terrestre del piccolo stato europeo del Lussemburgo, e costituisce la componente principale della Force Publique, l'insieme dei corpi armati dello stato che comprende anche la polizia civile (Polizia del Granducato); il Lussemburgo non dispone invece di una aeronautica o di una marina militare.

Scopo principale dell'esercito lussemburghese è quello di garantire l'indipendenza e la sovranità del granducato; in aggiunta a ciò, il Lussemburgo è membro a pieno titolo della NATO, e contribuisce con le sue forze militari alle operazioni dell'alleanza (come la missione IFOR in Bosnia nel 1994, o l'attuale missione ISAF in Afghanistan[1]). I soldati lussemburghesi hanno inoltre partecipato a missioni di peacekeeping e mantenimento della pace promosse dall'ONU, e dal 1992 un contingente lussemburghese è parte integrante dell'Eurocorps, forza multinazionale sotto il controllo dell'Unione europea.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Soldati lussemburghesi nel 1912.

La prima formazione militare semi-regolare del paese venne costituita nel gennaio del 1817, sotto il regno del granduca Guglielmo I (a quel tempo sovrano anche del Regno Unito dei Paesi Bassi): la milizia (Milice) era una forza di circa 3.000 uomini, arruolati in servizio per cinque anni (uno di servizio attivo, quattro di riserva con richiamo per tre mesi all'anno), ed integrata all'interno dell'esercito del Regno[2]. Con il trattato dei XXIV articoli del novembre del 1831 (poi ratificato ed entrato in vigore nel 1839), il granducato venne separato dal Regno dei Paesi Bassi ed unito alla Confederazione germanica; sempre in base al trattato, il Lussemburgo ed il ricostituito Ducato di Limburgo erano tenuti a fornire insieme un contingente militare (Contingent Fédéral) per i bisogni della confederazione, composto da circa 1.300 uomini distribuiti tra un battaglione di fanteria leggera, uno squadrone di cavalleria ed un distaccamento di artiglieria[3]. Nel 1846 il contingente del Lussemburgo venne separato da quello del Limburgo: le unità di cavalleria e di artiglieria furono soppresse, e venne creato un secondo battaglione di fanteria leggera, portando l'organico complessivo a 1.600 uomini.

La Confederazione germanica si dissolse all'indomani della guerra austro-prussiana, e l'11 maggio 1867 il Lussemburgo acquisì una piena indipendenza, proclamandosi al tempo stesso permanentemente neutrale; la difesa della nazione venne affidata ad un Corps de Chasseurs Luxembourgeois, composto sempre da due battaglioni (ridotti ad uno nel 1868) di fanteria leggera su 1.500 effettivi (ridotti poi a 500)[4]. Il 16 febbraio 1881, con una nuova legge di difesa, il battaglione cacciatori e tutto il sistema della milizia venne soppresso, rimpiazzati con una vera e propria forza armata nazionale lussemburghese, considerata la vera antesignana del moderno esercito del granducato: il "Corpo dei gendarmi e dei volontari" (Corps des Gendarmes et Volontaires) era organizzato su una compagnia di gendarmi di 125 uomini (responsabile del mantenimeno dell'ordine interno), ed una "compagnia volontaria" di 140 - 170 uomini (responsabile delle funzioni prettamente militari); questa organizzazione rimarrà invariata fino al 1939[2].

Le due guerre mondiali[modifica | modifica sorgente]

Soldati lussemburghesi in addestramento nel Regno Unito durante il periodo della seconda guerra mondiale.

La "compagnia volontaria" era ovviamente troppo esigua per potersi opporre all'invasione tedesca del 2 agosto 1914, e la stessa granduchessa Maria Adelaide diede ordine alla piccola forza di non offrire resistenza; il paese venne occupato militarmente, anche se le istituzioni statali vennero lasciate in piedi e poterono godere di una ridotta autonomia. Sebbene il governo lussemburghese si fosse proclamato neutrale nel conflitto, circa 3.700 lussemburghesi residenti all'estero si offrirono volontari per combattere a fianco degli Alleati (inseriti, in particolare, nei ranghi della Legione straniera francese), ed almeno 2.000 di essi caddero in combattimento (approssimativamente l'1% della popolazione del granducato)[2]. Il paese venne infine liberato da truppe statunitensi e francesi nel novembre del 1918, e restaurato nella sua piena indipendenza.

L'organizzazione militare lussemburghese subì alcune modifiche nel settembre del 1939: la compagnia di gendarmi venne incrementata a 255 uomini e la "compagnia volontaria" a 425, con un ulteriore corpo di ausiliari militari di 125 uomini[4]; tutte queste forze vennero coinvolte nella seconda guerra mondiale quando il 10 maggio 1940 i tedeschi invasero per la seconda volta il paese: alcune unità di gendarmi vennero coinvolte in scaramucce lungo il confine, ma il grosso delle forze armate ricevette l'ordine di non opporsi all'invasione, ed il paese venne occupato nel giro di ventiqattr'ore. A differenza della prima occupazione, il paese venne formalmente annesso alla Germania nazista e tutte le istituzioni statali furono sciolte; la "compagnia volontaria" venne trasformata in una unità di polizia tedesca ed impiegata per la lotta antipartigiana in varie località europee (in particolare in Jugoslavia). Circa 12.500 lussemburghesi vennero arruolati nella Wehrmacht, prestando servizio in particolare sul fronte orientale; 3.700 di essi morirono o furono dichiarati dispersi, mentre un migliaio furono richiusi nel campo per prigionieri di guerra di Tambov, in URSS[2].

Soldati lussemburghesi in Corea, 1953

Un piccolo movimento di resistenza rimase attivo nel paese, anche se condusse principalmente azioni di propaganda e guerra psicologica, e di aiuto agli ebrei ed ai renitenti alla leva; diversi volontari lussemburghesi prestarono servizio a fianco delle truppe Alleate, inseriti nelle forze armate britanniche, statunitensi o della Francia libera. Nel marzo del 1944 il governo in esilio lussemburghese a Londra costituì una batteria d'artiglieria (conosciuta semplicemente come Luxembourg Battery) con veterani lussemburghesi della Legione straniera e disertori della Wehrmacht, da aggregare alla 1ª Brigata belga libera (meglio nota come Brigade Piron); la batteria, con un organico di 80 uomini, sbarcò in Francia con il resto della brigata nell'agosto del 1944, partecipando alla liberazione del Belgio e dello stesso Lussemburgo nel settembre seguente.[5]. Con il decreto della granduchessa Carlotta del 30 novembre 1944, venne introdotta la coscrizione obbligatoria e costituito ufficialmente il moderno esercito lussemburghese, organizzato su due battaglioni di fanteria ed una Garde grand-ducale della forza di una compagnia, per un totale di 2.150 uomini; queste forze non parteciparono a particolari eventi bellici, ma nell'immediato dopoguerra furono impiegate come truppe d'occupazione nella zona francese della Germania[6].

Dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Soldati lussemburghesi durante la parata per la giornata nazionale, 23 giugno 2008

Abbandonando la tradizionale neutralità, nel marzo del 1948 il Lussemburgo siglò il trattato di Bruxelles, e nell'aprile del 1949 fu tra gli stati fondatori della NATO. Nel gennaio del 1951, un plotone lussemburghese di 45 uomini venne inviato a prendere parte alla guerra di Corea, integrato all'interno del più ampio battaglione belga delle Nazioni Unite; un secondo plotone si sostituì al primo nel marzo del 1952, rimanendo in Corea fino alla fine delle ostilità. Due lussemburghesi rimasero uccisi e 17 feriti nel corso del conflitto[7].

Tra il 1955 ed il 1960, il Lussemburgo mise a disposizione della NATO un Groupement Tactique Régimentaire della forza di 4.750 uomini, divisi in tre battaglioni di fanteria, un battaglione d'artiglieria e numerose compagnie d'appoggio e servizi[8]; in aggiunta a queste forze, venne organizzato un Commandement du Territoire responsabile della difesa interna, che disponeva di due battaglioni di fanteria (uno mobile ed uno statico), una compagnia da ricognizione (la vecchia Garde grand-ducale) ed alcune unità di supporto. L'impopolarità della coscrizione e vari problemi economici portarono ad una profonda riorganizzazione dell'esercito nel giugno del 1967[8]: il servizio militare venne reso totalmente volontario (il primo di questo tipo nell'Europa continentale dalla fine della seconda guerra mondiale)[8], ed il contingente assegnato alla NATO ridotto ad un battaglione di fanteria motorizzata (1 er Bataillon d'Infanterie OTAN), integrato nella ACE Mobile Force (Land) (antesignana della moderna NATO Response Force); anche le forze per la difesa territoriale furono considerevolmente diminuite, venendo ridotte ad un'unica compagnia di fanteria.

In ambito NATO, piccoli contingenti lussemburghesi hanno preso parte alle missioni IFOR e SFOR in Bosnia ed Erzegovina nel 1994 - 1995, alla missione KFOR in Kosovo nel 1999, e alla missione ISAF in Afghanistan dal 2003[9]. In ambito ONU, distaccamenti lussemburghesi hanno partecipato alla missione UNPROFOR in Bosnia nel 1993 ed alla missione UNIFIL in Libano dal 2006.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'esercito lussemburghese ha come comandante in capo nominale il granduca (attualmente, Enrico di Lussemburgo), il quale ha il grado di generale; sul piano operativo, il comando è esercitato dal capo di stato maggiore dell'esercito (attualmente, il generale Gaston Reinig), il quale risponde al ministero della difesa (a sua volta integrato nel ministero degli affari esteri). L'organizzazione attuale delle forze terrestri risale al 1987: lo stato maggiore dell'esercito controlla le varie branche della forza armata, la più importante delle quali è il Centre militaire, che raccoglie le principali unità operative[10]; queste si strutturano su quattro compagnie:

  • Compagnie A: è un'unità di fanteria motorizzata, composta da un plotone comando e tre plotoni da ricognizione; è l'unità assegnata permanentemente all'Eurocorps e alla NATO Response Force, normalmente integrata all'interno del contingente belga.
  • Compagnie B: è l'unità educativa dell'esercito, responsabile dei corsi di formazione avanzata del personale e distaccata presso L'Ecole de l'Armee di Diekirch.
  • Compagnie Commandement et Instruction: è l'unità comando dell'esercito, responsabile delle attività amministrative come pure della formazione di base delle reclute; è inoltre responsabile della sezione sportiva dell'esercito.
  • Compagnie D: è un'unità di fanteria motorizzata, con organizzazione speculare alla Compagnie A; è incaricata della difesa territoriale.

Arma standard della fanteria è il fucile d'assalto Steyr AUG di produzione austriaca, che ha rimpiazzato l'FN FAL belga; diffuse sono anche le pistole Glock 17[11]. Nel campo delle armi di squadra, sono utilizzate sia le mitragliatrici FN MAG belghe che le Browning M2 statunitensi, mentre tra i sistemi anticarro sono diffusi gli M72 LAW ed i più recenti BGM-71 TOW. Le unità motorizzate utilizzano soprattutto HMMWV e blindati ATF Dingo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Troop Numbers & Contributions | ISAF - International Security Assistance Force
  2. ^ a b c d National Museum of Military History - Luxemburg Army History
  3. ^ armee.lu - Le Contingent Fédéral (1841-1867)
  4. ^ a b armee.lu - Le Corps de Chasseurs Luxembourgeois (1867-1881)
  5. ^ armee.lu - Les luxembourgeois de la "Brigade PIRON"
  6. ^ armee.lu - L'Armée luxembourgeoise après la libération (1944-1967)
  7. ^ Les volontaires luxembourgeois à la guerre de Corée
  8. ^ a b c Nigel Thomas, Gli eserciti della NATO negli anni '80, Osprey Publishing, 1999, pp. 21 - 23. ISBN 84-8372-058-2
  9. ^ armee.lu - La contribution OTAN
  10. ^ armee.lu - Organigramme
  11. ^ armee.lu - Matériel

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) www.armee.lu Sito ufficiale dell'esercito lussemburghese