Léon Rosenfeld

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Léon Rosenfeld (1963)

Léon Rosenfeld (Charleroi, 14 agosto 1904Copenaghen, 23 marzo 1974) è stato un fisico belga[1].

Ottenne il dottorato all’Università di Liegi nel 1926, e fu collaboratore di Niels Bohr. Lavorò all’inizio in elettrodinamica quantistica e con Bohr stese un famoso articolo sulla misurabilità dei campi elettromagnetici (1933).

[2] Egli coniò il nome lepton.[3] Nel 1949 Léon Rosenfeld ebbe il premio Francqui Prize per le scienze esatte.

Annuncio della fissione a New York[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 gennaio 1939 Rosenfeld arrivò a New York con Niels Bohr e all’arrivo li aspettavano Enrico Fermi e John Archibald Wheeler.

Bohr, durante il viaggio, aveva informato Rosenfeld delle esperienze di Otto Hahn e Fritz Strassman e dell’avvenuto riconoscimento della fissione ad opera di Lise Meitner e Otto Robert Frisch, ma aveva garantito di non rivelare nulla fino all’avvenuta pubblicazione dell’articolo, senza però avvisare Rosenfeld di questa promessa.

In assenza di Bohr, ad un convegno organizzato la sera stessa a Princeton da Wheeler, Rosenfeld fece la clamorosa rivelazione che lasciò tutti esterrefatti.

Bohr ci restò male ma preparò subito un breve articolo per Nature (17 gennaio, 700 parole, comparso in febbraio) per mettere in rilievo la priorità dell'interpretazione di Frisch e Meitner ( l’articolo della Meitner con Frisch e un articolo solo di Frisch erano già comparsi, a sua insaputa, su Nature l’11 e il 16 gennaio, mentre l’articolo di Hahn e Strassman, che riferiva sull’esperimento, era apparso già su Naturwissenschaften il 6 gennaio).

Qualche giorno dopo Fermi, che era a Washington ad una conferenza, venne a sapere la notizia, e fece in modo di trattare l’argomento dopo una introduzione di Bohr. Prima di tornare alla Columbia University, organizzò una verifica fisica della fissione (come quella effettuata a Copenhagen da Frisch, con sorgente ra+be e oscilloscopio) e, in seguito (29 gennaio), avviò una serie di prove per determinare il numero di neutroni ritardati prodotti dalla fissione, in vista di sondare le possibilità di una eventuale fissione a catena autosostenuta, in parallelo con esperienze analoghe di Leo Szilard.

Anche due americani della Carnegie Institution, Roberts e Hastad, presenti alla conferenza, udita la notizia, si precipitarono al loro laboratorio e dopo aver superato un po’ di problemi colla loro sorgente di neutroni, un acceleratore Van de Graaf, riuscivano a mostrare ai fisici convenuti, alla fine della conferenza (28 gennaio), i picchi dei frammenti di fissione già visti da Frisch a Copenhagen (14 gennaio) e da Anderson, collaboratore di Fermi, alla Columbia (25 gennaio).

Si può aggiungere che negli stessi giorni (26 gennaio), a Parigi, la coppia Irène e Fréderic Joliot-Curie, letti gli articoli di Hahn-Strassman e Meitner-Frisch, si muoveva nella stessa direzione e con la stessa attrezzatura e preparava un articolo prima sulla fissione e poi sui neutroni ritardati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Léon Rosenfeld's Marxist defense of complementarity, by Anja Skaar Jacobsen [1]
  2. ^ Leon Rosenfeld and the challenge of the vanishing momentum in quantum electrodynamics, by Donald Salisbury [2]
  3. ^ Rosenfeld, Léon (1948). Nuclear Forces. Interscience Publishers, New York, xvii.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]