L'uomo che cadde sulla Terra (romanzo)

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L'uomo che cadde sulla Terra
Titolo originale The Man Who Fell to Earth
Autore Walter Tevis
1ª ed. originale 1963
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese

L'uomo che cadde sulla Terra è un romanzo di fantascienza del 1963 scritto da Walter Tevis. È la storia di un extraterrestre che cade sulla Terra, cercando un modo per trasportare lì la gente del suo pianeta, che versa in crisi a causa di una terribile siccità.

Dal romanzo fu tratto un film omonimo del 1976.

Indice

[modifica] Trama

« Ah, And so it was I entered the broken world,
To trace the visionary company of love, its voice
An instant in the wind (I know not whether hurled),
But not for long to hold each desperate choice.
Hart Crane, The Broken Tower »

Thomas Jerome Newton, un extraterrestre del pianeta Anthea, devastato da una serie di guerre nucleari e catastrofi ambientali, arriva con la sua navicella spaziale sulla Terra, ad Haneyville, con sembianze umane per salvare il suo popolo dall’estinzione e gli esseri umani da un destino analogo. Ha con sé una gran quantità di anelli d’oro per rivenderle ai banchi di pegno e accumulare un po’ di soldi.

Su Anthea insieme al suo gruppo di ricercatori ha studiato la lingua, gli usi e i costumi degli Stati Uniti attraverso la televisione e tramite una lettera in un film ha anche imparato a scrivere. Gli antheani hanno il doppio dell’intelligenza umana e sono enormemente sviluppati scientificamente: grazie alla sua conoscenza nel dettaglio delle invenzioni del suo pianeta si presenta nell’ufficio del signor Oliver Farnsworth, il miglior avvocato del paese riguardo i brevetti, e gli prospetta di aprire in società una compagnia che commercializzi i prodotti, di cui accetterà la vicepresidenza, usando come capitale i soldi ricavati dalla vendita degli anelli.

Dopo alcuni anni la loro società, la World Enterprise, è riuscita a guadagnare talmente tanto denaro da costruire una nave spaziale per trasportare gli altri 300 antheani sopravvissuti sulla Terra. In uno dei suoi viaggi Newton conosce una signora, Betty Jo, una donna semplice e dedita all’alcol che vive dei sussidi statali, le si affeziona e la prende in casa sua come governante. Per questa convivenza Newton comincia a bere, incoraggiato da Betty Jo, che pensa così di fargli dimenticare i suoi problemi.

La World Enterprise ha attirato anche l’attenzione di un professore di Chimica dell’Università dell’Iowa, Nathan Bryce, che dopo aver studiato i prodotti commercializzati si è convinto della loro derivazione aliena e per questo chiede di poterne sapere di più direttamente dalla fonte. La società, vista la sua curiosità ed intraprendenza lo assume per fare ricerca in uno dei laboratori per la navicella spaziale. In uno dei tanti incontri tra Bryce e Newton, quest’ultimo gli rivela di essere un alieno, gli parla del suo pianeta e dei pericoli che corre la terra.

Newton, come alieno, ha attratto anche l’attenzione della CIA e dell’FBI, che lo arresta per problemi di cittadinanza col passaporto e lo rinchiude in un ospedale per fargli tutti i test possibili. Durante uno di questi lo rendono cieco e lo straziano, finché dopo alcuni mesi non lo rilasciano. Ma Newton ha perso le speranze ed ha paura dell’impatto che avrebbe l’arrivo dei suoi simili in un posto come la Terra, in cui lui è stato catturato e studiato come un animale raro, e ripensa alla spedizione, abbandonando infine il progetto.

[modifica] Un nuovo Icaro

Il parallelo costante tra Thomas Jerome Newton e l’Icaro del dipinto di Bruegel, spesso citato in questo romanzo e nel successivo Mockingbird di Tevis, è esplicito tanto da essere la chiave per l’interpretazione del titolo: l’uomo che vuole arrivare alle stelle, ma che cade per il peso troppo grave dell'impresa tanto agognata. La morte di Icaro non è altro che per affogamento. Niente di sovrannaturale in ciò, a ribadire la potenza delle leggi della Terra che sovrastano il desiderio umano di oltrepassarle.[senza fonte]

Per l’antheano Newton, il cui nome richiama alla memoria lo studioso inglese che formulò la teoria della gravitazione universale, è la forza della disperazione ad averlo portato sulla Terra. Anche lui affoga, ma in un bicchiere di gin e autocommiserazione, dopo essersi convinto che l’impresa di salvare il suo pianeta è ormai impossibile da realizzare.[senza fonte]

Gli uomini, come il contadino del dipinto, continuano ad attendere alle loro occupazioni quotidiane, senza nemmeno rendersi conto che l’incredibile esiste, ed è proprio dietro le loro spalle.[senza fonte]

L’altro motivo per cui Newton comincia a bere è la solitudine. L’autore probabilmente ci mette molta della sua esperienza autobiografica, attingendo dalle memorie dell’infanzia. Infatti Tevis venne lasciato da solo in un ospedale in California per sottoporsi alle cure che il suo cuore reumatico all’epoca richiedeva, mentre la sua famiglia si era trasferita per motivi economici in Kentucky. L’alienazione di Tevis comincia proprio da lì, come racconta la moglie:

« «After a year in the hospital, he was a tall, skinny eleven-year-old with low self-esteem. He felt like an alien. That boy became Newton in The Man Who Fell to Earth. Walter’s memories of California became the planet Anthea». »

.

« It. «Dopo un anno in ospedale, era diventato un alto, emaciato undicenne di scarsa autostima. Si sentiva un alieno. Quel ragazzo divenne L'uomo che cadde sulla Terra. I ricordi di Walter della California divennero il pianeta Anthea.». »

[modifica] Edizioni

[modifica] Bibliografia

  • TEVIS, Jamie Griggs, My Life with the Hustler, GreatUnpublished.com, USA 2003. ISBN 1-58898-908-9.
  • TEVIS, Walter, The Man Who Fell to Earth, Pan Books, London 1963. ISBN 0-330-24679-8.
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