L'idiota (Dostoevskij)
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| L'idiota | |
|---|---|
| Titolo originale | Идиот (Идіотъ nella grafia originale) |
| Autore | Fëdor Mikhailovič Dostoevskij |
| 1ª ed. originale | 1869 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | classico |
| Protagonisti | Principe Myškin |
L'idiota è il titolo di un romanzo di Fëdor Michailovič Dostoevskij. Considerato uno dei massimi capolavori della letteratura russa, vuole rappresentare “un uomo positivamente buono”, un Cristo del XIX secolo.
Scritta a Firenze, l'opera era pubblicata per la prima volta nel 1868 a puntate sulla rivista Russkij vestnik, per poi essere presentata in forma unica l'anno successivo.
L'opera ha avuto diversi adattamenti teatrali, cinematografici e televisivi.
Nel corso del romanzo è più volte citato e discusso dai personaggi, il quadro di Hans Holbein il Giovane, Cristo nella tomba. Dostoevskij aveva visto il dipinto nel 1867 a Basilea e ne era rimasto fortemente impressionato.
[modifica] Trama
Il principe Myškin, ultimo discendente di una nobile famiglia tornato in Russia dopo essersi curato per l'epilessia, decide di portare una verità che ha come unica legge la compassione e l'amore verso il prossimo. Questa sua bontà commuove molte persone, tra cui la bella Nastas'ja Filippovna, che, nel tentativo di preservare il principe dall'essere contaminato dalla sua impurità (è una donna che ama esser mantenuta dai suoi numerosi amanti, sulla falsariga di Margherita Gautier del romanzo La signora delle camelie di Dumas figlio), si consegna quasi con gioia al suo destino di morte per opera di Rogozin, passionale amico-rivale del principe. Tuttavia una fine drammatica attende i due rivali: Rogozin, delirante, sarà condannato; il principe sarà ricondotto nella casa di cura svizzera.
[modifica] Edizioni
- Fëdor Mikhailovič Dostoevskij, L'idiota, traduzione di Alfredo Polledro, Einaudi, 1941.

