L'Argent

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Argent

Titolo originale: L'Argent
Lingua originale: Francese, latino
Paese: Francia/Svizzera
Anno: 1983
Durata: 85'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto:
Genere: Drammatico
Regia: Robert Bresson
Soggetto: Leo Tolstoy (racconto), Robert Bresson
Sceneggiatura:
Produttore: Jean-Marc Henchoz, Daniel Toscan du Plantier
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
Episodi:
Fotografia: Pasqualino De Santis, Emmanuel Machuel
Montaggio: Jean-François Naudon
Effetti speciali:
Musiche: Johann Sebastian Bach
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Pierre Guffroy
Costumi: Monique Dury
Trucco:
Sfondi:
Grand Prix du cinéma de création al Festival di Cannse, 1983
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

L'Argent è un film del 1983 di Robert Bresson (il suo ultimo film), ispirato al racconto Faux billet di Tolstoj. Nello stesso anno ha partecipato al Festival di Cannes vincendo il Grand Prix du cinéma de création.

[modifica] Trama

Un ragazzo di famiglia borghese chiede al padre un anticipo della paghetta. Non ottenendola tenta di vendere il suo orologio a un amico, che invece gli regala una banconota da 500 franchi falsa. I due la usano per comprare una cornice di poco prezzo. Scoperto l'inganno il proprietario del negozio decide di rifilare la banconota falsa a qualcuno, assieme ad altre due che aveva accettatto qualche giorno prima. Il malcapitato è Yvon Targe, un operaio che fa un lavoro nel negozio. Non accorgendosi della truffa tenta di usare le banconote per pagare il pranzo, e viene denunciato. Si reca con la polizia nel negozio di fotografia, ma il proprietario e il commesso, Lucien, negano di averlo mai visto. Yvon viene processato e condannato, e il suo datore di lavoro lo licenzia. Chiede aiuto ad un conoscente, che lo porta ad essere condannato a tre anni di prigione. Mentre è in carcere la figlia muore e la moglie lo lascia. Yvon tenta il suicidio, ma fallisce. Intanto Lucien si fa licenziare e svuota la cassaforte del negozio, e compie altri furti. Si fa imprigionare volontariamente per tentare di far evadere Yvon, che non accetta. Uscito di prigione Yvon uccide due albergatori e li deruba. Poi viene ospitato da una famiglia di campagna. Dopo qualche tempo li uccide a colpi di accetta, si reca in città e si consegna alla polizia.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali