Kut Humi

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Ritratto del maestro Kut Humi di Hermann Schmiechen, 1884

Kut Humi (pronuncia Kutùmi, /kuˈtumi/), negli insegnamenti della teosofia è uno dei Maestri di Saggezza (o di Sapienza, dall'inglese Master of Wisdom), anche chiamati collettivamente Grande Fratellanza Bianca. Il suo nome nella translitterazione inglese è scritto anche Koot Hoomi, e negli scritti è quasi sempre indicato con le sole iniziali K.H.. Kut Humi è considerato un Maestro di Secondo Raggio,[1]

Secondo gli insegnamenti teosofici, Kut Humi è considerato essere un membro della Gerarchia Spirituale che sovraintende alla evoluzione dell'Umanità sul nostro pianeta.
Egli lavorerebbe in stretta collaborazione con il Cristo, si dedicherebbe prevalentemente a vivificare certe grandi filosofie, e si interesserebbe di molte istituzioni filantropiche. In base alle informazioni fornite da Alice A. Bailey[2] nell'opera Iniziazione umana e solare, a Kut Humi sarebbe affidato in gran parte il compito di stimolare la manifestazione dell'amore latente nel cuore degli uomini e ridestare nella coscienza dell'umanità la percezione del fatto fondamentale della fratellanza, cioè dell'unità del genere umano.[3]
Kut Humi si occuperebbe anche di tutti i movimenti legati all'istruzione e all'educazione nel mondo. Jiddu Krishnamurti (1895-1986) lo conferma nel secondo volume dell'opera giovanile intitolata Ai piedi del Maestro,[4] che affronta il tema dell'insegnamento:

« Il mio Maestro, una volta, disse che «i fanciulli sono molto desiderosi d’imparare, e se un insegnante non riesce ad interessarli e a far loro amare le lezioni, è segno che non è adatto a fare l’insegnante e dovrebbe scegliere un’altra professione». Egli ha pure detto: «Coloro che sono miei, amano insegnare e servire. Essi cercano, ansiosi, ogni occasione di servire, allo stesso modo che l’affamato cerca il cibo, e sempre vigilano per afferrarla non appena si presenti. Il loro cuore è così ricolmo del Divino Amore da esserne traboccante e da doverlo continuamente spargere su coloro che li circondano. Soltanto costoro sono adatti, ad essere insegnanti – quelli, cioè, per cui l’insegnare non solo costituisce un sacro ed imperioso dovere, ma anche il più grande dei piaceri». »
(J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume II, pp.30-31)

Di tutti i requisiti del buon insegnante, il più importante è l'amore[5], poiché se esso è sufficientemente sviluppato in un uomo, favorisce la conquista di tutti gli altri requisiti:

« Il mio Maestro mi ha insegnato che l’Amore rende l’uomo capace di acquistare tutti gli altri requisiti, e che «tutti gli altri, senza di esso, non sarebbero mai sufficienti». Perciò nessuno dovrebbe fare l’insegnante – a nessuno dovrebbe essere permesso di esserlo – a meno che non abbia dimostrato, nella sua vita quotidiana, che l’Amore è la più forte qualità della sua natura. »
(J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume II, p.29)

Nel primo volume di Ai piedi del Maestro, pubblicato nel 1910, Krishnamurti affronta in sintesi il tema del nuovo discepolato,[6] che sarà più ampiamente sviluppato nelle opere di Alice Bailey, e dei quattro principali requisiti che secondo Kut Humi sarebbero indispensabili per calcare il Sentiero: discernimento, assenza di desiderio, retta condotta e amore.[7]. Tale Sentiero consiste nel percorso di autoperfezionamento spirituale dell'uomo, incentrato sulla coltivazione di se stessi, di una linea di condotta basata sull'innocuità, sulla verità, sulla condivisione e il servizio:

« Chi è sul Sentiero esiste non per se stesso, ma per gli altri; egli ha dimenticato se stesso per poter servire il prossimo. »
(J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume I, p.64)

Vi sono poi tre fattori fondamentali che Kut Humi ricorda a ogni discepolo:

« Il Sapere che rende capaci
di aiutare,
la Volontà che dirige
quel Sapere,
l’Amore che ispira
quella Volontà,
questi sono i vostri requisiti. »
(J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume I, p.65)

Secondo ciò che riferisce la Bailey in Iniziazione umana e solare, il Maestro Kut Humi avrebbe numerosi discepoli ovunque, impegnati in particolare modo nei settori dell'insegnamento e in certi settori delle religioni mondiali. Lo stesso Maestro di Saggezza Djwal Khul, noto anche come il Tibetano, sarebbe stato suo discepolo e avrebbe operato nel suo ashram prima di conseguire nel 1875 la quinta iniziazione e diventare a sua volta un Maestro membro della Gerarchia.[8]
Nonostante il suo distacco dalla Società Teosofica, avvenuto il 3 agosto 1929, Krishnamurti nei suoi scritti giovanili esprime tutta la sua ammirazione per Kut Humi, con il quale entrerà nuovamente in contatto[9] prima di morire:

« Alla luce della Sua sacra presenza ogni desiderio si estingue, tranne il desiderio di essere come Lui. »
(J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume II, p.61)

H.P. Blavatsky affermò di aver lavorato assieme al Maestro K.H. e al Maestro Morya per presentare gli insegnamenti teosofici formulati nei suoi libri Iside Svelata e La Dottrina Segreta. Anche A.P. Sinnett, A.O. Hume ed altri, scrissero documenti che indicarono come dettati da Kut Humi. Alcuni di questi scritti furono la base per diversi libri di Sinnett, e costituiscono gran parte del libro Lettere dai Mahatma, una raccolta di lettere allo stesso Sinnett dai Maestri K.H. e Morya.[10]

Alice Bailey scrisse di aver incontrato Kut Humi. Il 30 giugno 1895, ella raccontò, gli apparve come un uomo col turbante, di etnia apparente non europea, ma vestito all'europea.[11]

I Teosofi ritengono che Kut Humi fu precedentemente incarnato come Pitagora[12].

Nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel fumetto italiano Martin Mystère, Kut Humi (nome completo Kut Humi Lul Singh) è il responsabile dell'iniziazione esoterica di Martin Mystère e del suo nemico Sergej Orloff. Nella serie, Kut Humi è un ex nazista di nome Donitz che ha cambiato vita dopo aver scoperto la sua vera natura ad Agarthi e ha assunto il nome del suo predecessore.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alice A. Bailey, Trattato sul Fuoco Cosmico (Sezione Terza, Divisione A, "Alcune dichiarazioni fondamentali", pag. 1239 della numerazione dell'edizione inglese originale), Lucis Trust / Ed. Il Libraio delle Stelle
  2. ^ Alice Bailey fornisce delle informazioni del suo rapporto di discepolato con Kut Humi nell’opera Autobiografia incompiuta, Editrice Nuova Era, Roma; Prima edizione italiana 1989. Si vedano nello specifico le pagine 33-35; 74-75; 133
  3. ^ Alice Bailey, Iniziazione umana e solare, Editrice Nuova Era, Roma, p.78; prima edizione italiana: 1950
  4. ^ J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volumi I-II, BLU INTERNATIONAL STUDIO EDIZIONI, 1995
  5. ^ Tale concetto è espresso anche nel volume I de Ai piedi del Maestro, p.54
  6. ^ Nuovo discepolato – Homepage Sito dedicato a Maitreya, Istruttore del Mondo
  7. ^ J. Krishnamurti, Ai piedi del Maestro, volume I, p.9
  8. ^ Alice Bailey, Iniziazione umana e solare, Editrice Nuova Era, Roma, p.79; prima edizione italiana: 1950
  9. ^ Si veda il libro di Mary Lutyens, La vita e la morte di Krishnamurti, Ubaldini Editore, Roma
  10. ^ A.P. Sinnett, La vita straordinaria di Helena Petrovna Blavatsky, Edizioni Astrolabio
  11. ^ Alice Bailey, Autobiografia incompiuta, Lucis Trust / Edizioni Nuova Era, pag. 36 dell'edizione originale inglese
  12. ^ C.W. Leadbeater, I Maestri e il Sentiero, Editore Marco Valerio
  13. ^ Martin Mystere nº 241, aprile 2002, p. 139

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]