Kurt Schumacher

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Kurt Schumacher

Kurt Schumacher (Culm, 13 ottobre 1895Bonn, 20 agosto 1952) è stato un politico tedesco.

È stato presidente del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) dal 1946 al 1952 e capogruppo parlamentare del suo partito durante la prima legislatura, dal 1949 al 1952. Ha partecipato in modo determinante alla rinascita del partito socialdemocratico tedesco. Nei primi anni della repubblica federale è stato il principale antagonista di Konrad Adenauer. Anche se nell'ottica di lungo periodo Schumacher ha visto fallire in gran parte le sue visioni politiche, egli appartiene indiscutibilmente ai padri fondatori della Repubblica Federale Tedesca.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo un dottorato di ricerca in giurisprudenza, Kurt Schumacher profonde tutto il suo impegno per il partito socialdemocratico tedesco (SPD). Prima della guerra è impegnato come redattore presso un giornale di partito, in seguito viene eletto deputato alla camera federale e al parlamento imperiale (Reichstag). Durante il nazionalsocialismo è imprigionato in un campo di concentramento. Dopo il 1945 assurge a capo indiscusso del partito e diviene una delle personalità di spicco dei primi anni della repubblica.

Riferendosi alla terminologia machiavelliana, il suo biografo Peter Merseburger descrive Kurt Schumacher come un leone, contrapponendolo così alla volpe Adenauer. Dotato di una grandissima volontà, polemico e apparentemente infallibile nelle sue idee, Schumacher si impone all'immaginario collettivo dei suoi contemporanei come l'antagonista altrettanto carismatico del primo cancelliere tedesco. Nei primi anni della repubblica federale, Schumacher, prussiano e socialista, è la figura politica dominante nella pubblica opinione della Germania Ovest.

Questo stato di cose cambia solo quando viene eletto come cancelliere Adenauer, un politico di estrazione cattolica proveniente dalla Renania, ed anche in seguito al quasi contemporaneo decadimento fisico.

Schumacher si batte con un radicalismo appassionato per i propri scopi. Durante la prima guerra mondiale perde un braccio; nel 1948 gli viene amputata la gamba destra. Inoltre la prigionia nei campi di concentramento ha gravi ripercussioni sul suo stato di salute. Ormai provato nel corpo e nello spirito, Schumacher, non rinuncia a quella che a volte appare come una volontà ferrea e non disposta a piegarsi, a volte al limite della cocciutaggine, e lascia nei suoi interlocutori l'impressione di un simbolo vivente di integrità morale, disposto a lottare senza cedere mai per un socialismo libertario.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • B.P. Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Vol. II, Mondadori Editore, 1975 – pag. 168

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