Tolstaja Mogila

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Kurgan Tolstaja Mogila)
Vai a: navigazione, cerca
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Il Tolstaja Mogila era un kurgan scita, un tumulo funerario della fine del IV secolo a.C., situato vicino a Ordžonikidze lungo il corso del Dnepr, distretto di Dnepropetrovsk, che conteneva le spoglie di un re, di una sua moglie e di un bambino, probabilmente un loro figlio.

Questi kurgan erano tipici dei cosiddetti Sciti Reali, l'aristocrazia dominante della società scita.

Pettorale del re

Indice

[modifica] Scavi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Kurgan scita.

Il kurgan scavato nel 1971 dall'archeologo Mozolvskij è inserito in un vasto parco archeologico che comprende venti kurgan risalenti alle età del ferro e del bronzo, vicino a Ordžonikidze lungo il corso del Dnepr nel distretto di Dnepropetrovsk.

Lo splendore e la quantità degli oggetti d'oro contenuti, oltre alla presenza nell'area di altri kurgan altrettanto ricchi, come i Khomina Mogila e Strašnaia Mogila, fanno ritenere che la regione fosse abitata dagli Sciti reali.[1].

La fonte antica più autorevole sui kurgan e sui riti funebri degli sciti reali è data dall'opera le Storie di Erodoto, che l'archeologia ha confermato pienamente.

(GRC)
« Ἐνθαῦτα, ἐπεάν σφι ἀποθάνῃ ὁ βασιλεύς, ὄρυγμα γῆς μέγα ὀρύσσουσι τετράγωνον [...] Ταῦτα δὲ ποιήσαντες χοῦσι πάντες χῶμα μέγα ἁμιλλώμενοι καὶ προθυμεόμενοι ὡς μέγιστον ποιῆσαι. »
(IT)
« Là, quando il re muore scavano una grande fossa quadrata [...] Fatto ciò tutti lavorano a innalzare un grande tumulo, impegnandosi a gara per costruirlo il più grande possibile »
(Erodoto, Storie, IV, 71, 1 e 5, op. cit. in bibliografia.)

[modifica] Kurgan

Il kurgan Tolstaja Mogila, che risale al IV secolo a.C., era una tomba reale costruita per esaltare la potenza del proprio ospite, un re, e della sua stirpe di cui costituiva, in definitiva, una espressione politica.

Il kurgan ha una base circolare con un diametro di circa settanta metri e un'altezza di oltre otto metri; contiene, in posizione ipogea, una camera sepolcrale principale con adiacenti due fosse e una camera secondaria[2].

La struttura del kurgan e gli oggetti contenuti, prevalentemente aurei,

«  confermano l'appartenenza del sepolcro a una famiglia reale scitica »
(G. L. Bonora, op. cit. in note.)

La camera principale costituiva la sepoltura del re mentre quella secondaria conteneva i corpi di una donna, forse una moglie, e di un bambino in tenera età, probabilmente il figlio.

Le due fosse adiacenti la camera principale contenevano i cadaveri di tre soggetti di sesso maschile e di sette cavalli, oltre una serie di oggetti d'oro, che ornavano uno dei tre cadaveri e un cavallo e di alcune armi. Questo gruppo costituiva probabilmente una sorta di scorta reale.

In prossimità della sepoltura secondaria erano stati posti i cadaveri di un'ancella e di tre soggetti maschi, uccisi per strangolamento e per percussione, secondo il rituale scita.

[modifica] Corredo

La principessa

Il ricchissimo corredo d'oro contenuto nel kurgan si caratterizza per l'eccezionale finezza della fattura; particolarmente significativi sono gli ornamenti aurei che ornavano il bambino, del tutto simili a quelli degli adulti, solamente più piccoli.

La qualità e la quantità dei reperti, superstiti ai precedenti saccheggi, testimoniano l'elevato status del re.

Il feretro della principessa, che era ornato da una collana, da bracciali e da anelli d'oro, era addobbato con un alto copricapo e una lunga tunica impreziositi da brattee e lamine d'oro. Tutte le dita erano inanellate e anche le calze avevano delle lamine d'oro.

Dalla ricostruzione della sepoltura della principessa e dagli ornamenti che coprivano il re e il bambino si possono intendere l'importanza dei reperti sotto l'aspetto storico-archeologico e, oltre la bellezza degli oggetti in sé, la grande perizia tecnico-artistica degli artigiani sciti.

Particolarmente raffinato e tecnicamente eccellente il pettorale d'oro del re.

[modifica] Note

  1. ^ Erodoto, op. cit.,IV, 20, 1.
  2. ^ G. L. Bonora, Tumuli reali nelle steppe pontiche, Tolstaja Mogila, p. 190, in Ori dei cavalieri delle steppe, op cit. in bibliografia.

[modifica] Fonti

  • Erodoto, Le storie, traduzione F. Bevilacqua, op. cit. in bibliografia.

[modifica] Bibliografia

  • Erodoto. Le storie. A. Colonna, F. Bevilacqua (a cura). Torino, UTET, 2006. ISBN 8802074178.
  • Franco Marzatico (et al.). Ori dei cavalieri delle steppe. Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2007.

[modifica] Atti

Bruno Genito (a cura di). The archaeology of the steppes: methods and strategies. Atti dall'International Symposium, Napoli 9-12 November 1992.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue