Tolstaja Mogila
Il Tolstaja Mogila era un kurgan scita, un tumulo funerario della fine del IV secolo a.C., situato vicino a Ordžonikidze lungo il corso del Dnepr, distretto di Dnepropetrovsk, che conteneva le spoglie di un re, di una sua moglie e di un bambino, probabilmente un loro figlio.
Questi kurgan erano tipici dei cosiddetti Sciti Reali, l'aristocrazia dominante della società scita.
Indice |
[modifica] Scavi
| Per approfondire, vedi la voce Kurgan scita. |
Il kurgan scavato nel 1971 dall'archeologo Mozolvskij è inserito in un vasto parco archeologico che comprende venti kurgan risalenti alle età del ferro e del bronzo, vicino a Ordžonikidze lungo il corso del Dnepr nel distretto di Dnepropetrovsk.
Lo splendore e la quantità degli oggetti d'oro contenuti, oltre alla presenza nell'area di altri kurgan altrettanto ricchi, come i Khomina Mogila e Strašnaia Mogila, fanno ritenere che la regione fosse abitata dagli Sciti reali.[1].
La fonte antica più autorevole sui kurgan e sui riti funebri degli sciti reali è data dall'opera le Storie di Erodoto, che l'archeologia ha confermato pienamente.
| (GRC)
« Ἐνθαῦτα, ἐπεάν σφι ἀποθάνῃ ὁ βασιλεύς, ὄρυγμα γῆς μέγα ὀρύσσουσι τετράγωνον [...] Ταῦτα δὲ ποιήσαντες χοῦσι πάντες χῶμα μέγα ἁμιλλώμενοι καὶ προθυμεόμενοι ὡς μέγιστον ποιῆσαι. »
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(IT)
« Là, quando il re muore scavano una grande fossa quadrata [...] Fatto ciò tutti lavorano a innalzare un grande tumulo, impegnandosi a gara per costruirlo il più grande possibile »
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(Erodoto, Storie, IV, 71, 1 e 5, op. cit. in bibliografia.)
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[modifica] Kurgan
Il kurgan Tolstaja Mogila, che risale al IV secolo a.C., era una tomba reale costruita per esaltare la potenza del proprio ospite, un re, e della sua stirpe di cui costituiva, in definitiva, una espressione politica.
Il kurgan ha una base circolare con un diametro di circa settanta metri e un'altezza di oltre otto metri; contiene, in posizione ipogea, una camera sepolcrale principale con adiacenti due fosse e una camera secondaria[2].
La struttura del kurgan e gli oggetti contenuti, prevalentemente aurei,
| « confermano l'appartenenza del sepolcro a una famiglia reale scitica » | |
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(G. L. Bonora, op. cit. in note.)
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La camera principale costituiva la sepoltura del re mentre quella secondaria conteneva i corpi di una donna, forse una moglie, e di un bambino in tenera età, probabilmente il figlio.
Le due fosse adiacenti la camera principale contenevano i cadaveri di tre soggetti di sesso maschile e di sette cavalli, oltre una serie di oggetti d'oro, che ornavano uno dei tre cadaveri e un cavallo e di alcune armi. Questo gruppo costituiva probabilmente una sorta di scorta reale.
In prossimità della sepoltura secondaria erano stati posti i cadaveri di un'ancella e di tre soggetti maschi, uccisi per strangolamento e per percussione, secondo il rituale scita.
[modifica] Corredo
Il ricchissimo corredo d'oro contenuto nel kurgan si caratterizza per l'eccezionale finezza della fattura; particolarmente significativi sono gli ornamenti aurei che ornavano il bambino, del tutto simili a quelli degli adulti, solamente più piccoli.
La qualità e la quantità dei reperti, superstiti ai precedenti saccheggi, testimoniano l'elevato status del re.
Il feretro della principessa, che era ornato da una collana, da bracciali e da anelli d'oro, era addobbato con un alto copricapo e una lunga tunica impreziositi da brattee e lamine d'oro. Tutte le dita erano inanellate e anche le calze avevano delle lamine d'oro.
Dalla ricostruzione della sepoltura della principessa e dagli ornamenti che coprivano il re e il bambino si possono intendere l'importanza dei reperti sotto l'aspetto storico-archeologico e, oltre la bellezza degli oggetti in sé, la grande perizia tecnico-artistica degli artigiani sciti.
Particolarmente raffinato e tecnicamente eccellente il pettorale d'oro del re.
[modifica] Note
- ^ Erodoto, op. cit.,IV, 20, 1.
- ^ G. L. Bonora, Tumuli reali nelle steppe pontiche, Tolstaja Mogila, p. 190, in Ori dei cavalieri delle steppe, op cit. in bibliografia.
[modifica] Fonti
- Erodoto, Le storie, traduzione F. Bevilacqua, op. cit. in bibliografia.
[modifica] Bibliografia
- Erodoto. Le storie. A. Colonna, F. Bevilacqua (a cura). Torino, UTET, 2006. ISBN 8802074178.
- Franco Marzatico (et al.). Ori dei cavalieri delle steppe. Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2007.
[modifica] Atti
Bruno Genito (a cura di). The archaeology of the steppes: methods and strategies. Atti dall'International Symposium, Napoli 9-12 November 1992.