Kumbhaka

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Kumbhàka deriva dalla radice kumbha che significa vaso (per altri brocca per acqua, calice), che può essere pieno o vuoto ed è l'arte di trattenere il respiro in uno stato di sospensione, con il cervello rilassato per rivitalizzare il sistema nervoso.

Poiché il respiro è il ponte tra il corpo, i sensi e la mente, se si arresta il respiro nel kumbhàka sensi e mente si acquietano: lo scopo della pratica della kumbhàka è, allora, quello di ritrarre l'intelletto dagli organi della percezione e dell'azione, per concentrarlo sulla sede dell'Atman, l'origine della coscienza.

Tipi di kumbhàka[modifica | modifica wikitesto]

Il kumbhàka è una pausa nella respirazione e può essere principalmente di due tipi:

  • Sahita è la pausa dopo la respirazione quando il respiro è trattenuto intenzionalmente ed assume il nome di:
    • antara o puraka kumbhàka è la sospensione che si ha dopo una piena inalazione prima di incominciare l'esalazione; è come trattenere l'energia cosmica universale (Paramatma), fondendola con l'energia vitale individuale individuale (jivatma)
    • bahya (bahir) o rechaka kumbhàka è la sospensione che si ha dopo una completa esalazione prima di incominciare l'inalazione; è lo stato in cui lo yogi rende il suo stesso essere, in forma di respiro, all'energia cosmica universale (Paramatma) e si fonde con il Soffio Universale
  • Kevala (significa "di per sé" o "assoluto") è la sospensione involontaria (senza inspirazione puraka né esalazione rechaka) nel quale si trattiene il respiro con facilità (è il "classico" mancamento di respiro che si può provare per una sorpresa o in uno stato estatico); in questo stato (spesso preceduto da tremiti del corpo e da paura) l'individuo è completamente assorto nell'oggetto della propria devozione ed isolato dal mondo, prova un sentimento di gioia e di pace che trascende ogni comprensione ed è in sintonia con l'Infinito e può raggiungere il samadhi.

Effetti del kumbhàka[modifica | modifica wikitesto]

Al contrario di quanto molti pensano, kumbhàka non ha lo scopo di aumentare l'ossigenazione del sangue, bensì di:

  • controllare prana ed apana (due delle cinque specializzazioni del corpo sottile chiamati Vayu)
  • controllare il sistema nervoso centrale ed abituare il corpo a funzionare con un tasso di CO2 maggiore finché i segnali della medulla
oblungata ci costringono a respirare di nuovo
  • controllare il tasso di CO2 stimolando la dilatazione dei capillari del cervello per consentire una migliore circolazione

Con la pratica di kumbhàka, inoltre:

  • si risveglia kundalini
  • si raggiunge il successo dell'Hatha Yoga
  • la mente viene liberata da ogni supporto (sentimenti, emozioni, pensieri, percezioni) cessa ogni dualità e consente di raggiunge il perfetto: Raja Yoga.

Mitologia ed aspetti sacrali della kumbàka[modifica | modifica wikitesto]

Nella Bhagavad Gita, Krsna spiega Arjuna diverse specie di sacrifici (yajna); uno di questi è il kumbhàka: simbolicamente il corpo dello yogi è l'altare sacrificale, l'inspirazione (puraka) è l'offerta e l'espirazione (rechaka) è il fuoco: kumbhàka è il momento in cui l'offerta è consumata nel fuoco e diventa con questo una cosa sola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bellur Krishnamukar Sundara Iyengar, Teoria e pratica del pranayama, Roma, Mediterranee, 1984. ISBN 8827206973.
  • Swami Svatmarama, La lucerna dello hatha-yoga (Hatha-yoga-pradipika), Torino, Magnanelli, 2002. ISBN 8881560135.
  • La Bhagavad-gita, Tavarnelle Val di Pesa, Bhaktivedanta Book Trust, 2003.
  • Niranjanananda Saraswati, Prana, pranayama, prana vidya, Trarivi di Montescudo, Satyananda ashram Italia, 2003. ISBN 8886468164.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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