Kovancina

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Kovancina
RepinMussorgsky.jpg
Ritratto di Musorgskij, eseguito da Il'ja Repin soltanto pochi giorni prima della sua morte (1881)
Titolo originale: Хованщина
Lingua originale: Russo
Genere: Dramma nazionale
Musica: Modest Musorgskij
Libretto: Modest Musorgskij
Fonti letterarie: La congiura dei principi Chovanskij (Antica cronaca dei "Vecchi Credenti")
Atti: cinque
Epoca di composizione: 18721880 (incompiuta)
Prima rappresentazione: 21 febbraio 1886 (versione di Rimskij-Korsakov)
Teatro: Teatro Kononov, San Pietroburgo
Prima rappresentazione italiana: 1 marzo 1926
(In italiano)
Teatro: Teatro alla Scala, Milano
direttore Ettore Panizza
Versioni successive:
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Personaggi:
  • Principe Ivan Khovanskij, Comandante degli strielzi (basso)
  • Principe Andrei Khovanskij, Suo figlio (tenore)
  • Principe Vasili Golitsyn (baritono)
  • Shaklovity, Boiardo (baritono)
  • Dosifei (Capo dei Vecchi credenti) (basso)
  • Marfa, Vecchia credente (mezzosoprano)
  • Susanna, Vecchia credente (soprano)
  • Lo scrivano (tenore)
  • Emma, Ragazza del quartiere tedesco (soprano)
  • Kuzka. Moschettiere degli strielzi (baritono)
  • Tre strielzi (due bassi, un tenore)
  • Varsonofiev, Confidente di Golitsyn (basso)
  • Streshnev, Giovane araldo (tenore)
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Kovancina, o Kovantscina, Khovanshchina, Chovanščina in russo: Хованщина[?], Chovánščina), titolo a volte reso anche come La congiura dei principi Kovanskij, è un'opera (anzi, un "dramma nazionale in musica", secondo il sottotitolo dell'autore) in cinque atti, composta da Modest Petrovič Musorgskij tra il 1872 e il 1880 a Pietroburgo, Russia. Il libretto, scritto dallo stesso compositore, si basa su fonti storiche ed è ispirato da antiche cronache degli scismatici "Vecchi credenti", secondo cui la chiesa ortodossa era caduta nelle mani dell'Anticristo, ovvero il patriarca riformatore Nikon[1] (Viaggio in Palestina del pope Suchanov e Vita del protopope Avvakum[2]). L'opera è ambientata nella rivolta del 1682 a Mosca contro lo Zar Pietro il Grande, ma i temi principali sono la lotta tra le fazioni politiche dei progressisti e dei reazionari nel periodo della minore età di Pietro e la vita nella vecchia Moscovia prima delle riforme occidentalizzanti dello stesso Zar. Alla morte del compositore (1881), l'opera era incompiuta e ancora non rappresentata: ebbe la prima rappresentazione nel febbraio 1886, nella versione di Rimskij-Korsakov.

Indice

[modifica] Evoluzione di un'opera incompiuta

La prima dell'opera nell'edizione Rimskij-Korsakov fu messa in scena da un gruppo amatoriale il 21 febbraio 1886 a San Pietroburgo. Le successive rappresentazioni/edizioni seguirono un processo complicato, per non dire travagliato. La versione di Rimskij-Korsakov trovò infatti molto presto una forte critica da parte di Igor Stravinskij, che nel 1913, su commissione di Diaghilev, riscrisse il finale. Quindi, nel 1959, Dmitrij Šostakovič produsse una sua versione, che adesso è quella normalmente rappresentata. Infine nel 1989 Claudio Abbado fuse i due nuovi apporti in un'acclamata versione teatrale (e poi discografica e video) a Vienna. La versione Šostakovič fu adottata anche da Valerij Gergiev per le rappresentazioni che diresse tra il 1991 e il 1992 al Teatro Kirov di San Pietroburgo. Non eseguì tuttavia il finale di Stravinskij, e ripristinò due episodi incompiuti che Musorgskij aveva chiesto di tagliare. Anche di questa versione, in diverse rappresentazioni, esiste la registrazione sia audio sia video.

Le tappe fondamentali

Data Luogo Teatro Direttore Nota Versione
12 novembre 1897 Mosca Teatro Solodovnikov Chaliapin nella parte di Dosifei Rimskij-Korsakov
23 maggio 1959 Evgenij Svetlanov Film di Stroyeva Šostakovič 1959
25 novembre 1960 Leningrado Teatro Kirov Sergey Yeltsin Šostakovič 1959
1989 Vienna Opera di Vienna Claudio Abbado Paata Burchuladze nella parte di Dosifei Šostakovič 1959
Finale Stravinskij 1913
1992 San Pietroburgo Teatro Kirov Valerij Gergiev Šostakovič 1959
Ripristina tagli indicati dal compositore

[modifica] Genesi dell'intreccio

Vladimir Vasilievic Stasov ritratto da Repin nel 1873

Il preannuncio di Kovancina appare in una lettera inviata il 13 luglio 1872 dal compositore all'amico Vladimir Vasilievic Stasov. Come la precedente opera Boris Godunov, la Kovancina, ovvero La congiura dei Principi Khovanskij tratta un episodio storico della Russia, ovvero la ribellione del Principe Ivan Andreievic Khovanskij, dei suoi seguaci "Vecchi credenti" e del corpo militare degli strielzi contro Pietro il Grande, che stava tentando di introdurre nel paese alcune riforme all'occidentale. Alla fine Pietro ebbe la meglio, la ribellione fu schiacciata e (almeno nell'opera) i seguaci di Khovanskij commisero un suicidio di massa.

« Ho finito di riempire un quadernetto e l'ho intitolato Kovancina, materiali per un dramma musicale popolare. Sul frontespizio ho indicato le fonti, nove in tutto, non c'è male. Sono immerso nella raccolta del materiale, la mia testa bolle come una pentola... (Dalla lettera del compositore a Stasov riportata in parte da Gioacchino Lanza Tomasi in Guida all'opera, Mondadori, 1971, 1983) »

[modifica] Sinossi

Atto primo: Mosca. Piazza Rossa. Il boiardo Shaklovity detta allo scrivano una lettera per lo Zar, con la quale lo avverte di una rivolta del principe Khovanskij, capo della guardia degli strielzi, e dei Vecchi credenti (o raskol'niki). Sopraggiunge Ivan Khovanskij, che dichiara alla folla di porsi come difensore dello Zar dal tradimento dei boiardi ribelli. Intanto suo figlio Andrei insidia con la violenza Emma, una ragazza tedesca, ma viene scacciato da Marfa, una Vecchia credente. Il giovane minaccia di uccidere Emma, ma glielo impedisce l'arrivo di Dosifei, capo dei Vecchi credenti. Marfa si allontana con Emma.

Atto secondo: Padiglione estivo del Principe Vasili Golitsyn. Marfa gli predice il futuro, annunciandogli perdita di potere, esilio e povertà. Quando la donna se ne va, Golitsyn ordina ai servitori di ucciderla, affinché nessuno venga a sapere delle sue future disgrazie. Appare Ivan Khovanskij, il quale si lamenta con Golitsyn delle sue mene con i boiardi. La lite fra i due è placata da Dosifei, che cerca di convincerli a collaborare nella difesa delle antiche tradizioni ortodosse. Golitsyn si oppone con decisione. Riappare Marfa, che è stata salvata dalle guardie dello Zar ed è seguita da Shaklovity, il quale informa i presenti che lo stesso Zar ha saputo della congiura dei Khovanskji e l'ha denunciata con una pubblica affissione, definendola appunto una kovancina.

Atto terzo: Quartiere degli strielzi, dietro il Cremlino, a sud della Moscova. Marfa canta il proprio amore per Andrei Khovanskij, preconizzando la sua morte tra le fiamme insieme alla donna con cui lui l'ha tradita. Susanna, un'altra Vecchia credente, la sente di nascosto e la rimprovera aspramente. Interviene Dosifei, che la scaccia. Marfa ammette con lui di essere innamorata di Andrei. Sopraggiunge Shaklovity, che medita amaramente sulla patria in pericolo e chiede aiuto a Dio, che inviti un uomo capace di salvarla. Compaiono gli strilezi, ubriachi, inseguiti dalle mogli infuriate. La situazione è placata da Kuzka con una canzone sulla calunnia. Arriva agitatissimo lo scrivano, il quale annuncia che il quartiere degli strielzi è stato assalito e preso dagli ulani coni soldati dello Zar. Gli strielzi, sollecitati da Kuzka, chiedono a Khovanskji di mettersi alla loro guida, ma il principe si rifiuta: basta con le lotte fratricide, si obbedisca al volere di Pietro il Grande.

Atto quarto, Quadro primo: Ricca sala da pranzo di Ivan Khovanskij. Mentre il principe pranza, le contadine intonano un malinconico canto d'amore. Ivan chiede qualcosa di più allegro ed è molto contento della nuova canzone. Tuttavia sopravviene un domestico di Golitsyn, che gli annuncia un grave pericolo. Il principe lo ignora e lo fa frustare, poi chiede alle donne altri canti e danze, ma compare Shaklovity, il quale lo informa di una convocazione presso la Zarina. Dopo qualche incertezza, Khovanskij accetta, ma mentre si avvia un sicario lo pugnala. Shaklovity si china sul suo corpo e ripete l'ultimo verso dell'ultima canzone: "Gloria al bianco cigno. Ladu-Ladu".

Una lettera del compositore all'amico Stasov

Atto quarto, Quadro secondo: Mosca, Piazza Rossa, davanti alla Cattedrale di San Basilio. Golitsyn è condotto in esilio. Dosifei piange la disfatta dei cospiratori. Sui Vecchi credenti incombe la minaccia dello sterminio. Andrej accusa Marfa di avergli sottratto Emma, ma la donna lo placa e gli offre un nascondiglio tra i Vecchi credenti. Andrei cerca di chiamare gli strielzi alla riscossa, ma è troppo tardi: essi sono già condotti al patibolo. Ma Pietro, tramite un emissario, annuncia loro il perdono. Si torni a casa e si preghi Iddio.

Atto quinto: Una foresta vicino a Mosca; l'eremo dei raskol'niki. I Vecchi credenti si preparano a immolarsi in massa nel fuoco. Dosifei prega e li guida prima verso l'eremo e poi, in candide vesti e reggendo ceri accesi, verso il rogo. Mentre si sentono le trombe dei soldati inviati da Pietro per lo sterminio, su di esso salgono anche Marfa e Andrei, dopo essersi abbracciati e dopo che la donna ha appiccato il fuoco con il suo cero.

[modifica] Principali Arie e Numeri

Preludio: Alba sulla Moscova

Atto primo

  • Coro: "Arriva il capo! Arriva il capo! Salva o Dio il nostro capo!" (Strielzï)
  • Coro: "Gloria al Cigno bianco" (Popolo)

Atto secondo

  • Aria: Profezia di Marfa (Marfa)

Atto terzo

  • Aria: "Dorme il nido degli strielzi" (Shaklovity)

Atto quarto, Quadro primo

  • Balletto: Danza delle schiave persiane
  • Coro: "La bella del cigno scivola sull'acqua, ladu-ladu" (Contadine, Shaklovity)

Atto quarto, Quadro secondo

  • Preludio: La partenza di Golitsyn (Orchestra, Coro)
  • Coro: "Non avere pietà, punisci i maledetti" (Mogli degli strielzi)
  • Marcia: Marcia dei soldati di Pietro

Atto quinto

  • Aria: "Qui, in questo santo luogo" (Dosifei)

[modifica] Discografia

Versione Šostakovič, 1959

  • Leskovich, RAI, 1973, Bella Voce
  • Čakarov, Opera Nazionale di Sofia, 1986, Sony
  • Abbado, Wiener Staatsoper, 1989 (Con finale Stravinski 1913), DG
  • Abbado, Wiener Philharmoniker, 1989 (Con finale Stravinski 1913), Arthaus Musik DVD
  • Gergiev, Teatro Kirov, 1991, Philips
  • Gergiev, Teatro Kirov, 1992, Philips Video

Versione Rimskij-Korsakov, 1882

  • Khaikin, Teatro Kirov, 1946, Arlecchino
  • Nebolsin, Teatro Bol'šoj, 1951, Mezdunarodnaja Kniga - Dante/Lys
  • Baranovič, Opera Nazionale di Belgrado, 1954, Decca
  • Rodzinski, RAI, 1958, VAI, Datum, Stradivarius
  • Svetlanov, Teatro Bol'šoj (Film), 1959, Corinth Films
  • Khaikin, Teatro Kirov, 1972, Le Chant du Monde
  • Margaritov, Opera Nazionale di Sofia, 1974-78, Capriccio
  • Simonov, Teatro Bol'šoj, 1979, Pioneer Laser Disc - Kultur Video
  • Klas, Teatro d'Opera Estone, 1987, Lyric Distribution Video
  • Ermler, Teatro Bol'šoj, 1988, Melodija

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Le riforme di Nikon erano intese ad avvicinare la linea della chiesa ortodossa russa a quelle delle altre chiese europeo-orientali. Secondo i Vecchi credenti, invece, queste altre chiese erano più o meno strettamente legate a quella di Costantinopoli, caduta in mani turche proprio per le sue posizioni eretiche.
  2. ^ Avvakum (20 novembre 1620 o 1621 - 14 aprile 1682) fu la suprema guida dello scisma dei Vecchi credenti. Imprigionato più volte, fu alla fine arso vivo.
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