Koprivštica

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Koprivštica
comune
Копривщица
Localizzazione
Stato Bulgaria Bulgaria
Regione Sofia
Territorio
Coordinate 42°38′N 24°21′E / 42.633333°N 24.35°E42.633333; 24.35 (Koprivštica)Coordinate: 42°38′N 24°21′E / 42.633333°N 24.35°E42.633333; 24.35 (Koprivštica)
Altitudine 1060 m s.l.m.
Abitanti 2 490[1] (15-12-2007)
Altre informazioni
Cod. postale 2077
Prefisso (+359) (0)7184
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bulgaria
Koprivštica
Sito istituzionale

Koprivštica (in bulgaro Копривщица), è un'antica città della Bulgaria occidentale con 2490 abitanti. Si trova nella regione di Sofia, a 110 km dalla capitale. La città è l’unico centro abitato del comune di Koprivštica.

I numerosi monumenti culturali e la natura pittoresca rendono la città uno dei più famosi centri culturali e storici della Bulgaria. La città conserva l'aspetto che aveva ai tempi del Risorgimento Bulgaro (sec. XVIII - XIX). Di questo periodo sono rimasti 388 monumenti architettonici – case, ponti ad archi, chiese, fontane autentiche, mura di pietra - la maggior parte dei quali sono stati completamente restaurati.

Koprivštica è stata anche centro di un avvenimento di grande rilievo nella storia della Bulgaria - l'insurrezione di aprile (in bulgaro Априлско въстание, Aprilsko văstanie) per la liberazione dal dominio ottomano nel 1876. È città di scrittori, intellettuali e rivoluzionari.

Nel 1952 Koprivštica è stata proclamata città-museo e nel 1978 riserva nazionale architettonica e storica e centro del turismo internazionale.

Inno della città è "Bello il mio bosco", con testo di Ljuben Karavelov e musica di Georgi Goranov.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Koprivštica si trova lungo una conca del fiume Topolnica, circondata da 9 cime che portano nomi di santi. Sopra la città emergono le vette della Sredna Gora – Bogdan (1604 m) e Bunaj (1572 m). 110 km separano la città dalla capitale Sofia, 16 km dalla strada sub-balcanica e 90 km dalla città di Plovdiv.

Sono prevalenti i terreni boschivi e i faggeti. Dei più grandi animali selvatici sono presenti cinghiali, volpi, aquile, ecc.

Koprivštica ha tradizioni d’agricoltura e di allevamento che nonostante lo statuto di città sono ancora praticate da una parte della popolazione. Si coltivano soprattutto patate, segale, fagioli, piselli, prugne, zucche, zucchine, alcuni tipi di mela. Il clima rigido non permette la coltura di pomodori, grano, ecc. Si allevano pecore, mucche, cavalli, galline e anatre.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Koprivštica è situata a 1060 m sopra il livello del mare ed è la città più alta in Bulgaria, con clima montano-continentale. L’inverno è freddo (-4.0ºС di media durante gennaio, il mese più freddo), ma soleggiato, con uno spesso strato di neve. L’estate è fresca per l’altitudine e per la locale corrente settentrionale, tipica per la stagione estiva, che passa lungo la valle del fiume Topolnica venendo dai fianchi della catena dei monti Balcani (in bulgaro Стара планина, Stara planina, "Montagna vecchia")

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Ci sono alcune versioni riferite all’origine del nome della città, ma nessuna è definitivamente accettata e argomentata dal punto di vista scientifico. In alcuni documenti della prima meta del Settecento si trova il nome Koprištica. L’introduzione della “v” viene fatta alla fine del XVIII secolo per motivi di sonorità.

Ecco alcune delle versioni più diffuse:

Presenza di minerale[modifica | modifica sorgente]

Secondo quest’ipotesi, nella città è stato estratto minerale di ferro. I nomi antiquati delle parole minerale e miniera sono “rupa” (in bulgaro рупа) e “rupište” (in bulgaro рупище). Non ci sono molte prove di estrazione di minerali a Koprivštica, ma esistono documenti in cui si parla della relazione tra la città e il minerale. È possibile che il minerale fosse stato trasportato da qualche altro posto.

Nei tempi passati i cittadini della Koprivštica venivano chiamati “kupci”. Dal collegamento di “kupci” con “rupa” e “rupište” si formano dei nomi molto vicini al nome attuale della città – “koprupci” (in bulgaro копрупци), “koprupište” (in bulgaro копрупище), “koprupštenci” (in bulgaro копрупщенци)

Un insieme di “fiumiciattoli”[modifica | modifica sorgente]

La località dove è situata la città di Koprivštica è attraversata da tanti ruscelli e fiumi che scatiuscono dalle colline vicine e si uniscono nel letto del fiume Topolnitsa. È probabile che da questo insieme di “fiumiciattoli” (kup rečici pronunciato in bulgaro) derivi il nome della città.

L’ortica[modifica | modifica sorgente]

La località abbondante di acqua e il clima adeguato hanno sviluppato la crescita dell’ortica (in bulgaro коприва, kopriva) nella città e i suoi dintorni. La somiglianza del nome della pianta con il nome della città dà luogo a una delle teorie per l’origine del nome Koprivštica.

Il letamaio[modifica | modifica sorgente]

Nel passato la sussistenza principale degli abitanti di Koprivštica era l’allevamento di bestiame. Alcuni suppongono che il nome della città derivi dalla parola greca kopros che significa letamaio, concime.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le leggende[modifica | modifica sorgente]

Koprivštica fu fondata alla fine del secondo impero bulgaro. Ufficialmente si suppone che la città sia stata fondata nel 1323 quando il re era Ivan Šišman. Ci sono alcune leggende che riguardano la fondazione di Koprivštica:

Città fondata da profughi[modifica | modifica sorgente]

Forse la leggenda più verosimile è quella che racconta Najden Gerov (in bulgaro Найден Геров). Secondo lui i fondatori della città furono boiardi della capitale Tărnovo, fuggiti dopo la caduta della città sotto la dominazione ottomana, attraverso i monti Balcani verso la parte centrale della catena di Sredna Gora (chiamata anche Antibalcani). A testimonianza di questo è la vicinanza dei dialetti parlati a Koprivštica e a Tărnovo oltre a diversi nomi di boiardo – Radomir, Desimir, Debeljan...

Ci sono delle ipotesi secondo le quali tra i profughi ci sarebbero stati tre pastori – Lambo, Toroman e Arnautinin (si chiamavano così i profughi delle regioni macedoni più vicine all’Albania). Loro avrebbero creato piccole comunità familiari che sarebbero cresciute col tempo e avrebbero dato i nomi delle ancora esistenti borgate della città – la borgata di Toroman, la borgata di Lambo e la borgata di Arnautin.

La leggenda della "Župa"[modifica | modifica sorgente]

Si suppone che le antiche strade che collegavano le città di Zlatica (in bulgaro Златица), di Pirdop (in bulgaro Пирдоп) e di Klisura (in bulgaro Клисура) con le città di Strelča (in bulgaro Стрелча) e di Panagjurište (in bulgaro Панагюрище) si incrociassero nel posto dove oggi si trova Koprivštica.

Per le favorevoli condizioni della natura in quel luogo si sarebbe stabilita un’antica famiglia bulgara – la cosiddetta “župa” (in bulgaro жупа). La famiglia avrebbe dato inizio di un centro abitato. Con l’aumento delle persone della župa sarebbe aumentato anche il numero delle case e si sarebbero create piccole comunità. Quasi tutti avevano dei soprannomi – Tihanek, Kozlek, Duplek, Lomek – relativi a tratti specifici, a occupazioni o a eventi legati alla persona. Dai soprannomi sarebbero derivati anche i nomi delle nuove borgate, alcuni dei quali sono rimasti come cognomi fino ad oggi. A sostegno di questa teoria è anche il fatto che una parte della borgata di Lambo ancora oggi si chiama "la Župa".

La boiarda della montagna di Rila[modifica | modifica sorgente]

Un’altra leggenda racconta di una giovane donna stabilitasi al posto dove si trova Koprivštica oggi perché la località le sembrava adatta per allevare bestie. Poco dopo il suo arrivo lei sarebbe andata a Edirne (in italiano Adrianopoli) a chiedere al sultano un ferman (decreto) col quale diventava sovrana di Koprivštica e il paese otteneva grandi privilegi. In questo decreto per la prima volta Koprivštica fu stata chiamata "Avrat alan" che in turco significa "prato femminile".

La leggenda dice ancora che da lì non sarebbero potuti passare i turchi con i cavalli ferrati, né le turche avrebbero potuto partorire a Koprivštica, e gli abitanti avrebbero potuto portare liberalmente le armi.

In segno di gratitudine alla boiarda gli abitanti del paese l'avrebbero chiamata la Sultana.

È possibile che le ultime due versioni della creazione di Koprivštica siano legate. Negli anni dopo lo stabilimento della jupa i legami di parentela erano molto stretti. Per questo motivo gli abitanti di Koprivštica non si sposavano fra di loro, ma cercavano moglie da altre parti. È probabile che qualcuno dei membri della župa con origine nobile abbia preso moglie da un’altra famiglia nobile fuori della città.

Possesso di una principessa turca[modifica | modifica sorgente]

Questa leggenda dice che Koprivštica sarebbe stata un waqf (in turco vakıf) della figlia di Solimano I detto "il Magnifico", bella principessa, famosa nella storia turca.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Gli abitanti di Koprivštica conservarono il loro benessere anche dopo la caduta della Bulgaria sotto la dominazione ottomana. La ricchezza del paese attirò i briganti che saccheggiarono la città tre volte. Koprivštica fu incendiata nel 1793, nel 1804 e nel 1809, ma grazie alla diligenza dei suoi abitanti si è conservata fino ai nostri giorni.

Esisterono diversi decreti sultanali che assicuravano a Koprivštica certi diritti e libertà ed ebbero buon effetto sul suo sviluppo. Grazie a questi decreti il paese ebbe assoluta autonomia locale realizzata da consiglieri comunali chiamati aasi.

In quei tempi si sviluppava molto l’allevamento di bestiame. Si allevavano più di 120 000 pecore, 20 000 bovini, 2 000 cavalli purosangue e alla capitale sultanale si fornivano formaggi, carne e pelle conciata. Prosperava il commercio di bovini e la produzione di panno e babbucce. Le donne lavoravano colorati tappeti di lana, cinture, variopinte calze.

Ogni anno da Koprivštica si esportavano più di 250 000 paia di calze che si vendevano ai mercati dell’Impero ottomano insieme con le specialità culinarie della città – luganiche, salsicce, pastarmà. I commercianti viaggiavano per tutto l’impero ottomano – Egitto, Siria – e al ritorno portavano seta, frutta meridionale e molte altre merci. Così alla fine dell’900 l’economia del paese si sviluppò molto e la popolazione raggiunse 12 000 abitanti.

Koprivštica fu nominata città per la prima volta nel 1873. In quel tempo c’erano già alcune farmacie e tre medici, laureati a Vienna e Atene. Per mettere in rilievo la sua prosperità gli abitanti ricchi costruivano case sempre più belle. Così apparvero i primi modelli dell’architettura del Risorgimento di Koprivštica.

Nel 1810 fu inaugurata la prima scuola elementare in un convento. Nel 1846 Najden Gerov fondò la prima scuola di classi nella Bulgaria. Nel 1850 aprì le sue porte anche la scuola femminile. Nel 1869 Vasil Levski (in bulgaro Васил Левски) formò il comitato di rivoluzione.

Koprivštica è città natale di molti dei precursori e dei dirigenti spirituali del risorgimento bulgaro. Il 20 aprile 1876 qui fu sparato il primo piombo contro il nemico ottomano segnando l'inizio dell’Insurrezione di aprile (in bulgaro Априлско въстание) che portò alla liberazione della Bulgaria.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Koprivštica è ricca di monumenti di architettura del Risorgimento Bulgaro (XVIII-XIX secolo). Nella città, che conserva il suo aspetto originale, sono presenti numerose antiche case in pietra e legno con grandi balconi, fontane di pietra, ponti ad archi, vie acciottolate, alti muri in pietra e chiese. I monumenti storico-architettonici dell’epoca del Risorgimento Bulgaro sono 388, 15 dei quali sono di importanza nazionale.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Casa-museo di Oslekov – oggi museo etnografico

La casa di Oslekov (in bulgaro Ослекова къща, Oslekova kăšta) fu costruita nel 1856 per Nenčo Nikolov Oslekov da un capo mastro della città di Samokov e segue lo stile dell'architettura di Plovdiv. Si trova in uno stretto cortile ed è composta da un’alta cantina, un pianterreno e un piano.

La casa è asimmetrica ed attrae con le sue pitture murali ed il magnifico intaglio in legno. Ci sono tre colonne di cedro del Libano su cui poggia il secondo piano. Le stanze sono tinteggiate in diversi colori. Tra gli oggetti possono essere ammirati gioielli femminili, collezioni di calze lavorate a maglia e pizzi lavorati.

La casa di Oslekov è di importante rilievo anche dal punto di vista storico. Nenčo Oslekov (in bulgaro Ненчо Ослеков) fu un commerciante. Prima di occuparsi del commercio in tessuti riscuoteva le tasse del bestiame chiamate beglica. In quel periodo i suoi beni e la sua condizione sociale miglioravano ma nonostante questo decise di prendere parte alle lotte di liberazione nazionale. Nel salone della sua casa furono prodotti gli abiti dei ribelli. Dopo la disfatta dell’Insurrezione di aprile Oslekov fu catturato e impiccato a Plovdiv il 27 giugno 1876.

casa-museo di Liutov

Casa-museo di Liutov (in bulgaro Лютова къща, Ljutova kăšta)

Fu costruita da capo mastri di Plovdiv nel 1854 per Stefan Topalov (in bulgaro Стефан Топалов). La casa rappresenta l’ultima fase dello sviluppo dell’architettura del risorgimento di Koprivštica. Fa ammirare per la sua ricca architettura interiore ed inferiore, e la gronda sulla quale è scritta la data della sua costruzione. I soffitti sono composti da geometrici ornamenti in legno. La decorazione pittorica contiene ceste di fiori, paesaggi di Costantinopoli, Venezia, Cairo ed Alessandria. In mezzo al salone centrale c’è una fontana originale che rinfrescava la casa con acqua di rosa. Nella parte iniziale ci fu uno strato di pittura più antico, rimasto probabilmente dall'epoca della costruzione della casa; dopo c’è un altro strato, visibile ancora oggi.

Nel 1906 la casa fu comprata dal mercante Petko Ljutov (in bulgaro Петко Лютов) dal quale deriva il nome attuale.

Nel pianterreno c’è una costante mostra di tappeti e una collezione di feltri moderni – passatoi di lana che si usavano anche per dormire e si facevano in casa attraverso vari modi di pressazione.

casa-museo di Kableshkov

Casa-museo di Kableškov

La casa fu costruita nel 1845 da Genčo Mladenov e segue l’architettura delle case della città di Plovdiv. È casa natale del rivoluzionario Todor Kableškov (in bulgaro Тодор Каблешков).

Tutto l’edificio è simmetrico, organizzato intorno al grande salone rotondo disposto al centro della casa. Ci sono tre facciate simmetriche con logge semirotonde. Il capo mastro è anche autore di tutto l’arredamento interiore: le scale, i soffitti, gli armadietti, le porte, i colori. È molto particolare il grande sole in legno che sta nell'ampio salone al secondo piano.

Il primo piano rispecchia l’autentico ambiente di vita della famiglia di Ljulčo Kableškov (in bulgaro Люлчо Каблешков). Qui si trovano le stanze delle donne, la cucina, il soggiorno, la stanza di Todor Kableškov. Il secondo piano è diviso in due parti. La prima parte rappresenta la vita e l’attività rivoluzionaria di Kableškov e la seconda la preparazione, lo svolgimento e lo scoppio dell’Insurrezione di aprile. Nel museo si trovano i libri di Kableškov, i suoi due fucili, le armi dei rivoluzionari.

Casa-museo di Dimčo Debeljanov

Fu costruita nel 1830 ed è casa natale del poeta Dimčo Debeljanov (in bulgaro Димчо Дебелянов). Ha due piani e una grande veranda (in bulgaro: чердак, čerdak).

La casa corrisponde alla seconda fase di costruzione nella città, il cosiddetto tipo di case “della corporazione artigiana”, e si distingue dal basso soffitto del primo piano. Ha conservato la sua autenticità. Tra gli oggetti esposti si possono vedere la culla del poeta, la piccola valigia con la quale ha portato i suoi libri al fronte della prima guerra mondiale, manoscritti, foto, diverse edizioni delle sue opere.

Casa-museo di Georgi Benkovski

La casa fu costruita nel 1831 da capo mastri locali seguendo il tipo di case “della corporazione artigiana” - due piani e una grande veranda. Qui è nato il capo dell’Insurrezione di aprile, il rivoluzionario Georgi Benkovski (in bulgaro Георги Бенковски).

Tra gli oggetti più interessanti è anche il fucile originale del voivoda con il quale combatté contro gli ottomani durante l’Insurrezione di aprile.

Casa-museo di Ljuben Karavelov

La casa si trova vicino al fiume Topolnica. È composta da tre edifici, costruiti in 25 anni. Qui sono nate e cresciute due delle persone più celebri della vita culturale e politica della Bulgaria prima e dopo la Liberazione: Ljuben Karavelov (in bulgaro Любен Каравелов) – pubblicista, rivoluzionario e scrittore, e suo fratello Petko Karavelov (in bulgaro Петко Каравелов) – Primo ministro, Ministro delle finanze, uno dei creatori della Bulgaria moderna.

La casa è monumento nazionale dell’architettura e fu costruita da capo mastri locali in tre fasi. Le più antiche sono la “casa invernale”, costruita nel 1810 e “l’edificio economico” del 1820. La più nuova è la “casa estiva” costruita nel 1835 ed è interessante per la facciata leggermente sporgente sopra la via. Gli oggetti esposti rappresentano la vita e l’opera di Petko Karavelov.

Nel cortile si trova il vecchio pero, piantato dallo scrittore nel 1854 e dichiarato monumento della natura. Tra i campioni del museo il posto centrale è occupato dalla macchina da scrivere di Ljuben Karavelov con cui scriveva la rivista “Conoscenza” (in bulgaro Знание, Znanie) e il giornale “Bandiera” (in bulgaro Знаме, Zname). Dopo la liberazione con la stessa macchina da scrivere fu scritta anche la prima costituzione della Bulgaria.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Mausoleo di Aprilci

Il mausoleo di Aprilci è il simbolo della città ed è dedicato alle vittime dell’Isurrezione di aprile. Si trova al centro della città, in piazza “20 aprile”. Fu costruito nel periodo 1926 – 1928 da tagliapietre locali. La costruzione fu finanziata dal benefattore della città Nenčo Paleev.

Il mausoleo è un monumento piramidale a cupola, di due piani. Al primo piano si trova l’ossario e al secondo piano c’è una piccola cappella sopra la quale sta una lastra incassata nel muro dove è scritto “Per l’isurrezione di aprile 1876 dalla quale è spuntata l’alba della libertà bulgara. Costruito da Nenčo Paleev – 1926”.

Monumento a Georgi Benkovski

Monumento a Georgi Benkovski
Monumento alla Madre

È il monumento più alto nella città. La scultuta di 11 metri rappresenta Benkovski su un cavallo al galoppo sotto il quale ci sono cinque morene – simbolo dei secoli di giogo. Alla base sono incavate le parole di Benkovski: “Alzatevi, schiavi! Io non voglio il giogo!”. Sembra che la scultura esca dalla roccia.

Monumento di Todor Kableškov

Il monumento all’organizzatore e capo dell’Insurrezione di aprile a Koprivštica si trova vicino alla sua casa natale, oggi museo. La scultura è alta 2,9 metri.

Monumento “Il primo fucile”

Fu creato nel 1928 ed è un blocco di granito rettangolare. In mezzo al blocco è inserito un bronzo con bassorilievo che rappresenta un insorto di Koprivštica con un fucile in mano, sullo sfondo di una campana barcollante. Sui due lati del bassorilievo è incavato il testo: “Voi, i sette: Georgi Tihanek, Velio l’Orfano, Georgi il Tagliapietre, Velio Mirčev, Nedeljo Tihanek, Ivan Furnadžiata, Ilja Nenčov – voi avete sparato qui, in questo posto, il primo piombo contro l’oppressore cinquesecolare e avete portato la corona della gloria combattiva per la liberazione. La patria vi esalterà per sempre”.

Il monumento si trova nel posto dove il primo sparo diede l’inizio dell’Insurrezione di aprile, lo sparo col quale Georgi Tihanek uccise lo zaptie Kara Hiusein il 20 aprile 1876.

Monumento alla Madre

Uno dei monumenti più belli nella Bulgaria, il monumento alla Madre fu creato nel 1934, tre anni dopo il trasferimento dei resti mortali del poeta Dimčo Debeljanov. È fatto di pietra della città di Aitos e rappresenta una donna anziana (la madre del poeta) sedutasi sulla soglia del portone, immersa in profondo dolore, che sta aspettando il ritorno di suo figlio. Sulla porta sono incavate le strofe del poeta: “... e in calmo rapimento aspetta lei che venga suo figlio...”

Nel 1969 una copia del monumento fu messa sulla sua tomba, nel cortile della chiesa Santa Madonna, e l’originale si trova nel cortile della casa natale del poeta.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Notevoli monumenti dell’architettura sono anche le due chiese di Koprivštica– San Nicola e L’assunzione.

Chiesa di San Nicola

Chiesa di San Nicola

Il tempio fu costruito nel periodo 1842-1844 grazie alle generose donazioni delle corporazioni di artigiani e delle ricche famiglie di Koprivštica. Gli angoli sono murati di pietre sgrossate per ottenere maggiore stabilità costruttiva. Le mura sono fatte in blocchi di pietra grigia con pezzi brillanti. L’iconostasi della chiesa è composta di cornici in legno dentro le quali sono poste le icone. Il pavimento è coperto di lastre di pietra bianca, ordinate dall’isola Marmara.

Chiesa dell’Assunzione

Chiesa dell’Assunzione

La chiesa fu costruita nel 1817 al posto di un antico tempio, incendiato e distrutto dai briganti ottomani. Una leggenda dice che la chiesa sarebbe stata costruita in 11 giorni. È bassa e colorata come una casa per non attirare l’attenzione. L’iconostasi fu ultimata nel 1821 e contiene scene bibliche, motivi vegetali, uccelli ed animali. Le icone furono dipinte da Zahari Zograf (in bulgaro Захари Зограф), uno dei più famosi pittori bulgari. Nel cortile della chiesa si trovano le tombe di alcuni celebri abitanti di Koprivštica – Todor Kableškov, Dimčo Debeljanov, Nenčo Palaveev.

Ponti ad archi[modifica | modifica sorgente]

Particolarmente interessanti per la loro unica architettura sono i numerosi ponti ad archi. È dominante l'arco dei parapetti e degli archi dei ponti. Sulla pietra dei parapetti sono scritti l’anno della creazione e il nome del creatore.

I ponti più famosi sono:

  • il ponte di Kalăchev (in bulgaro Калъчев мост, Kalăčev most)– costruito nel 1813 e rimasto nella storia come il ponte del primo fucile, dal quale il 20 aprile 1876 viene sparato il primo colpo contro l’oppressore ottomano;
  • il ponte di Kerekov (in bulgaro Кереков мост, Kerekov most);
  • il ponte di Pejov (in bulgaro Пейовски мост, Pejovski most)

Personaggi celebri[modifica | modifica sorgente]

Koprivštica è la città natale di celebri personaggi del Risorgimento Culturale bulgaro, partigiani per l'indipendenza nazionale, illuministi, letterati, poeti e scrittori. Alcuni di loro sono: Ljuben Karavelov, Najden Gerov, Todor Kableškov, Georgi Benkovski, Dimčo Debeljanov.

  • Ljuben Karavelov (1834-1879) (in bulgaro Любен Каравелов) fu un celebre enciclopedista, poeta, scrittore, giornalista bulgaro. Scrisse opere bibliografiche, articoli di numismatica, di lessicografia, di letteratura bulgara, di cultura, di storia politica. Contribuì al progresso del pensiero pubblico nella Bulgaria di quel tempo. Fu redattore del giornale “Libertà” (1869-1873) e anche del giornale “Indipendenza” (1873-1874) insieme con Hristo Botev (in bulgaro Христо Ботев). Inoltre in quel periodo fu dirigente del comitato centrale rivoluzionario bulgaro.
  • Najden Gerov (1823-1900) (in bulgaro Найден Геров) fu uno scrittore, linguista, folklorista e attivista bulgaro. Si laureò ad Odessa e dopo il suo ritorno a Koprivštica creò la prima scuola divisa in classi e il primo programma di studio nella Bulgaria. Partecipò attivamente alla lotta contro la pressione greca sulla nazionalità e sulla lingua bulgara. Najden Gerov fu il primo diplomatico bulgaro – console russo a Plovdiv nel periodo 1856-1877 – e fu il primo governatore generale della prima città bulgara liberata dai russi, Svištov (in bulgaro Свищов). Durante l’Insurrezione di aprile svolge una grande attività a difesa del popolo bulgaro. Najden Gherov fu autore anche di alcuni sussidi didattici e del “Vocabolario della lingua bulgara” che contiene 78620 parole, più di 24 000 frasi, 5 000 parti di canzoni popolari e più di 15 000 proverbi.
  • Todor Kableškov (1851-1876) (in bulgaro Тодор Каблешков) fu un rivoluzionario bulgaro, uno dei capi dell’Insurrezione di aprile nella regione Rumelia dell’Impero Ottomano. Svolse alcune attività di formazione culturale. Il 19 aprile 1876 alcuni zaptie ottomani vennero ad arrestare i capi dell’Insurrezione. Todor Kableškov decise di annunciare l’Insurrezione subito invece di aspettare il 1 maggio come fu stabilito. Il 20 aprile sparò il primo colpo verso uno zaptie ottomano. Il commissariato di polizia venne occupato e sventolò la bandiera dell’Insurrezione. Todor Kableškov scrisse la “lettera insaguinata” a Volov e Benkovski segnandola con una croce del sangue degli ottomani uccisi. L’Insurrezione era iniziata. Con circa 100 insorti si diresse verso la montagna, ma alla mattina il gruppo si disgregò. Kableškov e alcuni uomini vennero catturati dagli ottomani. Verso la mezzanotte di 16 giugno, quando tutti dormivano, lui riuscì a prendere la pistola di uno zaptie e si sparò al cuore.
  • Georghi Benkovski (intorno 1843-1876) (in bulgaro Георги Бенковски) fu un rivoluzionario bulgaro, figura centrale nell’organizzazione dell’Insurrezione di aprile e il capo del quarto distretto rivoluzionario. Il 20 aprile 1876, dopo aver ricevuto la “lettera insaguinata” di Kableškov, annunciò l’insurrezione a Panagjurište (in bulgaro Панагюрище). Organizzò un grande reparto chiamato “Il gruppo volante di Benkovski” (in bulgaro хвърковатата чета на Бенковски, Hvărkovatata četa na Benkovski) col quale girava i paesi della regione, annunciava l’insurrezione e combatteva contro l’esercito ottomano. Dopo la disfatta a Panagjurište Benkovski si diresse con un piccolo gruppo di insorti verso i Monti Balcani. Fu ucciso il 12 maggio 1876.
  • Dimčo Debeljanov (1887-1916) (in bulgaro Димчо Дебелянов) fu un poeta bulgaro, autore di poesie liriche e di satira pubblicate in diverse edizioni periodiche, collaboratore di diverse riviste satiriche – “Contemporaneo”, “Strada nuova”.

Nel 1916 andò al fronte della prima guerra mondiale e morì il 2 ottobre 1916 nella battaglia vicino a Demir Hisar come comandante di compagnia.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Dal 1965 ogni cinque anni a Koprivštica si svolge la festa di folclore, visitata da molti turisti da tutte le parti della Bulgaria e dall’estero.

Un altro avvenimento culturale è la ricostruzione dell’Insurrezione di aprile che si presenta il 1 maggio di ogni anno.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo è il settore principale dell'economia di Koprivštica.

Koprivštica ha una lunga storia e un ricco patrimonio culturale. I servizi turistici sono rappresentati dalle sei case-musei, le due chiese, una galleria d’arte, negozi di souvenir, numerosi piccoli alberghi di famiglia e ristoranti in stile folcloristico, un centro ecologico per bambini, “sentiero della salute” (itinerario ecologico leggero), undici itinerari pedonali, un moderno centro con diverse sale di conferenza ed eventi di attrazione del calendario culturale, organizzati per i visitatori della città.

Mappa di Koprivštica[modifica | modifica sorgente]

http://koprivshtitsa-bg.com/index.php?page=location&cat=city&lang=en

Il centro turistico[modifica | modifica sorgente]

Il centro turistico “Bogdan” è creato nel 2006 e si trova lungo il corso principale della città, di fronte al centro amministrativo. Qui i turisti possono trovare le informazioni necessarie per il loro soggiorno. Ai suoi ospiti il centro turistico offre:

  • informazione per i monumenti culturali della città-museo;
  • informazione attuale per gli avvenimenti culturali;
  • programmi turistici di attrazione – gite di uno o più giorni;
  • informazione sugli itinerari pedonali nei dintorni di Koprivshtitsa;
  • scuole all'aperto;
  • guide turistiche per la montagna;
  • organizzazione di picnic nel cuore della natura;
  • gite a cavallo;
  • istruzione ecologica;
  • sale di conferenza;
  • organizzazione di visite di studio al parco ecologico per bambini;
  • attività sportive al “sentiero della salute”;
  • informazione su ristoranti e alberghi.

Itinerari a Koprivštica[modifica | modifica sorgente]

1. la casa di Dogan – la casa natale di Najden Gherov – la piazza “20 aprile” – la casa di Oslekov – il monumento della Madre – la chiesa l’Assunzione – la casa di T. Kableškov – il ponte “Il primo fucile” – il museo etnografico (la casa di Ljutov) – la scuola di Najden Gerov (la galleria d’arte)

2. la piazza “20 aprile” – la casa di Oslekov – il monumento della Madre – la chiesa l’Assunzione – la casa di T. Kableškov – il ponte “Il primo fucile” – il museo etnografico – la scuola di Najden Gerov

3. il parco ecologico per bambini – la casa di Ljuben e Petko Karavelov – la casa di G. Benkovski – il monumento di G. Benkovski – la chiesa San Nicola

4. la chiesa l’Assunzione – la chiesa San Nicola – la cappella Santo Spas

5. la piazza “20 aprile” – la casa di Oslekov – la casa di D. Debeljanov – la casa di Dogan – la casa di N. Gerov

Itinerari nei dintorni di Koprivštica[modifica | modifica sorgente]

Intorno alla città ci sono prati e boschi di conifere e faggete, attraversati da numerosi sentieri. Spesso gli itinerari portano alle strade carreggiabili, che qui sono parecchie, e per questo sono adatte al turismo in bicicletta.

  • Sentiero della salute

L'itinerario comincia dal pendio che si trova all'inizio dei prati in località “Vojvodenec” (in bulgaro Войводенец), dove si svolge la festa nazionale di folclore. È molto leggero e ben marcato. Lungo l'itinerario ci sono molti impianti sportivi – sbarre, anelli, ecc. Così il percorso può essere usato non solo per passeggiate, ma anche per lo sport. Dal lato destro del sentiero è il bosco e a sinistra ci sono vasti prati. Il terreno è piano, ci sono cartelli che indicano la strada e i possibili esercizi sportivi.

Se l'itinerario si usa per passeggiare, senza l'attività sportiva, il passaggio dura poco più di un'ora se si cammina tranquillamente.

  • Tumuli traci

La prima parte dell'itinerario è salita, mentre la seconda parte è discesa attraverso una pineta. Comincia dalla fine della città, dall'uscità per Plovdiv. La strada attraversa una zona di alberghi e una cascina e porta ai piedi di un pendio ripido. Ci sono cartelli e marcature colorate. Si continua sul pendio attraversando una pineta dopo la quale sulla sinistra si vede la cappella del Santo Salvatore. Dopo un'altra salita si arriva a un grande prato da dove si vede Koprivštica. Da qui ci sono due sentieri che portano ai tumuli traci, che si trovano in una pineta e sono segnati con una lastra di pietra. Il sentiero di ritorno è leggero e porta all’altra estremità di Koprivštica.

Se si cammina con calma il passaggio dura circa un'ora e mezza.

Itinerari vicino a Koprivštica[modifica | modifica sorgente]

A distanza di 20–30 km da Koprivšticaci sono diversi e interessanti posti da visitare, alcuni dei quali sono:

  • la città di Strelča (in bulgaro Стрелча) – una città famosa per le sue sorgenti termali e per le rose;
  • Starosel (in bulgaro Старосел) – un paese noto per i ritrovamenti archeologici;
  • “Le colonne di Panagjurište” (in bulgaro Панагюрски колони) - un luogo di villeggiatura in montagna;
  • la località Le barricate (in bulgaro Барикадите)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]

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