Kodomo no hi

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Kodomo no hi
Whale koinobori.jpg
Koinobori appesi a un pennone
Tipo di festa nazionale
Data 5 maggio
Celebrata in Giappone Giappone
Oggetto della celebrazione Festeggiare l'indole e la felicità dei bambini
Oggetti liturgici Koinobori
Feste correlate Golden Week
Data d'istituzione 1948

Kodomo no hi (こどもの日? "giorno dei bambini") è una festività nazionale giapponese celebrata il 5 maggio (il quinto giorno del quinto mese) che chiude la Golden Week. Il giorno viene dedicato al rispetto dell'indole dei bambini e per festeggiare la loro felicità. Dal 1948, con un provvedimento del governo giapponese, è una delle festività nazionali.

Tango no Sekku[modifica | modifica sorgente]

La festività, in origine, era conosciuta come Tango no Sekku (端午の節句?) e veniva celebrata il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare (o calendario cinese). Quando il Giappone iniziò a utilizzare il calendario gregoriano la festività venne spostata al 5 maggio.[1] Questa festività è celebrata anche in Cina, Taiwan, Hong Kong e Macao (dove prende il nome di Festa di Duanwu in mandarino o Festa di Tueng Ng in cantonese), Corea (Dano) e in Vietnam (Tết Đoan Ngọ): in questi paesi viene rispettata la data tradizionale secondo il calendario lunare. La festività era in origine dedicata ai soli figli maschi, ma nel tempo fu modificata per festeggiare tutti i bambini.

Tan significa "inizio", mentre go indica il segno del Cavallo nell'Oroscopo cinese (che cade nel quinto mese del calendario lunare)[2]; Sekku significa "festa stagionale". In Giappone vengono festeggiati cinque sekku (五節句 gosekku?): oltre al Tango si celebrano il Jinjitsu (7 gennaio), l'Hinamatsuri (3 marzo), Tanabata (7 luglio) e il Kiku no Sekku (9 settembre). Il Tango no Sekku segna l'inizio dell'estate e della stagione delle piogge.

"Festa giapponese in onore della nascita dei bambini", foto tratta dal libro Sketches of Japanese Manners and Customs di J.M.W Silver, pubblicato a Londra nel 1867

Non si conosce con precisione il momento in cui si iniziò a celebrare questa ricorrenza, probabilmente durante il regno dell'Imperatrice Suiko (592—628). In Giappone la data del Tango no Sekku (quinto giorno del quinto mese) fu scelta dopo il Periodo Nara (710—794).

Fino alla fine degli anni quaranta il Tango no Sekku prendeva il nome di Festa dei ragazzi (conosciuto anche come Festa delle bandiere), mentre la Festa delle ragazze (Hinamatsuri) veniva celebrata il 3 marzo. Nel 1948 il governo giapponese decretò il Tango no Sekku festa nazionale per celebrare la felicità di tutti i bambini e per esprimere gratitudine verso le madri; il nome della festività venne cambiato in Kodomo no hi.

I koinobori[modifica | modifica sorgente]

In occasione del Kodomo no hi le famiglie espongono i koinobori, delle maniche a vento decorate a forma di carpa. Per ogni figlio (in alcuni casi soltanto per i maschi) viene esposto un koinobori raffigurante Kintarō con il kabuto — il tradizionale elmetto militare giapponese — mentre cavalca una grande carpa. Kintarō e il kabuto sono un auspicio perché il bambino cresca forte e sano, mentre la carpa si rifà a una leggenda cinese secondo la quale una carpa che nuotava controcorrente si trasformò in drago; il vento muove i koinobori in una maniera che ricorda il nuoto del pesce.

Kintarō (金太郎?) è il nome con il quale era conosciuto durante l'infanzia Sakata no Kintoki, uno dei discepoli di Minamoto no Raikō vissuto nel periodo Heian e divenuto famoso per la notevole forza che aveva da bambino. La leggenda narra che Kintarō cavalcasse un orso e che trascorresse il tempo giocando con gli animali sulle montagne da fanciullo.[3]

Piatti tradizionali[modifica | modifica sorgente]

Nel giorno del Kodomo no hi vengono serviti i kashiwa-mochi (mochi ripieni di anko avvolti in foglie di quercia) e i chimaki (pasta di riso glutinoso dolce avvolta in foglie di bambù).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nussbum e Louis Frédéric, Japan Encyclopedia, "Tango no Sekku", Harvard University Press, 2005, p. 948, ISBN 9780674017535. URL consultato l'8 maggio 2014.
  2. ^ (JA) Tango no Sekku to Gogatsu Ningyo, http://www.ningyo-kyokai.or.jp/. URL consultato l'8 maggio 2014.
  3. ^ ilbazardimari.net, Le avventure di Kintaro, il ragazzo d'oro. URL consultato il 9 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]