Kissin' Cousins

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Kissin' Cousins
Artista Elvis Presley
Tipo album Colonna sonora
Pubblicazione 2 aprile 1964
Durata 26:15
Dischi 1
Tracce 12
Genere Pop
Bluegrass
Rock and roll
Etichetta RCA Records
Produttore Gene Nelson
Fred Karger
Note n. 6 Stati Uniti
Elvis Presley - cronologia
Album precedente
(1963)
Album successivo
(1964)

Kissin' Cousins è un album di Elvis Presley contenente la colonna sonora del film da lui interpretato intitolato Il monte di Venere, pubblicato dalla RCA Victor Records in formato mono e stereo, n° di catalogo LPM/LSP 2894, nell'aprile 1964.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Le sedute di registrazione per l'album ebbero luogo nello Studio B della RCA a Nashville, Tennessee, il 26 & 27 maggio, e il 29 & 30 settembre 1963. Queste furono le ultime sedute di incisione in studio di Presley prima dell'impatto deflagrante della Beatlemania negli Stati Uniti. L'album raggiunse la posizione numero 6 nella classifica di Billboard Top Pop Albums. Durante la stessa settimana della pubblicazione del disco di Presley, il 4 aprile 1964, i The Beatles detenevano ben dodici posizioni in classifica nella Billboard Hot 100 riservata ai singoli, incluse le cinque posizioni più alte. Era ormai evidente che la proposta musicale di Elvis era diventata sorpassata e stagnante e che l'incerta direzione della sua carriera ormai orientata più verso film musicarelli per adolescenti piuttosto che alla musica vera e propria, lo stava rapidamente mettendo "fuori moda" rispetto alle nuove leve del pop rock britannico.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dato che le sessioni per Viva Las Vegas (pubblicato dopo ma completato prima di Kissin' Cousins) si erano protratte troppo a lungo sforando il budget prefissato, il Colonnello Tom Parker decise per ragioni fiscali che le sedute si tenessero allo Studio B, lontano da Hollywood e dalle sue molteplici "distrazioni".[1]

Dieci brani furono approntati per la colonna sonora del film durante due serate in studio a settembre, con l'incisione di due differenti versioni della title track opera di due autori diversi, una incisa nel consueto stile vocale di Presley, e l'altra più in stile hillbilly in tema con l'atmosfera della pellicola.[2] Quest'ultima versione di Kissin' Cousins sarebbe stata pubblicata su singolo nel febbraio 1964 con It Hurts Me sul lato B. Raggiunse la posizione numero 12 nella classifica Billboard Hot 100.[3]

Come già accaduto per la precedente colonna sonora registrata da Elvis, due brani aggiuntivi, Echoes of Love e (It's A) Long Lonely Highway di Doc Pomus e Mort Shuman furono ripescati dall'abortito album "perduto" delle sessioni del maggio 1963, così da rimpolpare la scaletta dell'album.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato 1[modifica | modifica wikitesto]

Traccia Registrazione Titolo Autori Durata
1. 9/29/63 Kissin' Cousins (Number 2) Bernie Baum, Bill Giant, Florence Kaye 1:16
2. 9/30/63 Smokey Mountain Boy Lenore Rosenblatt, Victor Millrose 2:37
3. 9/29/63 There's Gold in the Mountains Bernie Baum, Bill Giant, Florence Kaye 1:54
4. 9/29/63 One Boy, Two Little Girls Bill Giant, Bernie Baum, Florence Kaye 2:32
5. 9/30/63 Catchin' On Fast Bernie Baum, Bill Giant, Florence Kaye 1:21
6. 9/29/63 Tender Feeling Bernie Baum, Bill Giant, Florence Kaye 2:33

Lato 2[modifica | modifica wikitesto]

Traccia Registrazione N° Catalogo Data Classifica Titolo Autori Durata
1. 9/30/63 Anyone (Could Fall in Love with You) Bennie Benjamin, Luchi de Jesus, Sol Marcus 2:29
2. 9/30/63 Barefoot Ballad Dolores Fuller, Larry Morris 2:26
3. 9/29/63 Once Is Enough Sid Tepper & Roy C. Bennett 1:55
4. 9/30/63 47-8307 2/10/64 numero 12 Kissin' Cousins Fred Wise & Randy Starr 2:14
5. 5/26/63 Echoes of Love Bob Roberts & Paddy McMains 2:20
6. 5/27/63 (It's a) Long Lonely Highway Doc Pomus & Mort Shuman 2:38

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jorgensen, Ernst. Elvis Presley A Life in Music: The Complete Recording Sessions. New York: St. Martin's Press, 1998; p. 186
  2. ^ Jorgensen, op. cit., pp. 185-186.
  3. ^ Jorgensen, op. cit., p. 415.
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