Kira Kirillovna Romanova

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Granduchessa Kira Kirillovna
Grand Duchess Kira Kirillovna of Russia2.JPG
Principessa di Prussia
Nascita Parigi, Francia, 9 maggio 1909
Morte Saint-Briac-sur-Mer, Francia, 8 settembre 1967
Padre Granduca Kirill Vladimirovič di Russia
Madre Principessa Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo e Gotha
Consorte Principe Luigi Ferdinando di Prussia
Figli Principe Federico Guglielmo di Prussia
Principe Michele di Prussia
Principessa Maria Cecilia di Prussia
Principessa Kira di Prussia
Principe Luigi Ferdinando di Prussia
Principe Cristiano Sigismondo di Prussia
Principessa Xenia di Prussia

Kira Kirillovna Romanova (Parigi, 9 maggio 1909Saint-Briac-sur-Mer, 8 settembre 1967) fu la seconda figlia delGranduca Kirill Vladimirovič di Russia e della Granduchessa Vittoria Fëdorovna. Sposò il principe Luigi Ferdinando di Prussia.

Rivoluzione russa[modifica | modifica wikitesto]

Kira, così chiamata in onore del padre, nacque a Parigi mentre i genitori erano in esilio visto che il loro matrimonio non era stato approvato dallo zar Nicola II. Questo fu dovuto al fatto che la nonna materna (Marija Aleksandrovna Romanova) e il nonno paterno (Vladimir Aleksandrovič Romanov) di Kira erano fratelli, e la Chiesa ortodossa russa vietava il matrimonio tra due cugini primi. Inoltre la madre aveva divorziato dal primo marito, il granduca Ernesto Luigi d'Assia, fratello della zarina Alessandra. I genitori vennero in seguito riammessi in Russia e restaurati nella cerchia imperiale.

A seguito della rivoluzione russa del 1917 la famiglia di Kira fuggì in Finlandia. Kira, che all'epoca aveva otto anni, ricordò che il permesso di fuggire fu concesso alla sua famiglia dal Governo Provvisorio Russo. Fu questa la prima occasione in cui essi viaggiarono su un treno pubblico. «Per la prima volta non c'erano bardature reali [...] cioè tappeti rossi, comfort speciali, ecc.».[1] In Finlandia, sua madre, già quarantenne, diede alla luce un altro figlio, Vladimir. La famiglia aspettò in Finlandia per più di un anno, sperando che l'Armata Bianca sconfiggesse i Bolscevichi e i Romanov potessero così far ritorno nella loro patria. «Come vorrei potervi rivedere», scrisse Kira, allora di nove anni, alla zia Maria, regina di Romania, nel maggio 1918. «Qui è abbastanza freddo benché dovrebbe essere estate. Boy [l'infante Vladimir] è così dolce. Quando è affamato e Nana sta preparando il suo pranzo, le lacrime semplicemente scorrono giù lungo le sue guance con fame». Kira parlava di raccogliere funghi nei boschi, di andare a vedere film al venerdì e di lezioni, ma menzionava anche che la famiglia stava per finire le scorte di zucchero. La madre scrisse ai suoi parenti in altre nazioni per chiedere cibo per lattanti da dare al piccolo Vladimir.[2]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia infine lasciò la Finlandia e si diresse inizialmente a Coburgo e in seguito a Saint-Briac-sur-Mer, in Francia. Kira nacque principessa Kira Kirillovna di Russia, ma il padre in seguito le concesse il titolo di granduchessa quando egli stesso si dichiarò Guardiano del Trono nel 1924.

Kira, dai capelli scuri,[3] coraggiosa e franca,[4] aveva un carattere tranquillo. Era intelligente, curiosa e interessata alle arti come la madre, con la quale lavorava nello studio di Saint-Briac. Kira, inoltre, faceva frequenti visite alle cugine delle varie corti europee e partecipava a numerosi ricevimenti nel Regno Unito.[5]

Kira ebbe delle difficoltà a trovare un marito adatto a lei. Era interessata all'emofiliaco Alfonso di Spagna, principe delle Asturie, figlio di Alfonso XIII di Spagna, ma rimase delusa quando il Principe dimostrò maggiore interesse per una delle figlie del principe Nicola di Grecia. In seguito si innamorò del principe Costantino "Teddy" Soutzo, un aristocratico rumeno, ma suo cugino Carlo II di Romania rifiutò di acconsentire all'unione per ragioni politiche.[6] Kira sposò infine Luigi Ferdinando di Prussia il 4 maggio 1938; egli lavorava con i movimenti clandestini che cercavano di rovesciare il Nazismo. Lui e la moglie crebbero una famiglia di quattro figli e tre figlie in un villaggio vicino a Brema.[4] I loro figli furono:

Dopo la seconda guerra mondiale, Kira venne chiamata a testimoniare nel caso di Anna Anderson, la donna che affermava di essere la granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. Kira incontrò brevemente la Anderson nel 1952 su richiesta della suocera, Cecilia, principessa della corona di Prussia, che credeva alle pretese di Anna. Kira, invece, non ci credeva: trovò la donna «repellente» e «non signorile» ed incapace di parlare l'inglese acculturato utilizzato nella sua famiglia.[8] Kira aveva visto per l'ultima volta Anastasia quando era una bimba di sette anni. Di opinione diversa era lo zio di Kira, il granduca Andrei Vladimirovič di Russia, che era infatti convinto che la Anderson fosse realmente Anastasia, mentre i genitori di Kira non erano convinti delle pretese di Anna.[9]

Negli ultimi anni della sua vita Kira si trovò ad essere in disaccordo con il figlio maggiore, Federico Guglielmo, il quale rinunciò ai suoi diritti di successione al titolo sposando una donna non nobile.[10] Prestò inoltre poca attenzione alla sua salute, ingrassando e soffrendo di ipertensione dopo aver passato i cinquant'anni. Nel settembre 1967 si trovava in visita al fratello Vladimir a Saint-Briac ed era particolarmente contenta, mangiò abbondantemente e versò parecchi cucchiaini di zucchero nel suo caffè, commentando: «Dio mi proibisca di mangiare cose salutari!». Quella sera fu colta da un infarto e morì ben presto.[10]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Kira Kirillovna Romanova Padre:
Kirill Vladimirovič, Granduca di Russia
Nonno paterno:
Granduca Vladimir Aleksandrovič di Russia
Bisnonno paterno:
Alessandro II di Russia
Trisnonno paterno:
Nicola I di Russia
Trisnonna paterna:
Principessa Carlotta di Prussia
Bisnonna paterna:
Principessa Maria d'Assia e del Reno
Trisnonno paterno:
Luigi II, Granduca d'Assia e del Reno
Trisnonna paterna:
Principessa Guglielmina di Baden
Nonna paterna:
Duchessa Maria di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonno paterno:
Federico Francesco II, Granduca di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno paterno:
Paolo Federico, Granduca di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Principessa Alessandrina di Prussia
Bisnonna paterna:
Principessa Augusta Reuss di Köstritz
Trisnonno paterno:
Principe Enrico LXIII Reuss di Köstritz
Trisnonna paterna:
Contessa Eleonora di Stolberg-Wernigerode
Madre:
Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo-Gotha
Nonno materno:
Alfredo di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Nonna materna:
Marija Aleksandrovna Romanova
Bisnonno materno:
Alessandro II di Russia
Trisnonno materno:
Nicola I di Russia
Trisnonna materna:
Carlotta di Prussia
Bisnonna materna:
Maria d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael John Sullivan, A Fatal Passion: The Story of the Uncrowned Last Empress of Russia, Random House, 1997, p. 322
  2. ^ Sullivan, p. 333
  3. ^ Sullivan, p. 378
  4. ^ a b Sullivan, p. 408
  5. ^ John Van der Kiste, Princess Victoria Melita, Sutton Publishing, 1991, p. 141
  6. ^ Van der Kiste, p. 141
  7. ^ Paul Theroff (2007), Prussia, An Online Gotha.
  8. ^ Peter Kurth, Anastasia: The Riddle of Anna Anderson, Back Bay Books, 1983, p. 343
  9. ^ Kurth, p. 342
  10. ^ a b Van der Kiste, p. 160

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 14647771 LCCN: nr93044545