Kingsley Amis

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Sir Kingsley William Amis (Londra, 16 aprile 1922Londra, 22 ottobre 1995) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua casa a Swansea

Padre del noto Martin Amis e marito di Elizabeth Jane Howard, entrambi scrittori, studiò a Londra e presso il St John's College di Oxford, ottenne l'incarico di docente di letteratura inglese a Cambridge e fu poeta tradizionalista. Iscritto al partito comunista, maturò nel tempo una certa disillusione verso tale scelta politica, abbandonata definitivamente nel 1956 quando l'URSS invase l'Ungheria.

Le sue prime opere furono la raccolta di racconti Bright November (1947) e il libro di poesie A Frame of Mind (1953). Vicino al gruppo degli Angry Young Men (“giovani Arrabbiati”), che definiva una corrente variegata e non organizzata di scrittori inglesi che, negli anni cinquanta, si distinguevano per l'anticonformismo e la denuncia sociale (tra gli altri Alan Sillitoe, John Braine, Angus Wilson, John Osborne, John Wain, Arnold Wesker), ebbe grande successo con il romanzo picaresco Jim il fortunato (Lucky Jim, 1954), forte satira della società del benessere e dell'establishment. Le tematiche sociali continuarono ad affacciarsi nelle varie prose e raccolte poetiche successive: Quell'incerto sentimento (That Uncertain Feeling, 1955), I Like It Here (1958) e in particolare Perché resti con Bang? (One Fat Englishman), del 1963.

Già entusiasmato dalle "sociologie" di autori come Robert Sheckley, C. M. Kornbluth e Frederik Pohl, Amis va annoverato anche per essersi posto come uno dei principali promotori del rinnovamento della fantascienza, avviato in territorio britannico e generalmente definito col termine di New Wave: nel 1960 pubblicò la rassegna Nuove mappe dell'inferno (New Maps of Hell), in cui esaminava e interpretava le qualità letterarie del genere. Qui coniò anche la definizione comic inferno per descrivere un certo tipo di antiutopie in chiave sarcastica, riscontrate ad esempio in Robert Sheckley. In collaborazione con Robert Conquest, produsse la serie di antologie di fantascienza Spectrum I-IV (1962-66), che attingeva in buona parte alla «Astounding SF» degli anni cinquanta. A ciò seguirono più tardi il romanzo ucronico Modificazione H. A. (The Alteration, 1976) e un nuovo volume antologico, The Golden Age of Science Fiction (1981).

Del 1965 è invece The James Bond Dossier, saggio di costume sul famoso eroe cinematografico, che Amis scelse poi per protagonista del romanzo Il colonnello Sun (Colonel Sun, 1968): all'arguta vena satirica egli accostò quindi il tipico tema dell'intrigo internazionale. Da questa vena ricavò anche il curioso manuale, scritto sotto pseudonimo, The Book of Bond, or Every Man His Own 007 (1965).

Il distacco dal partito avvenuto nel 1956 significò per Amis una presa di posizione in senso opposto, esplicandosi, in articoli come Why Lucky Jim Turned Right (1967), attraverso un sostanziale anti-comunismo e perfino conservatorismo, entrambi serpeggianti in opere più tarde tra cui la distopica Russian Hide-and-Seek (1980), che nuovamente in chiave ucronica narra di una Gran Bretagna posta sotto il dominio sovietico. L'ateismo affiora invece in libri più o meno fantastici come La Lega Antimorte (The Anti-Death League, 1966) e L'uomo verde (The Green Man, 1969), raccolta di storie di fantasmi, entrambi aperti a speculazioni pur misurate sulla divinità e sulle relazioni tra essa e la morte.

Nel 1973 Amis pubblicò Delitto a Riverside Villas (The Riverside Villas Murder), e nel 1978 La rinuncia di Jake (Jake's Thing), finalista al Booker Prize, che poi vinse nel 1986 con Vecchi diavoli (The Old Devils). Per quanto riguarda la critica letteraria, si ricordano ancora la raccolta di testi What Became of Jane Austen (1970) e il volume Kipling (Rudyard Kipling and His World, 1975).

Il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico, conferitogli nel 1990, rappresentò l'ideale coronamento della sua carriera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi e antologie[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • My Enemy's Enemy (1955)
  • Court of Inquiry (1956)
  • The 2003 Claret (1958)
  • Moral Fibre (1958)
  • Hemingway in Space (1960) trad. it. Hemingway nello spazio Millemondinverno 1986, Millemondi 30, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1986
  • Something Strange (1960) trad. it. Qualcosa di strano in Qualcosa di strano, Gamma 13 anno secondo, Edizioni dello Scorpione, Milano 1966; in La società di Lucifero (The Lucifer Society) a cura di Peter Haining, La Ginestra 141, Longanesi & C., Milano 1975; in Diciannove racconti, I Libri di Playmen, Tattilo Editrice, Roma 1978
  • All the Blood Within Me (1962)
  • I Spy Strangers (1962)
  • The Friends of Plonk (1964)
  • Dear Illusion (1972)
  • Mason's Life (1972)
  • Too Much Trouble (1972)
  • Who or What Was It? (1972)
  • The Darkwater Hall Mystery (1978)
  • The House on the Headland (1979)
  • To See the Sun (1980)

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • A Frame of Mind (1953)
  • Poems: Fantasy Portraits (1954)
  • A Case of Samples: Poems 1946-1956 (1956)
  • Poems (1962)
  • A Look Round the Estate: Poems 1957-1967 (1967)
  • Collected Poems 1944-1979 (1979)

Antologie (come curatore)[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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