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Kingdom (manga)

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Kingdom
serie TV anime
Titolo orig. キングダム
(Kingdom)
Autore Yasuhisa Hara
Regia Jun Kamiya
Sceneggiatura Naruhisa Arakawa
Character design
Studio Pierrot
Rete NHK
1ª TV 4 giugno 2012 – 25 febbraio 2013
Episodi 38 (completa)
Episodi it. inedito
Kingdom 2
serie TV anime
Titolo orig. キングダム 2
(Kingdom 2)
Autore Yasuhisa Hara
Regia Akira Iwanaga
Sceneggiatura Naruhisa Arakawa
Character design
Studio Pierrot
Rete NHK
1ª TV 8 giugno 2013
Episodi 2 (in corso)
Episodi it. inedito

Kingdom (キングダム?) è un manga realizzato da Yasuhisa Hara e pubblicato dal 2006 sulla rivista Weekly Young Jump della Shueisha. È stato adattato successivamente in una serie televisiva anime dal giugno 2012 al febbraio 2013.[1][2] Una seconda serie è andata in onda dal giugno 2013 al marzo 2014. La storia è ambientata durante il periodo degli stati combattenti della Cina antica (475-221 a.C.), e vede protagonista Shin, un orfano di guerra nel Regno del Qin.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo degli stati combattenti della Cina antica, Shin e Hyō sono due orfani di guerra nel regno Qin e il loro sogno è quello di diventare "Grandi Generali Celesti". Un giorno Hyō viene portato al palazzo imperiale, lasciando il solo Shin come servitore in un villaggio di contadini. Alcuni mesi dopo, Hyō ritorna al villaggio gravemente ferito, e prima di morire chiede a Shin di recarsi con urgenza in un villaggio vicino. Qui incontra un altro ragazzo quasi identico a Hyō, Ei Sei, l'attuale Principe ereditario del Qin. Shin viene a sapere che Hyō è stato utilizzato come sosia di Ei Sei, venendo mortalmente ferito nella lotta per il possesso del trono. Decide quindi di aiutare Ei Sei a restaurare la sua posizione come Re del Qin. Successivamente Shin diventa un soldato e affronta numerose campagne militari, con lo scopo di diventare Grande Generale Celeste e aiutare Ei Sei a realizzare il sogno di unificare tutta la Cina. Per riuscire nell'impresa il regno Qin deve fronteggiare la potenza militare degli altri sei grandi stati cinesi (Han, Wei, Zhao, Qi, Yan e Chu) ma anche l'ostracismo delle fazioni politiche interne: alla Fazione Reale (fedele al principe ereditario Ei Sei) si contrappongono le fazioni del Cancelliere Supremo (Ryo Fui), dei nobili (legati al principe Seikyō) e dell'Harem Reale (capeggiato dalla Regina Dowager), dando vita a un delicato gioco di equilibri politici e militari che costituiscono il filo conduttore della storia.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi Principali[modifica | modifica wikitesto]

Xin (信 Shin?)
Doppiato da: Masakazu Morita
È un orfano di guerra e vive in un villaggio di contadini insieme al suo amico Hyō, col quale condivide l'obiettivo di diventare Grande Generale Celeste. Dopo aver aiutato il Principe Ei Sei a riappropriarsi del trono, Shin combatte nella battaglia contro l'esercito dello stato del Wei, salendo al grado di comandante di 100 uomini. In seguito la sua unità viene denominata "Unità Hi Shin" dal generale Ō Ki. Nelle successive campagne militari Shin ottiene numerosi riconoscimenti, e viene elevato al grado di comandante di 5000 uomini.
Yang Zheng (贏政 Ei Sei?)
Doppiato da: Jun Fukuyama
È il principe ereditario del Qin, nato da una relazione tra il precedente Re e una danzatrice. Dopo 7 anni di durissimo esilio assieme alla madre, riesce a tornare nel Qin grazie al consigliere Shōbunkun. Successivamente suo fratello minore Seikyō organizza un colpo di stato, ma Ei Sei viene salvato dal sacrificio del suo sosia Hyō. Dopo aver riconquistato il trono, si prefigge di unificare tutti i regni della Cina così come desiderava suo nonno, il Grande Re Sho. Combatte a fianco della milizia civile della città di Sai durante l'ultimo assedio dell'Esercito di Coalizione al regno del Qin. Al suo ventiduesimo anno di età viene incoronato ufficialmente Re del Qin.
Piao (漂 Hyō?)
Doppiato da: Jun Fukuyama
È il migliore amico di Shin, e anche lui aspira a diventare uno dei più grandi generali della Cina. Viene portato segretamente a palazzo da Shōbunkun e usato come sosia del principe. Muore a seguito delle ferite riportate durante lo scontro con la fazione del principe Seikyō, salvando coraggiosamente Heki e la sua truppa.
He Liao Diao (河了貂 Karyō Ten?)
Doppiato da: Rie Kugimiya
Ultima discendente di una tribu' delle montagne, vive di piccoli espedienti nei villaggi attorno alla capitale Kanyou. Incontra Shin ed Ei Sei e li aiuta a scappare dagli assassini di Seikyō. In seguito va a vivere con Shin. Dopo aver frequentato con successo la scuola di Shōheikun, diventa la stratega dell'Unità Hi Shin.
Changwenjun (昌文君 Shōbunkun?)
Doppiato da: Yutaka Nakano
Ex ufficiale dell'esercito del Qin ai tempi del Grande Re Sho, periodo nel quale combatteva a fianco del generale Ō Ki. Diventa consigliere e mentore di Ei Sei. Detiene la carica di Cancelliere di Sinistra.
Bì (壁 Heki?)
Doppiato da: Kōji Yusa
Un subordinato di Shōbunkun. Dopo avere aiutato il principe Ei Sei a reinsediarsi, affronta numerose campagne militari e viene promosso generale.
Qiang Hui (羌瘣 Kyō Kai?)
Doppiato da: Yōko Hikasa
L'erede del leggendario clan di assassini Chi You. Ha l'obiettivo di vendicare la morte di sua sorella Xiang, avvenuta per mano di un altro membro del suo clan. Camuffata da uomo, incontra Shin per la prima volta nella battaglia delle Pianure di Dakan, dove dimostra la sua eccezionale abilità strategica e nelle arti marziali, salvando Shin e la sua unità. Entra a far parte dell'Unità Hi Shin, per poi abbandonarla temporaneamente per portare a termine la sua vendetta. Kyō Kai ritorna infine nell'unità. Successivamente viene elevata al grado di comandante di un'unità distaccata di 3000 uomini, e anche lei inizia a perseguire l'obiettivo di diventare generale.

Fazione di Ryo Fui[modifica | modifica wikitesto]

Lü Buwei (呂不韋 Ryo Fui?)
Doppiato da: Tesshō Genda
È un ex-mercante che mira a diventare re di Qin. Entra in contatto col padre di Ei Sei, precedente re del Qin, acquisendo col tempo sempre più influenza nella regione. Fu amante della madre di Ei Sei quando era ancora una danzatrice, fin quando la costrinse a lasciarlo per legarsi al re. Anni dopo Ryo Fui viene eletto Cancelliere Supremo, e mira a uccidere Ei Sei prima che possa essere incoronato ufficialmente re. Per realizzare i suoi piani fa uccidere il principe Seikyō e manipola la fazione della Regina Madre Dowagere in modo da indurla a tentare un colpo di stato. Dispone di imponenti risorse economiche, politiche e militari, e i suoi uomini di fiducia sono conosciuti come i "Quattro Pilastri di Ryo".
Changpingjun (昌平君 Shōheikun?)
Doppiato da: Junichi Suwabe
nobile del regno Chu e uno dei "Quattro Pilastri". E' specializzato nella strategia militare, ma detiene anche la posizione di Cancelliere di Destra. Il suo contributo è fondamentale per impedire la distruzione del regno di Qin durante l'invasione dell'Armata di Coalizione. Durante l'incoronazione di Ei Sei dichiara pubblicamente di uscire dalla fazione di Ryo Fui per entrare a far parte della fazione reale.
Meng Wu (蒙武 Mō Bu?)
Doppiato da: Taiten Kusunoki
fa parte dei "Quattro Pilastri di Ryo", ed è il generale che ha il controllo dell'esercito del Cancelliere. In battaglia è estremamente violento e aggressivo, tuttavia non è molto abile per quanto concerne le guerre prettamente difensive. I suoi errori strategici contribuiscono alla morte del Generale Ō Ki a Bayou, ma quest'esperienza gli permette di crescere e sconfiggere il generale del Chu durante l'invasione dell'Armata di Coalizione.
Li Si (李斯 Ri Shi?)
È uno dei "Quattro Pilastri di Ryo", e si occupa di tutte le questioni legali.
Cai Ze (蔡沢 Sai Taku?)
Sai Taku fu uno dei cancellieri ai tempi del Grande Re Sho. È uno dei "Quattro Pilastri di Ryo", ed è il capo delle relazioni diplomatiche del regno Qin. Durante l'invasione dell'Armata di Coalizione, riesce ad accordarsi con uno degli stati invasori a ritirare la propria armata, riducendo il numero delle forze nemiche.

Fazione di Chengjiao[modifica | modifica wikitesto]

Chengjiao (成蟜 Seikyō?)
Doppiato da: Kōki Miyata
Fratellastro di Ei Sei, inizialmente usurpa il trono e si proclama Re. A seguito del suo reinsediamento tuttavia Ei Sei gli risparmia la vita e lo fa imprigionare. Dopo alcuni anni, Chengjiao è liberato da Ei Sei in modo che possa aiutarlo nella lotta politica contro Ryo Fui durante l'invasione dell'Armata di Coalizione. Gradualmente inizia a simpatizzare con le idee politiche del fratellastro, diventando degno di fiducia. Muore durante un complotto organizzato da Ryo Fui per mettere nuovamente uno contro l'altro i due fratelli.

Fazione della Regina Dowager[modifica | modifica wikitesto]

Regina Dowager del Qin (秦国太后 Shinkokutaikō?)
Regina del Qin e madre di Ei Sei. Anni prima era una danzatrice dello stato di Zhao e amante di Ryo Fui. Rimane fortemente amareggiata quando questi decide di lasciarla per spingerla a unirsi al re del Qin. Dopo aver aver partorito Ei Sei, vengono entrambi catturati e trattenuti dal regno Zhao, il quale l'accusa di tradimento e la costringe a vivere in condizioni di miseria assoluta assieme al figlio. Il risentimento e l'odio di Dowager è tale da spingerla a non provare nessun affetto materno per Ei Sei, tentando addirittura di strangolarlo più volte. Dopo il rientro nel Qin, lei e la sua fazione diventano fortemente ostili a Ei Sei.
Xiang (向 ?)
Una semplice ancella nel palazzo dell'Harem, innamorata di Ei Sei. In seguito diventa sua moglie e hanno due figli.

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Wang Qi (王騎 Ō Ki?)
Doppiato da: Rikiya Koyama
Uno dei Sei Grandi Generali del Qin, un gruppo al quale era stata concessa completa autonomia militare dal Grande Re Sho. È ritenuto unanimemente uno dei generali più temibili di tutta la Cina, grazie alle sue impareggiabili doti strategiche e marziali. Ō Ki aveva una grande venerazione per Re Sho, e sebbene inizialmente non ritienga Ei Sei in grado di ripercorrere le orme di suo nonno, decide di aiutarlo nel momento in cui Zhao minaccia di invadere il Qin. Muore nella battaglia decisiva a Bayou, per mano del Generale Houken, dopo essere stato colpito a tradimento dalla freccia di un altro soldato. Prima di morire affida il proprio esercito al suo secondo Tou, e dona la propria arma a Shin.

Zhao[modifica | modifica wikitesto]

Houken (龐煖 Houken?)

Esperto di arti marziali e di combattimento, è un "Cercatore del Percorso", ovverosia un uomo che si è allontanano dalla società per vivere come eremita e trascendere i limiti fisici e spirituali umani. Houken sostiene di essere diventato un bushin, un'incarnazione del Dio della Guerra. Tecnicamente non è un generale dello stato di Zhao, in quanto preferisce combattere da solo lasciando agli strateghi il controllo delle truppe. Dopo aver ucciso Kyou, uno dei Sei Grandi Generali del Qin e amante di Ō Ki, venne sconfitto in duello da quest'ultimo. L'umiliazione subita, lo induce alcuni anni dopo ad allearsi con Riboku, riuscendo infine ad uccidere Ō Ki.

Li Mu (李牧 Riboku?)

Primo Ministro ed ex-generale dello stato di Zhao. È del tutto sconosciuto in Cina fino a quando non sconfigge Ō Ki nella battaglia di Bayou, guerra che lui stesso aveva pianificato con il solo scopo di uccidere il grande Generale del Qin. Riboku dimostra in quest'occasione un talento strategico eccezionale, e acquisisce grande notorietà in tutto il Paese. In seguito forma segretamente una coalizione con gli altri cinque grandi stati cinesi, con il solo scopo di distruggere il Qin e spartirsi il loro territorio. Sconfitto durante l'assedio, viene per un certo tempo esiliato dallo Zhao.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

La serie manga Kingdom è scritta e illustrata da Yasuhisa Hara. Nel gennaio 2006, il manga ha debuttato in un numero della rivista Weekly Young Jump, ed è tuttora pubblicato dalla rivista. Il primo volume tankōbon è stato rilasciato da Shueisha il 19 maggio 2006; il 18 luglio 2014 è stato rilasciato il trentacinquesimo volume.

Video Games[modifica | modifica wikitesto]

Un gioco per la PlayStation Portable beat 'em up è stato rilasciato il 2 novembre 2010, col titolo Kingdom Ikki Tousen No Tsurugi. Il gioco è stato rilasciato in Giappone.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Kingdom è un adattamento del periodo storico cinese conosciuto come periodo degli stati combattenti, che ebbe termine nel 221 a.C quando Ying Zheng, Re del Qin, portò a termine la conquista degli altri stati cinesi unificandoli.

Diversi personaggi del manga fanno riferimento a figure storiche realmente esistite, sebbene spesso vengono presentati con nomi diversi. Alcuni nomi cinesi infatti non hanno equivalenti kanji giapponesi; per esempio il nome Ō Ki (王骑) è leggermente alterato rispetto a quello di Wang Yi (王齮) perché l'ultimo carattere (齮) non esiste nei kanji.

Ci sono molti esempi di personaggi che fanno riferimento direttamente alla storia di quel periodo; Ei Sei è basato su Ying Zheng, il suo fratellastro Seikyō su Chengjiao, suo padre e suo nonno rispettivamente ai re Zhuangxiang e Zhaoxiang del Qin. Ryo Fui è ispirato a Lü Buwei, mentre i suoi sostenitori, Shōheikun e Ri Shi, sono basati su Changping e Li Si. La famiglia Mō (Mō Bu, Mō Gō, Mō Ten, Mō Ki) è basata sulla famiglia Meng (Meng Ao, Meng Wu, Meng Tian, Meng Yi).

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Kingdom ha vinto il primo premio nel Tezuka Osamu Cultural Prize 2013; il commento di un giudice è stato: "Non riesco a ricordare l'ultima volta che ho letto 30 volumi di fila [di un manga] con tale eccitazione" ("I can't remember the last time I read nearly 30 volumes in a row feeling this excited").

Il manga si è aggiudicato anche un Guinness World Record il 12 dicembre 2012 come manga creato da più persone. Il record è frutto della campagna "Social Kingdom" nel quale i fan e altri mangaka hanno rispettivamente scritto e disegnato interamente il ventiseiesimo volume. Tra i partecipanti spiccano in particolare Eiichiro Oda, Masashi Kishimoto, Hirohiko Araki.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ halicolipocky, “KINGDOM” to get anime adaptation in 2012 in TokyoHive, 17 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  2. ^ Historical Manga Kingdom Gets TV Anime in 2012 in Anime News Network, 14 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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