Kindertransport

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Arrivo dei bambini rifugiati ebrei, porto di Londra, febbraio 1939
Frank Meisler Kindertransport memoriale si trova al di fuori stazione di Liverpool Street.
Frank Meisler Kindertransport memoriale si trova davanti alla stazione di Gdańsk Główny, Danzica, Polonia.
Flor Kent Kindertransport Memoriale presentato da Nicholas Winton 2003 al di fuori stazione di Liverpool Street.
Für Das Kind
Vienna, stazione Westbahnhof 2008, un tributo al popolo britannico per salvare le vite di migliaia di bambini dal terrore nazista attraverso il Kindertransports.
Vicino alla stazione Friedrichstraße, Berlino

Il Kindertransport fu il nome dato ad un'azione che si svolse nei nove mesi precedenti allo scoppio della seconda guerra mondiale: il Regno Unito accolse quasi 10 000 bambini prevalentemente ebrei, provenienti dalla Germania nazista e dai territori occupati di Austria, Cecoslovacchia e Danzica, sistemandoli presso famiglie affidatarie, ostelli e fattorie.

Dopo la notte dei cristalli l’opinione pubblica mondiale si interessò alle sorti delle minoranze ebraiche tedesche, austriache e cecoslovacche e soprattutto a quella dei bambini. Il Regno Unito decise di rimuovere i controlli sull’immigrazione dai paesi interessati per i bambini, che non erano in grado di influenzare il delicato mercato del lavoro. I leader della comunità ebraica britannica avevano rivolto nel novembre del 1938 un appello al primo ministro Neville Chamberlain e i quaccheri avevano presentato un programma di soccorso per i bambini, finanziato da organizzazioni umanitarie e religiose. Il 18 novembre 1938, la Camera dei Comuni discusse l’argomento e approvò il programma, affidato a Norbert Wollheim.

Si fece anche un tentativo di estendere il programma agli Stati Uniti: lo stesso Wollheim scrisse a molti senatori statunitensi, ma il Congresso rifiutò esplicitamente ogni cooperazione con una dichiarazione formale, affermando che ospitare i bambini senza i genitori sarebbe stato contro le leggi di Dio.

L'accoglimento dei bambini in Gran Bretagna richiedeva per ogni bambino reperire una famiglia disposta ad accoglierlo. I genitori dovevano inoltre versare una somma di 50 sterline a garanzia del futuro ritorno in patria. I genitori delle zone interessate al programma iniziarono ad iscrivervi i propri figli. Furono favoriti i bambini orfani o con problemi economici, ma furono iscritti anche figlie di famiglie benestanti. Il regime nazista non ostacolò il programma, ma stabilì che ogni bambino avrebbe potuto portare con sé solamente una valigia, un bagaglio a mano e 10 marchi, proibendo l'esportazione di oggetti di valore. Il viaggio portava i bambini in Olanda, dopo i controlli delle polizie di frontiera: quello tedesco rivolto in particolare ad impedire l'esportazione di beni non permessi. Dopo il confine i treni erano attesi da gruppi di donne che offrivano cioccolata e dolciumi. Il treno arrivava sino a Hoek van Holland, presso Rotterdam, da dove il viaggio proseguiva per mare per oltre 200 km, con condizioni spesso non buone a causa della stagione invernale, fino ad Harwich, e quindi con un altro treno fino alla stazione londinese di Liverpool Street dove venivano a prendere i bambini le famiglie affidatarie.

Il Kindertransport portava in Gran Bretagna circa trecento bambini a settimana. Il ritmo era talmente alto che con il passare del tempo risultò sempre più difficile rintracciare famiglie disposte in tempo utile e furono velocemente allestiti dei centri di accoglienza temporanea, in zone precedentemente occupate da campi estivi. In questi centri di accoglienza giungevano, ogni fine settimana, gruppi di persone, famiglie, che venivano a scegliere e a portar via i bambini.

Ci furono problemi di integrazione, dovuti alle differenze di lingua, di cultura e spesso di classe sociale, che in alcuni casi portarono all'affidamento ad altre famiglie. I bambini rimasero in contatto con le famiglie d'origine tramite le poste tedesche e inglesi fino allo scoppio della guerra nel settembre del 1939; in seguito i contatti vennero mantenuti con cartoline recapitate dalla Croce Rossa Internazionale. A causa dei pericoli dei bombardamenti i bambini furono trasferiti dalle città nelle campagne.

Durante la guerra alcuni dei rifugiati giunti con il Kindertrasport, ormai cresciuti, entrarono a far parte dei corpi militari istituiti con profughi tedeschi e austriaci e alcune ragazze divennero infermiere o servirono come ausiliarie. Dopo la fine della guerra, trascorsi sette anni dall'arrivo i giovani scelsero in prevalenza di tornare in patria e cercarono i propri genitori, con cui avevano spesso perduto ogni contatto: la maggioranza delle loro famiglie di origine era tuttavia stata sterminata nella Shoah.

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