Khayzuran

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Khayzurān (letteralmente "bambù") bint ‘Ata’ al-Jurashiyya, schiava di origine yemenita, fu moglie del califfo al-Mahdi e madre dei due califfi al-Hadi e Harun al-Rashid.

Rapita da un beduino in tenera età e venduta presso un mercato di schiavi vicino Mecca ad al-Mahdi (Abu ‘Abd Allah Muhammad, terzo califfo abbaside) durante un suo pellegrinaggio. Innamoratosi di lei, al-Mahdi decise di affrancarla e di sposarla nel 776 e da lei ebbe i due figli, Musa e Harun, e una figlia chiamata al-Bānūka. Sposa prediletta di al-Mahdi e donna dalla grande personalità, ebbe forte ascendente sul marito, cercando di influenzare molte delle sue decisioni politiche. Impegnò tutta sé stessa perché i suoi figli ereditassero il titolo califfale, riuscendo a far escludere gli altri figli avuti da al-Mahdi con la sua prima moglie, la cugina Rayta, figlia del primo califfo abbaside Abu l-Abbas al-Saffah.

Già durante il hajj del settembre 778 Mūsā aveva ricevuto da al-Mahdi il titolo di wali l-‘ahd (erede designato) mentre Hārūn era stato collocato al secondo posto nell’ordine di successione. Ma la madre Khayzurān non aveva tanto una preferenza per il primogenito Mūsā, da sempre sottomesso alla sua volontà, quanto per il suo secondo figlio Hārūn. Fu questo il motivo che la spinse a manovrare al-Mahdi per estromettere Mūsā dal califfato. Se questi poteva contare sull’appoggio dell’esercito, Hārūn era invece gradito agli “uomini di penna” (la burocrazia), grazie anche all'opera svolta dal suo tutore, Yahyā b. Khālid al-Barmakī e ad al-Rabī‘ b. Yūnus. Le sorti non saranno però determinate da al-Mahdi, che sembrava propenso a cedere all’insistenza della moglie, quanto piuttosto dalla sua morte improvvisa, avvenuta nel mese di agosto 785, fratturandosi il cranio a causa di un inverosimile incidente di caccia a Māsabadhān, sui monti Zagros, o avvelenato da una schiava curiosamente gelosa dei favori concessi ad un’altra concubina. Intanto era scoppiata a Baghdad una ribellione militare e Khayzurān fu accusata di aver organizzato un complotto per portare Hārūn sul trono. In realtà la rivolta non sembrava avere alcuna natura politica, poiché le truppe avevano espressamente dichiarato di essersi ribellate per il mancato pagamento dei salari, anche se risultò alquanto curioso che la ribellione fosse placata proprio per l’intervento di Khayzurān e per i buoni uffici di al-Rabī‘ b. Yūnus.

Kayzurān cercò di dominare Mūsā, che prese il laqab califfale di al-Hādī, o almeno di intromettersi negli affari politici, ma il figlio presto obbligò la madre a non interferire nelle questioni di Stato e, secondo cronache a lui ostili, addirittura di avvelenarla, pur di sbarazzarsi di lei. Per rendere inoffensivo anche il fratello, al-Hādī decise di imprigionarlo insieme a Yahyā b. Khālid ed ordinò la loro uccisione ma, per intercessione di Khayzurān, i due furono salvati.

È ovvio che in queste circostanze la morte improvvisa di al-Hādī nel settembre 786 origina sospetti sulla regina-madre, accusata di aver dato l’ordine ad uno dei suoi schiavi di soffocare il califfo per liberarsi di un figlio che non voleva più sottostare alla sua volontà. Da quanto sostiene al-Mas‘ūdī, al-Hādī chiamò la madre al suo capezzale e spirò tenendole la mano ed esprimendo il desiderio che fosse il fratello a succedergli, ma non si ha la certezza che ciò sia vero, data l’assenza di testimoni. Difatti al-Hādī aveva più volte espresso la volontà di disconoscere il fratello in favore del figlio Ja‘far. Non avendo più di 10 anni, Ja‘far fu messo in un luogo al sicuro da eventuali influenze e costretto a riconoscere lo zio Hārūn come quinto califfo abbaside.

Con la salita al trono di Baghdad del suo figlio prediletto Hārūn, che prese il laqab di al-Rashīd, Khayzurān tornò a influenzare le decisioni politiche califfali insieme a Yahyā b. Khālid fino alla sua morte nel 789.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

Tabari, Ta’rikh al-rusul wa l-muluk, Il Cairo, Dar al-ma‘arif, 1969-77.

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