Kerria lacca

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Cocciniglia della lacca
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Kerria lacca

1 e 2. Colonia di insetti su ramo. 3. Larva al I stadio, stadio attivo. 4, 5 e 6. Cella femminile, in vari stadi dello sviluppo larvale. 7. Cella maschile. 8. Maschio attero. 9. Maschio alato.

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Exopterygota
Subcoorte Neoptera
Superordine Paraneoptera
Sezione Rhynchotoidea
Ordine Rhynchota
Sottordine Homoptera
Sezione Sternorrhyncha
Superfamiglia Coccoidea
Famiglia Kerriidae
Genere Kerria
Specie K. lacca
Nomenclatura binomiale
Kerria lacca
(Kerr, 1782)
Sinonimi

Coccus lacca
Kerr, 1782
Coccus ficus
Fabricius, 1787
Chermes lacca
Roxburgh, 1791
Carteria lacca
Signoret, 1874
Lakshadia indica
Mahdihassan, 1923
Tachardia lacca
Chamberlin, 1923
Laccifer lacca
Cockerell, 1924

La cocciniglia della lacca (Kerria lacca (Kerr, 1782)) è un insetto coccoideo della famiglia Kerriidae, noto soprattutto per la sua capacità di produrre un secreto resinoso, utilizzato industrialmente per la produzione della gommalacca, un polimero naturale che ha una composizione chimica simile a quella dei polimeri sintetici, ed è quindi considerata una plastica naturale.[1]

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Questi insetti vivono, formando dense colonie, su piante arboree o arbustive, con cui sviluppano un rapporto di parassitismo. In natura si sviluppano preferenzialmente su Ziziphus mauritiana e Z. jujuba, ma possono trovarsi anche su Acacia arabica, A. catechu, Butea monosperma, Cajanus cajan, Ficus benghalensis, F. cunia, F. religiosa e Schleichera oleosa.[2]

Sono insetti multivoltini, cioè compiono 2 o 3 generazioni ogni anno. Sono ovipari e depongono le uova in una camera formata sotto il corpo della madre. Ogni singola femmina può deporvi sino a 1000 uova.[3]

Alla schiusa delle uova emergono le larve di I stadio o neanidi: sono lunghe 0.6 mm e larghe 0.25 mm, hanno il tipico apparato boccale pungente-succhiante dei rincoti e sono dotate di zampe, antenne e occhi. Subito dopo la nascita iniziano ad aggregarsi attorno a un ramoscello della pianta ospite, formando colonie che possono arrivare a contare da 50 a 100 larve per cm2.[2]

Concrezione di lacca su un ramoscello prodotta da colonie di K. lacca

Dopo 1-2 giorni di vita le larve iniziano a secernere la lacca, un prodotto delle ghiandole laccipare[4], formato da una miscela di resine e cera, associate a pigmenti, e dotata di proprietà plastiche. In breve ogni larva si trova inglobata in una cella di lacca, che aumenta gradualmente di dimensioni di pari passo con lo sviluppo postembrionale degli insetti. Le larve maschio producono celle di forma allungata mentre le celle femminili sono ovaliformi. Ogni cella è provvista di tre aperture, due spiracolari e una anale, da cui fuoriescono filamenti di cera. È all'interno della cella che avviene la prima muta, in cui le larve, di entrambi i sessi, perdono le zampe, le antenne e gli occhi. Ogni cella è provvista di tre aperture, due spiracolari e una anale, da cui fuoriescono filamenti di cera. La respirazione è garantita da strutture a forma di sifone. Col progredire dello sviluppo, le emissioni di lacca di più individui tendono a confluire in masse comuni, che arrivano a formare uno spesso manicotto attorno ai rami infestati della pianta ospite. Le larve femminili compiono altre due mute prima di passare allo stadio pupale. In questo stadio l'apparato boccale dei maschi si atrofizza ed essi smettono di alimentarsi. Dopo una ultima muta i maschi adulti fuoriescono dalle celle; possono essere alati o atteri, e si accoppiano con le femmine mentre queste si trovano ancora prigioniere nelle loro celle.[2][3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La specie è nativa delle regioni tropicali e subtropicali dell'ecozona orientale (subcontinente indiano, sud-est asiatico, regioni meridionali della Cina, isola di Taiwan, Filippine e Indonesia).

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Gommalacca in scaglie

Lo sfruttamento di questo insetto è antichissimo e risale ad alcuni millenni fa, da 2500 a 4000 anni secondo le fonti[2].
L'attuale produzione è concentrata nel sudest asiatico, nel nordest dell'India, nella Cina meridionale e nel Bangladesh. In queste regioni si inocula il coccide su varie piante arboree, provocandone l'infestazione allo scopo di ricavare la lacca. Una volta purificata, prende la forma di scaglie di colore giallo/bruno.

Attualmente la cocciniglia della lacca alimenta un'attività economica a livello industriale di non trascurabile dimensione. La lacca dell'insetto infatti, nonostante la disponibilità di resine sintetiche, è ancora largamente utilizzata per la produzione di gommalacca, un polimero naturale, con una composizione chimica simile a quella dei polimeri sintetici, considerata una plastica naturale.
È uno dei principali costituenti della ceralacca, ed è utilizzata per la produzione di vernici, che trovano impiego in lavori di ebanisteria e restauro di mobili e strumenti musicali, quali violini e chitarre. È inoltre utilizzata come additivo alimentare nell'industria dolciaria (E904): essendo commestibile, viene usata come agente lucidante per pillole, caramelle e per la frutta.
Fino al 1950 circa, epoca dell'avvento dei dischi in vinile, la gommalacca era infine usata nella produzione dei dischi grammofonici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Kerria lacca, Systematic Entomology Laboratory, U.S. Department of Agriculture. URL consultato il 21 giugno 2012.
  2. ^ a b c d (EN) Lac insect in Banglapedia. URL consultato il 21 giugno 2012.
  3. ^ a b (EN) Family: Kerriidae in Scale Families, Agricultural Service Research, US Department of Agriculture. URL consultato il 21 giugno 2012.
  4. ^ Tremblay, op. cit., p. 227

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tremblay E., Entomologia applicata. Volume II Parte I. 1a ed., Napoli, Liguori Editore, 1981, ISBN 978-88-207-1025-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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