Keith Murdoch

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Keith Murdoch
Dati biografici
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 183 cm
Peso 110 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Pilone
Ritirato 1972
Carriera
Attività provinciale
1964-72 Otago Otago 43 (?)
1965 600px Nero Con Striscia Bianca.png Hawke's Bay 6 (?)
1966 Auckland Auckland 2 (?)
Attività da giocatore internazionale
1970-72 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 (4)

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 13 luglio 2013

Keith Murdoch (Dunedin, 9 settembre 1943) è un ex rugbista a 15 neozelandese, pilone, la cui carriera si interruppe bruscamente nel 1972 dopo un allontanamento per motivi disciplinari dalla squadra degli All Blacks. Scomparso in Australia, da allora ha avuto pochi contatti con la stampa e più nessuno con il mondo del rugby.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Murdoch, nativo di Dunedin (Otago), iniziò la carriera rappresentativa nella sua provincia rugbistica d'origine nel 1964, per poi passare nei due anni seguenti ad Hawke's Bay e ad Auckland prima di ristabilirsi a Otago.

Agricoltore, era dotato di un fisico rilevante per gli standard dell'epoca: alto un metro e 83 centimetri, pesava 110 kg e presentava una circonferenza al petto di 120 centimetri[1], tanto che il sarto al servizio della nazionale neozelandese raccontava di dover sempre aggiungere due o tre pollici di stoffa agli abiti di Murdoch in prossimità del petto[1].

Murdoch esordì negli All Blacks a Johannesburg nel 1970, contro il Sudafrica, ma dopo di quell'incontro disputò solo partite senza valore di test match fino al 1972, quando fu schierato contro l'Australia ad Auckland per un match, vinto, valido per la Bledisloe Cup di quell'anno.

Nel successivo tour nel Regno Unito fu schierato titolare a Cardiff contro il Galles: in quell'incontro, il suo ultimo, realizzò la meta, la sua unica in Nazionale, che permise agli All Blacks di vincere l'incontro 19-16.

La notte successiva al match, all'Angel Hotel di Cardiff, dove la squadra alloggiava, Murdoch si recò nelle cucine dell'albergo per cercare una birra[1]; le cronache più accreditate dei fatti precedenti all'aggressione di Murdoch nei confronti di una guardia riferiscono che il giocatore avrebbe avuto un alterco con il personale di servizio e che la guardia privata lo avrebbe allontanato, portandolo con sé[1]. Murdoch colpì quindi con un pugno la guardia, il ventinovenne gallese Peter Grant, il quale subito dopo si rialzò da solo e si allontanò[2].

Il manager degli All Blacks Ernie Todd decise quindi di allontanare Murdock dal tour, e lo fece imbarcare all'aeroporto londinese di Heathrow per rimandarlo in Nuova Zelanda; tuttavia, allo scalo di Singapore, Murdoch lasciò il volo e si imbarcò per Darwin, nel Territorio australiano del Nord[1].

Da allora, quasi nulla più si seppe di Keith Murdoch. Qualche anno dopo la sua scomparsa un giornalista neozelandese, Terry McLean, lo rintracciò nei pressi di un impianto petrolifero nei pressi di Perth, in Australia Occidentale[2], ma fu invitato dallo stesso Murdoch ad andar via, cosa che McLean fece[2]. Nel 1990 la giornalista Margot McRae, anch'essa neozelandese, lo riconobbe in un pub di una cittadina del Queensland, e in tale occasione riuscì a ottenere un'intervista senza registrazione video e audio[2]; l'ultima occasione in cui fu visto in pubblico fu nel 2001, quando fu chiamato a testimoniare a Tennant Creek sulla morte di un giovane aborigeno che la sera prima del suo ritrovamento aveva tentato un furto nell'abitazione di Murdoch[2]; all'epoca viveva nella cittadina di Katherine, nel Territorio del Nord[2].

Margot McRae scrisse nel 2007 una piéce teatrale, Finding Murdoch, basata sull'incontro che ebbe con il giocatore nel 1990[2]; nel 2012 il regista Massimiliano Pandimiglio ne realizzò una versione in italiano che andò in scena a Roma e che vide come protagonista, nelle vesti di Murdoch, l'ex tallonatore, e internazionale per l'Italia, Paolo Paoletti[3], già giocatore di CUS Genova e Brescia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) The extraordinary story of the lost All Black Keith Murdoch 40 years on in Wales On Line, 23 novembre 2012. URL consultato il 14 luglio 2013.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Georgina Robinson, The Murdoch myth: All Blacks legend lives life of a recluse after infamous punch in The Sydney Morning Herald, 21 ottobre 2011. URL consultato il 14 luglio 2013.
  3. ^ Stefano Semeraro, Cattivi questi All Blacks. Anche a teatro in La Stampa, 15 novembre 2012. URL consultato il 17 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]