Keichō

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Keichō (慶長?) fu una era del Giappone (年号, nengō,?, lett. "nome dell'anno") dopo Bunroku e prima di Genna. Questo periodo copre gli anni dal 1596 al 1615. Gli imperatori regnanti furono Go-Yōzei-tennō (後陽成天皇?) e Go-Mizunoo-tennō (後水尾天皇?).[1]

Il cambio di era[modifica | modifica wikitesto]

Keichō gannen (慶長元年?), 1596: Il nome dell'era fu cambiato in Keichō per segnare il passaggio di numerosi disastri naturali. L'era precedente era finita ed una nuova cominciava il ventisettesimo giorno del decimo Bunroku.

Eventi dell'era Keichō[modifica | modifica wikitesto]

Campana del tempio Hōkō-ji.
Iscrizione sulla campana del tempio Hōkō-ji a Kyōto.
  • Keichō 1 (1596): Invasione Keichō (invasione della Korea)
  • Keichō 3, il diciottesimo giorno dell'ottavo mese (1598): Toyotomi Hideyoshi, il Taiko morì nel suo Castello Fushimia Kyōto all'età di sessantatré anni.[2]
  • Keichō 5, nel sedicesimo mese (1600): Battaglia di Sekigahara. Il clan Tokugawa ed i suoi alleati vaporizzano decisamente ogni oppositore.[2]
  • Keichō 7 (15 gennaio, 1602): Un incendio viene scatenato da alcuni lavoratori disattenti nel tempio Hōkō-ji a Kyōto; la grande statua del buddha e la struttura che la conteneva (il Daibutsu-den) vengono distrutte dalle fiamme.[3]
  • Keichō 8 (1603): Tokugawa Ieyasu diventa Shogun, ufficialmente incominciando ciò che in seguito sarebbe stato conosciuto come lo shogunato Tokugawa.Toyotomi Hideyori viene eletto Naidaijin a Miyako Daijō-kan.[4]
  • Keichō 10 (1605): Tokugawa Hidetada viene designato come nuovo Shogun dopo che suo padre si ritira dalla posizione.
  • Keichō 10, quindicesimo giorno del dodicesimo mese (1605): una nuova isola vulcanica, Hachijōko-jima, sorge dalle acque accanto all' Isola Hachijō (八丈島, Hachijō-jima?) nelle Isole Izu (伊豆諸島, Izu-shotō?) che si allungano verso sud e verso est dalla penisola di Izu.[5]
  • Keichō 11 (1606): Comincia la costruzione del castello di Edo.[5]
  • Keichō 12 (1607): Comincia la costruzione del castello di Sumpu (Suruga, l'attuale Shizuoka); un ambasciatore arriva dalla Cina per congratularsi con l'imperatore del Giappone.[5]
  • Keichō 14 (1609): Invasione di Ryūkyū da parte di Shimazu daimyo di Satsuma.[5]
  • Keichō 15 (15 novembre, 1610): Toyotomi Hideyori promuove la ricostruzione dell' Hōkō-ji in linea con i piani che suo padre aveva già supportato; la sua volontà comprende la ricostruzione del Daibutsu di Kyoto in bronzo per rimpiazzare l'immagine lignea distrutta nell'incendio. In questo periodo, Hideyori decide inoltre di costruire una grande campana in bronzo.[6]
  • Keichō 15, il ventisettesimo giorno del terzo mese (1610): Hideyori va a Miyako per visitare l'ex-Shogun Tokugawa Ieyasu; quello stesso giorno, l'imperatore abdica in favore di suo figlio Masahito.[5] L'Imperatore Go-Yozei abdica; e suo figlio riceve la carica (senso).
  • Keichō 16 (1611): L' Imperatore Go-Mizunoo accede formalmente al trono. (sokui).
  • Keichō 19 (1614): Assedio di Osaka. Lo Shogun sconfigge Hideyori e dà fuoco al Castello di Osaka, per poi tornare ad Edo nell'inverno.[5]
  • Keichō 19 (24 agosto, 1614): Una nuova campana di bronzo per Hōkō-ji viene fusa con successo;
foto del diciannovesimo secolo della campana di Hōkō-ji
vecchia foto della campana
erano in programma anche alcune cerimonie, ma all'ultimo minuto, Ieyasu proibi' che esse venissero svolte.
"L'iscrizione sul Daibatsu-den e sulla campana aveva scritto "Kokka ankō" (che significa "paese e casa, pace e tranquillità"), e a causa di questo Tokugawa Ieyasu divenne sospettoso, intendendo lo scritto come una maledizione su di lui, per via del carattere 安 (an, "pace") posto tra i due caratteri che componevano il suo stesso nome 家康 ("ka-kō", "tranquillità della casa") [suggerendo quindi che la pace si potesse ottenere soltanto con la dissoluzione di Ieyasu?] ... Questo incidente dell'iscrizione fu, ovviamente, un mero pretesto, ma Ieyasu si rese conto che non avrebbe potuto godere del potere che aveva ottenuto con la forza fintanto che Hideyori sarebbe vissuto, e di conseguenza, nonostante quest'ultimo avesse mandato più di una volta il suo kerei Katagiri Kastumoto presso il castello di Sumpu portando numerose scuse, Ieyasu si rifiutò di placare la sua ira."[7]
  • Keichō 19, il venticinquesimo giorno del decimo mese (1614): un forte terremoto scuote Miyako.[5]
  • Keichō 20 (1615): Incomincia la campagna estiva della guerra di Osaka.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tittsingh, Isaac. (1834). Annales des empereurs du japon, pp. 402-409.
  2. ^ a b Titsingh, Isaac. (1834). Annales des empereurs du japon, p. 405.
  3. ^ Ponsonby-Fane, R. (1956). Kyoto, the Old Capital of Japan, p. 290; Titsingh, p. 409.
  4. ^ Titisngh, p. 409.
  5. ^ a b c d e f g [see above]
  6. ^ Ponsonby-Fane, p. 292; Titsingh, p. 409.
  7. ^ Ponsonby-Fane, p. 292; Titsingh, p. 410.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponsonby-Fane, Richard. (1956). Kyoto: the Old Capital of Japan, 794-1869. Kyoto: The Ponsonby Memorial Society.
  • Screech, Timon. (2006). Secret Memoirs of the Shoguns: Isaac Titsingh and Japan, 1779-1822. London: RoutledgeCurzon. ISBN 0-700-71720-X
  • Titsingh, Isaac. (1834). Siyun-sai Rin-siyo/Hayashi Gahō, 1652, Nipon o daï itsi ran; ou, Annales des empereurs du Japon, tr. par M. Isaac Titsingh avec l'aide de plusieurs interprètes attachés au comptoir hollandais de Nangasaki; ouvrage re., complété et cor. sur l'original japonais-chinois, accompagné de notes et précédé d'un Aperçu d'histoire mythologique du Japon, par M. J. Klaproth. Paris: Oriental Translation Fund of Great Britain and Ireland.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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